La musica è un’arte integrale. Può coinvolgere l’uomo nella sua globalità, senza escludere nessuna delle parti che lo compongono. Certamente lo avrai sperimentato sul corpo e sulle emozioni.
Ma naturalmente, anche la ragione vuole la sua parte e la musica provvede. Il canto di un testo, la lirica, parlano alla nostra parte razionale ma sono solo uno dei possibili linguaggi.
Infatti, le vie della musica sono infinite!
Una di queste vie è certamente quella di imitare i suoni della realtà circostante. E’ un modello di espressione che rende esplicito (e quindi razionale) il messaggio che vuole trasmettere e viene usato spesso e volentieri. Ed è per questo che voglio introdurre e definire un nuovo concetto del linguaggio musicale: quello della suonomatopea.
Se prendi la definizione data da Wikipedia:
“L’onomatopea è una figura retorica che riproduce, attraverso i suoni linguistici di una determinata lingua, il rumore o il suono associato a un oggetto o a un soggetto cui si vuole fare riferimento, mediante un procedimento iconico tipico del fonosimbolismo.”
… e fai una semplice sostituzione di fattori, ottieni:
“La suonomatopea è una figura retorica che riproduce, attraverso i suoni di una determinata musica, il rumore o il suono associato a un oggetto o a un soggetto cui si vuole fare riferimento, mediante un procedimento iconico tipico del fonosimbolismo.”
Chissà cosa ne pensano al riguardo i professori di lingue. :-) Di certo (musicalmente parlando) il significato di fondo è quantomai appropriato.
Ecco 3 esempi chiari ed evidenti di suonomatopea.
1) Uno dei più grandi maestri di questo modo di esprimersi è certamente Jimi Hendrix. La sua celebre e deflagrante versione dell’inno americano è solo l’episodio più noto fra i tanti possibili.
Le stesse caratteristiche le ritroviamo in “Machine gun“, altra monumentale canzone di denuncia sulla guerra. Un blues lento, crudo e potente dove la chitarra e la batteria si sovrappongono e si alternano nel ricordare il rumore provocato dalla mitragliatrice che dà il titolo al brano.
2) Con i Clash ci spostiamo avanti di un decennio. In “Police on my back” sono semplici e geniali. Tempi e sonorità della musica riflettono e valorizzano alla grande il senso del testo.
Mentre cantano “ho la polizia alle spalle”, vengono inseguiti da una chitarra serrata e squillante che imita la sirena della polizia. E’ una delle più convincenti dimostrazioni delle abilità comunicative della band inglese.
3) Altro meraviglioso caso di suonomatopea in “Downbound train” di Chuck Berry (la prima canzone del video). Considerando l’anno (1957), è certamente un brano visionario e innovativo.
Viene evocato il treno, un mezzo di trasporto chiave per comprendere la simbologia del blues. Lo sferragliare suggestivo della chitarra e soprattutto il ritmo, richiamano direttamente l’incedere del treno.
E allora, buon viaggio lungo i binari della musica … ci ritroviamo alla prossima fermata!!!
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