Quando arriva il momento della pausa

April 14th, 2009

Può essere lunga o breve, completa o parziale, attesa o inaspettata. Proprio come nella vita di ogni giorno, i momenti di pausa sono fondamentali anche in musica (anzi forse di più).

Prova ad ascoltare questi tre casi per farti un’idea più chiara.

In “Run baby run” di Sheryl Crow abbiamo due pause fondamentali poste all’inizio e alla fine del chorus. La canzone si basa su delle terzine di piano e su una sequenza di accordi strepitosa che porta fino al coro.

A questo punto ecco una pausa di sospensione e una rullata di batteria prima del classico ritornello. La pausa è davvero fondamentale, tanto è vero che la ritroviamo alla fine del coro e prima che ricominci il verso successivo nella parte in cui Sheryl canta “baby loves to run”.

Un altro esempio evidente ce lo offrono i Queen in un brano come “Fat bottomed girls“, dove la pausa regna incontrastata lungo tutta la struttura del pezzo.

La troviamo nell’iniziale coro a cappella (tipico dei Queen) che divide ed esalta ogni frase musicale. La troviamo raddoppiata al termine del primo verso (”you made a bad boy out of me”) con la sequenza pausa, refrain di chitarra, vocalizzo e nuova pausa (questa davvero geniale ed efficace) prima di ripartire con un tono più vigoroso e sostenuto grazie ai piatti e al basso. E ancora la troviamo alla fine di ogni coro, soprattutto sul secondo con Freddie Mercury che declama “get on your bikes and ride” prima che parta la fase finale.

Con i King Crimson invece possiamo sentire più chiaramente come la pausa può essere un elemento espressivo oltre che strutturale. E’ il caso di “21st century schizoid man“, uno dei capolavori assoluti del rock progressive.

In particolare tra i 4′35″ e i 5′25″ dove tutta la band esegue contemporaneamente la stessa partitura, pause comprese. Un metodo compositivo che prende spunto dalla tradizione sinfonica. Qui tutti gli strumenti sono organizzati in un tutt’uno sincronizzato e tramite gli stacchi improvvisi creano un effetto particolarissimo.

Sono 3 esempi che ci ricordano che la pausa è un elemento essenziale per determinare il tempo musicale. Rimanendo focalizzato su questo modo di ascoltare riceverai ogni sorta di benefici. E’ un modo semplice ed efficace per comprendere davvero il linguaggio musicale.

Il bello è che non ci sono limiti. Tramite la pausa puoi sbizzarrirti da qui all’eternità ad ascoltare, godere e imparare musica.

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Posted by Francesco Potestà

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