Archive for the ‘Eventi & News’ Category

Le nuove frontiere del basso elettrico con Augusto Gentili

June 8th, 2011

musiche_per_il_proprio_tempo

Prova ad immaginare un basso elettrico liberato da ogni vincolo e capace di tirar fuori un arsenale di suoni come non s’erano mai uditi prima.

E’ su uno scenario del genere che Augusto Gentili (compositore, bassista e insegnante) ha posto le basi per il suo primo disco “Musiche per il proprio tempo“.

Un’opera dove il basso elettrico, anzi, i bassi elettrici s’accompagnano all’elettronica e si muovono verso possibilità espressive inesplorate. Di fatto, non esistono precedenti simili nella storia delle pubblicazioni italiane.

Una novità ghiotta sia per bassisti, sia per musicisti d’ogni latitudine o semplici appassionati. L’album, fresco di stampa, è pubblicato dalla casa editrice Abeat records for jazz. Cliccando qui puoi ascoltare un’anteprima dal vivo in occasione di una presentazione del disco a cui ho assistito pochi giorni fa.

Ma dicevamo del disco! In “Musiche per il proprio tempo” si procede verso nuove frontiere in gran parte sconosciute dato che il basso raramente viene lasciato libero di sprigionare tutte le sue potenzialità. Anzi spesso finisce per svolgere un ruolo molto limitato anche se si tratta di un lavoro quasi sempre basilare all’interno delle strutture musicali ordinarie.

Ed allora, ecco finalmente uno strumento che affronta il suo viaggio in solitario pur moltiplicandosi nelle sue numerose varianti : a 4 e 6 corde, fretless, fretted, effettati. Di grande interesse anche il modo in cui viene sfruttato il suono prodotto dall’e-bow, l’archetto elettronico che fa vibrare le corde dello strumento.

Lungo tutto il disco viene fuori la gran cura per la purezza dei timbri. Un lavoro certosino ottenuto con la collaborazione di Vittorio Mazzola in studio di registrazione e con l’ausilio dell’elettronica. E’ un’elettronica dosata e lieve, mai invasiva, capace di far sentire il proprio peso e di esaltare l’insieme svolgendo un ruolo di accompagnamento e armonizzazione fra le parti.

Nel lavoro di Augusto Gentili si può sentire un’esaltazione e un superamento dell’idea di basso elettrico. Le composizioni rimandano alla musica indiana, a quella colta contemporanea, ad atmosfere pinkfloydiane, a suggestive rivisitazioni dedicate a Jaco Pastorius, a letture tratte del poeta espressionista austriaco Georg Trakl e tanto tanto altro ancora.

Un musicista da seguire con interesse (http://www.augustogentili.it/) ed un album da scoprire e gustare con lentezza (questo il sito della casa editrice).

______

  • Share/Bookmark
Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

21 minuti, un evento d’eccellenza

November 24th, 2010

21-min

Oggi voglio parlarti di qualcosa di grande valore che ho vissuto personalmente.

Si tratta di 21 minuti, evento annuale che il 18,19 e 20 Novembre è giunto alla sua seconda edizione.

Anche se non riguarda specificamente il nostro beneamato regno della musica, me ne faccio promotore molto volentieri perché ho partecipato a entrambe le edizioni e penso proprio che meriti un momento di condivisione.

Cos’è 21 minuti? Nelle parole del suo ideatore e conduttore Patrizio Paoletti :

21 minuti è un’idea innovativa nel mondo della comunicazione e della formazione. E’ il luogo delle capacità, delle risorse, essenzialmente è il luogo dove i diversi saperi prodotti dall’uomo fino ad oggi e in particolare le più recenti scoperte che l’umanità ha fatto su se stessa e sul suo funzionamento, possono essere condivise. 21 minuti è una piattaforma multi-mediale, multi-disciplinare trasversale che unisce i diversi saperi. 21 minuti è una piattaforma aperta, chiunque può avvantaggiarsene grazie ad una web-tv, una radio, un format tv, un magazine, per tracciare oggi un futuro sostenibile“.

Ecco come si svolge! Sul palco si avvicendano 20 persone provenienti dai più disparati ambiti. Sono personalità di successo ma soprattutto sono modelli di eccellenza e di sostenibilità sia sociale sia individuale. La splendida sfida che raccolgono questi relatori è quella di arrivare all’essenza della loro vita, di capirne il segno e di raccontarla agli altri con passione. Hanno a disposizione 21 minuti e anche un po’ di più perché dopo l’intervento gli ospiti si sottopongono alle domande di Paoletti e del pubblico.

