Il potere del contrasto

May 4th, 2009

A volte mi ritrovo preso in mezzo a domande del tipo:

Come far convivere ciò che sembra contrastante, inconciliabile?

Come trarre vantaggio dalle diversità, dalle differenze?

Come unire gli opposti?

Come sempre, arriva in mio soccorso la Musica. Penso che se solo riuscissimo a rilassare la mente e metterci in uno stato di apertura e ricettività, Lei ci donerebbe continuamente i suoi tesori.

Uno dei grandi segreti della musica è proprio quello di trasmettere energia e significato tramite il gioco dei contrasti. Ovvero la capacità di unire elementi che la semplice ragione non sarebbe mai stata in grado di concepire. E quasi sempre, in natura come in musica, questo avviene senza che nemmeno ce ne accorgiamo.

Un modello efficacissimo e facile da comprendere è quello del contrasto lirico-sonoro. Si ottiene quando la parte musicale e il significato del testo sembrano in apparente contraddizione. Spesso il risultato complessivo è esaltante e così succede che fioriscano splendide canzoni.

Esempio classico è “I’m not in love” dei 10cc. Titolo e testo sono decisamente anti-romantici. Qui il protagonista nega un qualsiasi sentimento d’amore e trova ogni tipo di giustificazioni per spiegare i propri comportamenti “insoliti”. Ma l’atmosfera creata dalla musica ci dice tutt’altro: suona tenera come le carezze di un innamorato.

A partire dal canto tenuto su con un filo di voce che è fragile e coinvolta allo stesso tempo. L’organo guida l’armonia tenendo unito l’insieme. Qua e là, il pianoforte suona una romantica melodia di base. Il ritmo, privo di bacchette, batte lievemente sulle pelli ed è accompagnato con leggerezza dalla chitarra ritmica. E il tutto viene immerso in un continuo ondeggiare di cori eterei.

Con Edoardo Bennato ci spostiamo su altri territori ma il principio è il medesimo. In “Ma che bella città” il cantautore napoletano esprime un sentimento di disagio sociale e al contempo un bisogno di emancipazione. Considerando il testo viene fuori un misto di cinismo, sofferenza e sarcasmo. Ma ancora una volta, più di ciò che viene detto è importante il come viene detto.

La musica lo rende un momento di liberazione. Il brano è un blues pieno di energia e vigore sostenuto dal ritmo vivace delle chitarre acustiche. Il canto è beffardo e giocoso (particolarmente indicativi sono i vocalizzi che chiudono ogni battuta). Grande espressività viene dall’armonica e dal kazoo che si alternano in brevi parti solistiche tra una strofa e l’altra.

Come volevasi dimostrare! Quel che solitamente ci appare così distante e contraddittorio, in musica diventa naturale e congruo. Il contrasto lirico-sonoro è solo una delle innumerevoli possibilità di sintesi musicale.

Se vuoi  sapere come unire gli opposti, chiedilo alla Musica!   Lei sa come si fa!

______

  • Share/Bookmark
Posted by Francesco Potestà

3 Responses

  1. Angelia says:

    Carino questo post….

  2. sandro flora says:

    Ottimo post Francesco
    i miei complimenti…
    è vero…da un contrasto
    può nascere qualcosa di geniale,creativo
    direi…universale visto che in natura
    i contrasti sono realtà
    il giorno…la notte,
    il caldo e il freddo,
    la vita e la morte….

    ciao

Trackback URL for this entry