Il preludio è un pezzo di introduzione strumentale che si è diffuso intorno al 600 nelle opere sinfoniche e liriche. Ma anche la popular music ha le sue forme di preludio e molto spesso sono uno dei momenti più importanti di un brano o di un’opera.
Va detto che per ottenere un buon effetto, il preludio deve necessariamente basarsi sulla legge d’attrazione. Cercherò di spiegarmi meglio.
Pensa ad esempio alle fasi di corteggiamento tra due amanti. Sarà capitato a tutti di provare attrazione (possibilmente reciproca) per un lui o una lei. Gli sguardi fugaci carichi di passione, i silenzi pieni di significato, le vibrazioni positive. Sensazioni che una volta che abbiamo vissuto, vorremmo tutti prolungare il più a lungo possibile. Ebbene, tutto il periodo che precede il primo contatto reale tra i due può essere paragonato ad un preludio.
Non si tratta di una semplice introduzione. In musica il preludio ha il compito di creare attesa e di alzare il livello di eccitazione. Ma soprattutto ha la funzione di preparare l’ascoltatore a qualcosa di speciale che sta per accadere. Proprio come nel corteggiamento tra due amanti, abbiamo l’anticipazione del piacere. E naturalmente i grandi musicisti sanno quando, dove e come è più opportuno utilizzarlo.
Ti propongo due splendidi esempi di preludio.
In Zooropa degli U2 abbiamo un classico preludio di intensità crescente. Si comincia con un sintetizzatore di sottofondo al quale si aggiungono un suono confuso di voci e delle quartine di piano. Poi si sente il basso e la tensione si alza sempre più, fino a quando non arriva la chitarra piena di effetto di The Edge che ci trasporta dal preludio al brano vero e proprio. Nel complesso, 6 minuti e mezzo suddivisi in maniera tanto sapiente quanto scientifica: 2 di preludio, 2 di quiete, 2 e mezzo di tempesta. Sublime!
Diverso (ma altrettanto sublime) è il caso dei Pink Floyd che con Time usano un altro metodo. Quasi 1 minuto di sveglie e orologi che suonano, tanto per mettere in guardia anche l’ascoltatore più addormentato. E poi, 1 minuto e mezzo di una forza evocativa più unica che rara. La chitarra detta il tempo eseguendo note molto lunghe (7-8 secondi). A colmare gli spazi ci pensano la scansione continua del metronomo e soprattutto le tastiere di Richard Wright e le percussioni di Nick Mason. E sotto, puoi sentire con tutto il corpo le vibrazioni di un cuore che batte.
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