Questo percorso di formazione è sintetizzabile attraverso 3 principi guida : visione, creatività e strategia. Nel complesso, 21 minuti si rivolge a persone, professionisti, dirigenti e organizzazioni che hanno il desiderio di ampliare la propria visione e di imparare a migliorare le decisioni.

Su www.21min.org è possibile avere accesso al blog, ad un notevole archivio video ed anche registrarsi per entrare nella community. Si tratta di un sito in continua crescita ed in costante aggiornamento dove a partire da quest’anno è stata offerta anche la possibilità di partecipare in diretta live streaming.

21 minuti è molto più semplicemente il luogo dove condividere i migliori saperi, i saperi dell’eccellenza. Per quanto mi riguarda, dico che si tratta di un’esperienza da vivere con la massima partecipazione. Come nel 2009, anche quest’anno ho avuto l’opportunità di attingere a questa fonte preziosa da cui sgorgano innumerevoli benefici : motivazione, intensità, sensibilità, ispirazione, nutrimento …

Ed è per questo che desidero condividere questa fonte con te che stai leggendo queste righe. Se desideri saperne di più visita il sito e scrivimi. E magari l’anno prossimo potremo vivere insieme 3 giorni memorabili.

______

  • Share/Bookmark
Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

E’ arrivato l’essential-book “I semi dell’armonia musicale”

March 25th, 2010

essential-book_i_semi_dellarmonia_musicale

Bene! E’ andata! Sono lieto di presentarti (e dedicarti) la mia prima fatica letteraria.

E’ partita l’operazione “I semi dell’armonia musicale“, un e-book di 40 pagine che parla in maniera ampia e sintetica dell’universo musicale.

L’ho curato in ogni aspetto, dalla copertina (come puoi vedere qui a fianco) fino al minisito che lo promuove (come puoi vedere cliccando qui).

E l’ho scritto con l’intento di concentrare tutte le conoscenze aquisite negli anni attraverso l’esperienza e l’osservazione, per poi riversarle in un essential-book  leggibile da chiunque e in qualunque momento. Quello di portare a termine uno scritto sull’essenza della musica, è sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto ed oggi finalmente è realtà.

Con “I semi dell’armonia musicale” hai a disposizione una guida semplice, pratica e completa che sono certo ti aiuterà a far luce sull’eterno rapporto tra essere umano e attività musicale.

Devo dirti che nonostante la sua relativa brevità, per portarlo a termine ho faticato più del previsto. Dopo tanto ascoltare, suonare e leggere musica, ho dovuto fare un setaccio lento e progressivo, con un lavoro di selezione ed esclusione di un’enorme mole di materiale che (seppur validissimo) non era funzionale al progetto che avevo in mente.

Alla fine ho organizzato le idee e le ho suddivise in capitoli a loro volta suddivisi in paragrafi, ciascuno dei quali può essere letto autonomamente. Mi piace pensare questo e-book come ad una bussola con cui ci si può orientare nello sterminato regno della musica. E adesso voglio condividere questa bussola con te!

Il filo conduttore sono sempre quei 2 temi cardine indissolubilmente intrecciati tra loro: musica e armonia.

Sulla musica abbiamo tutti più o meno la nostra idea, anche se è un’idea che deve essere sempre rivalutata e ritrattata se si vuole vivere appieno ciò che si sta ascoltando. Sull’armonia invece le cose sono decisamente meno chiare, più sfocate, comprensibili solo per brevi istanti che magari volano via senza lasciare tracce, né indizi.

D’altro canto, riguardo all’armonia (considerata in senso lato) la musica è sempre stata ed è in prima linea. Ci ha sempre stimolato ad aprirci al confronto, ad oltrepassare il pensiero ordinario, sempre capace di condurci verso nuovi orizzonti, nuove prospettive, sia esteriori sia soprattutto interiori.

Bisogna però volerlo veramente!

A questo proposito, mi viene in mente il famoso detto di Confucio che attraverso il suo pensiero ‘a scalare’ ci ricorda dove e come inizia la vera armonia.

“Se vuoi mettere armonia nel mondo inizia dalla tua nazione, se vuoi mettere armonia nella tua nazione inizia dalla tua regione, se vuoi mettere armonia nella tua regione inizia dalla tua città, se vuoi mettere armonia nella tua città inizia dal tuo villaggio, se vuoi mettere armonia nel tuo villaggio inizia dalla tua famiglia, se vuoi mettere armonia nella tua famiglia inizia da te stesso.”

______

  • Share/Bookmark
Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

A proposito di Armonia

December 31st, 2009

cosmo

2 settimane fa ho vissuto un’esperienza davvero splendida. Ho tenuto una breve ed informale conferenza di musicologia. E’ stato una gran bella serata dove ho potuto unire l’utile al dilettevole.

