“Love, Peace & Poetry”, schegge di psichedelia sparse per il mondo

May 13th, 2010

lovepeacepoetryturkey

In tanti anni di esperienze musicali ho notato che una delle questioni che generano più confusione nel sentire comune della gente è l’idea di psichedelia.

Vi è infatti la tendenza radicata e più o meno volontaria di considerarla come se fosse un genere musicale anziché una qualità musicale.

In realtà la psichedelia è molto più semplicemente un’attitudine che può manifestarsi in qualsiasi genere musicale e ad ogni latitudine. E’ un’energia sottile molto più indefinibile di quanto sembra, ma in compenso si può acquisirne il gusto con la pratica dell’ascolto attivo.

A questo riguardo, l’anno scorso ho scoperto una serie di dischi piuttosto interessanti intitolati “Love Peace & Poetry“. Si tratta di una serie di volumi che offrono una panoramica a 360 gradi sugli effetti provocati in ogni angolo del mondo dall’ondata del rock psichedelico tra i ‘60 e i primi ‘70.

Fino ad oggi sono usciti 10 volumi ognuno dei quali è dedicato a una particolare zona geografica. Si spazia indifferentemente nel sottobosco culturale di ogni continente, dall’America fino al Sol Levante.

Lo trovo un progetto interessantissimo che permette di allargare la visuale geografico-musicale ed inoltre è pieno di chicche. Per farti un’idea, ascolta queste 3.

I Tony, Caro & John  sono probabilmente tra i candidati più autorevoli al titolo di ‘gruppo inglese più sconosciuto di tutti i tempi’ dato che è molto difficile reperire notizie sulla loro attività. Ma in compenso su YouTube ci resta traccia di un album davvero interessante uscito nel 1972.

È degna di nota questa “There Are No Greater Heroes che ricorda tanto il David Bowie di “Hunky dory“, album uscito l’anno prima. Qui la chitarra viene doppiata nota su nota da un basso liquido e distensivo mentre più avanti si aggiunge anche un coro sommesso e straniante. L’effetto complessivo è delicato e sorprendentemente espressivo.

Così come sorprende l’intensità e la forza di “Lost in my world” dei Los Dug Dug’s, gruppo messicano che qui, oltre a cantare in inglese, dimostra di aver imparato alla grande la lezione dei Cream.

Un’esplosione introduce una serie di arpeggi carichi di tensione. Poi parte il pezzo vero e proprio con la batteria che esegue un ritmo terzinato molto caratteristico ed incantevole. Di grande suggestione anche la voce piena d’eco e le brevi svisate di chitarra che passano da una cassa all’altra dello stereo.

Infine ci spostiamo in Estremo Oriente (per la precisione in Corea) con “Beautiful rivers and mountains“, splendido brano di incredibile soavità ad opera di Shin Jung Hyun & The Men. Titolare di una lunghissima carriera sin dai primi anni ‘60, Shin Jung Hyun è uno degli autori più stimati in patria.

Qui canta in coreano o almeno credo, dato che non ho molta dimestichezza con le lingue asiatiche. E’ una dolcissima melodia indigena con le chitarre acustiche che guidano mentre l’organo e l’oboe accompagnano. Semplicemente strepitosa la seconda parte con un crescendo che si regge su un’armonia ripetuta ciclicamente e una serie di assoli incrociati tra oboe, organo e chitarra elettrica con inconfondibile effetto wah-wah.

Lasciati trasportare da questo sublime affresco psichedelico di 10 minuti!

Perché la vera psichedelia non ha barriere né di tempo, né di luogo, né di alcun genere!

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Posted by Francesco Potestà

2 Responses

  1. Laura says:

    Raramente mi è capitato di inconrare persone che riescono a dare ladefinizione che io stessa percepisco di psichedelia. Secondo il mio sentire, la psichedelia è la massima espressione che un artista (e ancor piu importante, un gruppo) possa raggiungere. Secondo me la psichedelia avviene, in qualsiasi forma d’arte, quando l’artista raggiunge il picco di maggior fusione con ciò che sta creando. Quando cioè l’artista diventa opera e l’opera ha le sembianze dell’artista. Quando la psichedelia si raggiunge un gruppo, avviene la completa fusione gli uni negli altri. E’ per questo motivo che, sempre secondo me, si può trovare psichedelia nelle danze tribali, nel rock, nell’elettronica, nella classica, ecc… ma anche nella pittura, nella danza, nella scultura nella scrittura… ma anche nei rapporti umani.
    Come dici tu “psichedelia” non è un genere artistico, ma una forma di raffinatezza sconfinata data dal completo abbandono dell’artista nel donarsi in ciò che sta interpretando.
    Spero che questa parola venga rivalutata e riscoperta!!

    Grazie a te Francesco per tutti questi semi sparsi intanto!!!
    Laura

  2. … continuerò a spargere questi semi perchè il significato di psichedelia va ben al di là delle questioni sui suoni o sulle tipologie.

    Il contatto più alto che l’uomo può stabilire con l’arte passa necessariamente attraverso la psichedelia.

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