
La storia del cinema ha avuto una diva del calibro di Bette Davis ma anche la storia della musica ha avuto la sua Betty Davis. Un’artista magari poco conosciuta ma certamente una protagonista fondamentale dell’universo a sette note per svariati motivi e a vari livelli.
La sua storia è incredibilmente ricca di interesse ed è il risultato di una ragazza tutta pepe, tanto bella quanto irrequieta e soprattutto provvista di un’acuta sensibilità musicale.
Betty Mabry (questo il suo vero nome) nasce nel North Carolina nel 1945. Quando a 16 anni si trasferisce a New York per studiare, ha inizio un’avventura entusiasmante che la vedrà al centro di tanti fatti. Comincia a lavorare come modella e pian piano, frequentando l’ambiente musicale, riesce a conoscere diversi artisti tra cui Jimi Hendrix e Sly Stone che diventano le due figure chiave della suo futuro.
Nel 1967 accade un altro evento che cambierà per sempre il corso della musica: Betty incontra Miles Davis e lo sposerà nel settembre del 1968. La loro relazione burrascosa ed instabile durerà giusto un anno ma nel frattempo lei influenzerà profondamente il grande jazzista (come afferma lui stesso nella sua biografia) spingendolo verso il rock psichedelico di Hendrix e il funk di Sly Stone.
Profondamente influenzato dal nuovo sound di Hendrix, Miles Davis inciderà album come “In a silent way” e “Bitches brew“, decisivi per aprire la strada alla fusion. Per questo oggi Betty Davis viene spesso indicata con buona ragione come “la donna che inventò la fusion”.
Basterebbe anche solo questo per ricordarsi di lei, ma mademoiselle Mabry non si è fermata qui. Nei primi anni ‘70 mantiene il cognome del celebre marito e comincia a scrivere canzoni in proprio. Poi riunisce una schiera di musicisti strepitosa: Neal Shon chitarrista dei Journey e membri di Sly & The Family Stone, Graham Central Station, Tower of Power e il gruppo vocale delle Pointer Sister.
Il suo primo album, “Betty Davis” (vedi foto) esce nel 1973 seguito a ruota da “They Say I’m Different ” (1974) e “Nasty Gal ” (1975). Le idee musicali della signorina sono di altissimo profilo: chitarre taglienti come lame, bassi di potenza inaudita, ritmi e fiati dai sapori jazz e soprattutto dei groove micidiali che sono la quintessenza stessa del funk.
Su tutto svetta la spiccata personalità di Betty, con la sua voce nera come la pece e con quel canto graffiante, sensuale, capace di sprigionare una grinta che non ha termini di paragone. Le reginette del r&b e del soul odierno (che le devono tantissimo!) sembrano scolarette sbiadite al confronto.
A questo punto della storia succede quel che non ti aspetti. Pur avendo tutte le carte in regola per sfondare, nessuno dei 3 album ottiene un buon successo commerciale e così la Davis decide di fare le valigie e tornarsene dalla famiglia in Pennsylvania. E’ praticamente la fine della sua vita pubblica.
Ma nel frattempo la signorina che ha cambiato la storia della musica, ci ha lasciato 3 dischi sopraffini, da vera regina del funk. E sono tracce indelebili che inevitabilmente vengono (e verranno) a galla col tempo.
Ascolta questa “Anti Love Song“, uno dei brani più torridi e passionali del suo repertorio … questa è davvero un’artista tutta da scoprire.
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Grande! Grazie per la dritta!!!!
Laura