Le 1000 forme di una base armonica

February 2nd, 2009

Ecco uno degli aspetti della musicologia che amo in maniera particolare. Ogni tanto mi piace ricordare che “la prima cosa di cui hai bisogno è una base armonica“. Infatti, l’analisi di una base armonica può rivelarsi uno strumento formidabile per superare certi schemi mentali e soprattutto per ampliare il piacere dell’ascolto.

Molto spesso dietro a musiche diversissime tra loro si nasconde una radice comune … basta semplicemente scavare un pò. Oggi voglio proporti 3 brani che appartengono ad epoche e generi musicali molto distanti tra loro, ma che hanno la medesima base armonica.

Torniamo per un attimo indietro al periodo barocco. Siamo nei primi anni del ‘700 e Johann Sebastian Bach compone la celebre aria in RE maggiore, conosciuta anche come aria sulla quarta corda. Lasciatevi pure avvolgere dal suo senso di pace e calma e dall’incontestabile bellezza. Nel frattempo, portate l’attenzione sul basso continuo che esegue l’armonia su cui poggia tutto il brano (in questo video per piano solo è eseguita dalla mano sinistra).

Facciamo un grande salto nel tempo fino al 1967. I Procol Harum riprendono l’armonia e di fatto inaugurano la stagione del progressive rock. Qui il basso elettrico disegna la stessa linea armonica ma ad una velocità un pò più sostenuta. Su di essa vengono inserite splendide variazioni sul tema base, come una nuova melodia d’organo ed un canto tipicamente soul, ottenendo così la nota “A whiter shade of pale“.

E veniamo al 1994 quando i Portishead (esponenti di un genere in ascesa chiamato trip-hop) fanno il loro esordio discografico con “Dummy”. L’album si chiude con un’autentica perla : “Glory box“. Tutto indimenticabile. La voce di Beth Gibbons che sprigiona passione e sensualità fino alla frase catartica “voglio solo essere una donna”, i violini che fanno da contrappunto, la chitarra elettrica che alza l’intensità nel chorus. Ma tutto quanto si regge su di un basso ipnotico e ripetitivo che estrae una parte della stessa base armonica, con una leggera alterazione metrica ed una velocità a metà strada tra i 2 brani sentiti in precedenza.

Abbiamo visto che ognuno dei 3 pezzi possiede la caratteristiche strumentali e formali della propria epoca e del proprio stile. Ma nonostante tutto, hanno in comune la stessa base armonica.

Per quanto mi riguarda sono 3 splendide composizioni. Non trovi?

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Posted by Francesco Potestà

2 Responses

  1. Franco Bollo says:

    Bravo, bel post. Sono d’accordo

  2. Grazie 1000 x il sostegno e l’approvazione :-)

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