
L’ondata del punk britannico (quella del ‘77) è stata di certo rivoluzionaria, ma anche travolgente e repentina.
E inevitabilmente, come sempre accade in questi casi, tanta buona musica passa sotto silenzio, resta inascoltata e viene oscurata dal susseguirsi degli eventi.
E’ il caso degli Adverts, uno dei gruppi che passarono immeritatamente in secondo piano nel corso di quella irripetibile e fugace stagione, ma che ne furono indubitabilmente tra i migliori esponenti.
Il loro suono scaturisce in tutto e per tutto dall’atmosfera punk inglese e ne traduce con fedeltà l’urgenza, la rabbia e l’intensità tipiche. A questo vanno ad aggiungersi altri elementi essenziali : i versi profondi, ribelli e riflessivi di T.V. Smith, uno stile che riesce miracolosamente ad esprimere un energico intimismo ed una musicalità di base che non teme il confronto con nessuna delle band a loro contemporanee.
Paladini della filosofia ”vivi in fretta e muori giovane“, gli Adverts furono consapevoli sin da subito di quale era il loro ruolo e il loro destino all’interno dell’universo musicale. Per capirlo basterebbe dare un’occhiata ai titoli delle loro prime canzoni. Proprio questa consapevolezza (anche dei propri limiti tecnici) permise loro di forgiare un sound grezzo eppure decisamente intenso ed innovativo anche oggi a distanza di decenni.
La loro storia si consumò nel ristretto arco di 3 anni tra il 1976 e il 1979. Il nucleo della band erano Tim Smith e la fidanzata Gaye Balsden, originari del Devon. Dopo aver assistito ad uno degli infuocati concerti dei Sex Pistols ed essersi trasferiti a Londra, decisero di formare una band. La coppia si spartì i ruoli : lui come cantante e compositore autentico e viscerale, lei come bassista e prima vera figura femminile al crocevia tra punk e dark. Ben presto trovarono nel chitarrista Howard Boak e nel batterista Laurie Muscat gli ideali compagni d’avventura.
Ribattezzatisi con nomi d’arte (T.V.Smith, Gaye Advert, Howard Pickup, Laurie Driver), i 4 debuttarono nel gennaio del 1977 al Roxy Club ovvero il primo storico club punk di Londra. La prova fu superata brillantemente, tant’è vero che furono notati dal manager Michael Dempsey e firmarono un contratto con la Stiff Records.
Nel giro di un anno gli Adverts riescono a scrivere alcune delle pagine più belle del punk inglese. In Aprile esce il primo fenomenale e programmatico singolo “One chord wonders“, che fa della semplicità e dell’immediatezza una virtù assai rara. Il momento di massima notorietà arriva in estate con “Gary Gilmore’s eyes” / “Bored Teenagers“, singolo che presenta due pezzi sfavillanti per ciascun lato.
Il primo in particolare segna un’epoca col suo sussurro iniziale che si tramuta in un urlo punk quanto mai espressivo e viscerale, con la chitarra acida e tagliente, con la splendente melodia a due voci e con basso e batteria in perfetto equilibrio tra spontaneità ed elaborazione. Frutto di un testo ispirato a un fatto di cronaca , “Gary Gilmore’s eyes” riesce ad essere un brano devastante e profondo come pochi, ma anche il lato B con la sua carica adrenalinica è tutt’altro che un riempitivo.
Il culmine viene raggiunto nel Febbraio del 1978 quando esce il primo lp “Crossing the Red Sea With The Adverts“. Come recita il titolo, attraversare il Mar Rosso con gli Adverts è un’esperienza che riesce ad essere trascinante e furiosa ma anche poetica e sottile. Di certo si tratta di uno dei vertici assoluti nella storia del punk.
Seguendo un copione forse già scritto, ma di certo previsto in partenza, gli Adverts si scioglieranno nell’ottobre del 1979 suonando l’ultimo concerto al college di Slough.
Una meteora, certo! Ma una di quelle meteore da conservare nella memoria e condividere con tutti.
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