
Qual è il primo e più importante passo per vivere una vita armoniosa e realizzata?
Senza dubbio, la prima cosa da fare è quella di ricordare a te stesso in ogni istante che sei nato per essere felice.
Si sa che la felicità non è qualcosa che puoi avere, ma è qualcosa che riguarda l’essere!
Proprio per questo è importante riflettere sulle domande che ci poniamo e che possiamo mantenere nella quotidianità. A volte serve solo cambiare una domanda che ci viene in mente involontariamente. Per esempio si può passare da “Come posso ottenere la felicità?” che è diffusissima a “Cos’è per me la felicità?“. Già solo questo può rivelarsi di grande utilità.
In fondo ad ognuno di noi c’è la felicità. E’ l’aspirazione più intima, il desiderio più puro di ogni uomo. Ma affinché non diventi un optional o peggio una chimera irraggiungibile bisogna ricordarsi di questa aspirazione in ogni momento. La musica svolge proprio questa funzione.
La musica ricorda all’uomo che è nato per essere felice.
Perché ciò si realizzi, ci vuole l’ascolto attivo! Quando dedichi la tua attenzione e la tua partecipazione senti che è la musica stessa a ricordartelo. Proviamo con delle canzoni che citano la felicità già nel titolo.
In “Shiny happy people” dei R.E.M. l’atmosfera è volutamente sbarazzina. Prova però a portare l’attenzione all’ingresso a passo di valzer e al modo con cui la batteria cambia il tempo. E poi alla chitarra tintinnante di Peter Buck che richiama alla mente spontaneamente il suono jingle-jangle dei Byrds. E ancora alle sovrapposizioni vocali alla fine di ogni frase e al modo con cui Mike Mills, Kate Pierson e Michael Stipe cantano in sequenza il ritornello.
Altra atmosfera, ma medesimo risultato nella strepitosa “Love and happiness” di Al Green, uno dei più grandi soulman di sempre. Ascolta il suo canto pieno di trasporto e profondamente blueseggiante che presenta una quantità e qualità di inflessioni e sfumature, da generare entusiasmo al primo ascolto. Poi soffermati sul fenomenale groove che è appena tratteggiato dalla chitarra e sulla ricchezza di idee nei brevi ma continui interventi delle trombe e dell’organo elettrico.
Vogliamo parlare di tristezza? Anche se il titolo evoca il sentimento opposto non cambia nulla; la musica ti trasmette sempre e comunque felicità!
Come nel caso degli Smashing Pumpkins che iniziano il doppio album “Mellon Collie and the infinite sadness“ con l’omonimo pezzo strumentale. Qui la bellezza dell’armonia evocata dal pianoforte si commenta da sé. L’accompagnamento di sintetizzatori, viola e clarinetto non fa altro che regalare ancora più gioia ai nostri cuori.
E’ vero, sono solo 3 esempi; ma se la musica non è solo un semplice esercizio di mediocrità, sentirai sempre e comunque felicità. Ecco spiegato il perché di frasi come “Cantare dalla felicità” o “Canta che ti passa” che non sono solo dei modi di dire. In effetti, il canto è una meravigliosa forma di auto guarigione.
Ma anche senza cantare, con l’ascolto attivo evochiamo in noi la felicità. La sola condizione indispensabile è di indirizzare la tua energia verso la musica mostrando partecipazione.
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