Il ciclo biologico della ripetizione

December 22nd, 2008

Prova ad immaginare i primissimi istanti della tua vita: il grembo materno ti avvolge completamente.

Sei inconsapevole, ma stai già ascoltando i suoni del mondo. Infatti, l’udito è il primo dei 5 sensi a svilupparsi nel feto e probabilmente non a caso.

Ciò che senti è un battito regolare, una pulsazione ritmica … è il cuore di tua madre!

Non ci vuole uno scienziato per capire che la ripetizione ha un ruolo fondamentale per la psiche umana e per la sua sopravvivenza. E naturalmente anche nella musica la ripetizione e la periodicità sono elementi essenziali.

La ripetizione è un ciclo biologico che, una volta compreso, ci permette di fare un salto di qualità nella capacità di ascoltare. Vi sono diversi tipi di ripetizione ed alcuni sono caratteristici e contraddistinguono un particolare genere.

Ad esempio, la ripetizione armonica è un elemento distintivo della musica afroamericana. Una sequenza di accordi continua che crea l’effetto di un mantra sonoro è rintracciabile nel blues e in gran parte del jazz.

Così come la ripetizione ritmica è una delle caratteristiche principali del rock. Qualunque batterista rock sa che per suonare deve prima di tutto riuscire a mantenere un ritmo costante.

Nella musica pop è molto importante la ripetizione melodica. Pensa al classico ritornello (e il termine ci dice già tutto) che viene usato nella stragrande maggioranza dei casi.

Mentre una delle peculiarità della musica classica è la ripetizione timbrica. In questo caso una partitura viene eseguita contemporaneamente da più strumenti. Fino ad arrivare alla corrente minimalista in cui la ripetitività è il centro assoluto della composizione.

Ma esiste un’altra forma di ripetizione riferita alla musica ed è importantissima: la riproducibilità. Un tipo di ripetizione che è stata introdotta dall’ uomo con l’avvento della civiltà industriale.

Difficile farsi un’idea degli effetti che la riproducibilità ha avuto sul genere umano e non solo nel campo musicale. Di certo fino al ventesimo secolo non esistevano parole come disco, registrazione, amplificazione, compilation, master originale e così via. L’elenco sarebbe lunghissimo e ci aiuta a capire come oggi sarebbe praticamente assurdo concepire l’idea di musica scindendola dalla riproducibilità.

Sintetizzando, possiamo raffigurarci la musica e la ripetizione come le due facce della stessa medaglia. Ma soprattutto, possiamo utilizzare la ripetizione come chiave di lettura dell’evento musicale che stiamo ascoltando. Essa infatti può essere utilizzata in tantissimi modi e a seconda degli scopi che si hanno (espressività, semplificazione, improvvisazione, commercializzazione … ).

A questo riguardo un brano semplicissimo ma esemplare é  Jingle bells … adatto anche per augurarti buon Natale!

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Posted by Francesco Potestà

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