Per prima cosa, ho avuto l’occasione di esporre una piccola panoramica delle ricerche e degli studi che conduco. A questo proposito, molto presto pubblicherò un e-book che tratta in maniera chiara e completa il sistema di idee su cui sto lavorando (”resta in contatto, avrai una bella sorpresa!”)

Il discorso ha ruotato principalmente sul concetto centrale di Armonia. Come ben saprai, tra Musica e Armonia c’è un rapporto di interdipendenza che è vitale ed inscindibile. Ed è un rapporto che non riguarda solo l’elemento musicale in sé, ma anche e soprattutto il nostro modo di intendere ed ascoltare questa musica. In estrema sintesi, la musicologia non fa altro che occuparsi di questo rapporto.

Poi, nell’ultima parte della conferenza ho interagito con i presenti coinvolgendoli proprio sul tema dell’armonia. Ne è venuto fuori uno scambio di osservazioni, opinioni e punti di vista particolarmente interessante.

Sono venute fuori diverse domande. Cosa si intende per Armonia? Come viene interpretata da ciascuno di noi? Quanti e quali sono i suoi diversi significati? In che modo l’Armonia si manifesta in Musica? E in che modo la Musica ci può condurre all’Armonia?

Assieme alle domande fondamentali, sono venute fuori altrettante credenze prive di fondamento. Ho potuto osservare che tutti noi (naturalmente me compreso) abbiamo un concetto distorto e assai limitato di armonia.

Il nostro limite principale (quasi sempre inconscio) è rappresentato dai nostri ideali di bellezza, bontà e perfezione. Abbiamo dei modelli che sono la prima causa del nostro fraintendimento e che costantemente ci impediscono di avere una comprensione più ampia e profonda.

Quel che è certo è che l’uomo si è sempre interrogato sul principio di Armonia. Il suo impulso irrinunciabile e la sua massima aspirazione sono sempre state quelle di ricercare il suo significato più profondo.

Basta pensare ai rapporti numerici della musica scoperti da Pitagora e al successivo sviluppo filosofico dell’armonia delle sfere. Oppure a Rameau che attraverso la simultaneità dei suoni e la concatenazione degli accordi introduce l’Armonia come disciplina autonoma in musica.

Ma anche al concetto originario di università (”verso l’Uno”) in cui lo studio di tutte le discipline deve condurre verso l’unità. O all’interpretazione di Armonia come equilibrio d’insieme in letteratura, scultura, pittura e architettura.

O in senso generale, pensare all’Armonia del corpo umano, all’Armonia nella relazione con gli altri, all’Armonia dei fatti con le parole, all’Armonia della natura eccetera eccetera eccetera.

L’Armonia dell’universo comprende in sé tutto. Unisce la molteplicità in un tutt’uno armonico. E perciò, in ogni caso, vale la pena di fare sempre del nostro meglio per comprenderla.

______

  • Share/Bookmark
Educazione & Cultura, Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

Il fenomeno Allevi e l’educazione musicale

November 12th, 2009

educazione

 Ci sono novità interessanti riguardo all’educazione. Qualcosa si sta muovendo nel sottobosco culturale del nostro paese e la musica non può proprio rimanere ai margini.

Da sempre infatti, l’educazione è parte essenziale della musica in ogni suo aspetto.

Il tema è più importante che mai. Prendiamo ad esempio uno dei fenomeni musicali più seguiti negli ultimi tempi: Giovanni Allevi.

Ho 3 ricordi, 3 immagini nitide su di lui.

Il primo flash-back risale a quando l’ho visto per la prima volta giusto 2 anni fa a Milano nel corso di un seminario sulla comunicazione. Lui era uno degli ospiti d’onore e mi ha destato una sensazione di simpatica timidezza dietro la quale si celava un’intelligenza vivace unita a una notevole dose di furbizia.

Il secondo flash-back l’anno scorso quando l’ho visto in tv a dirigere l’orchestra per il tradizionale concerto di Natale in Senato. La cosa non mi ha stupito più di tanto. Ma il violinista Uto Ughi si è sentito offeso e amareggiato per la qualità dello spettacolo offerto e ha rilasciato un’intervista infuocata al quotidiano ‘La Stampa’. Intervista che ha dato il via ad un’accesa diatriba tra i due ma che ha anche dato modo di riflettere su questioni musicali (e politiche).

Il terzo flash-back questa primavera quando mi è stato regalato il suo ultimo disco “Evolution”. Ascoltandolo, la mia impressione è che Allevi ha qualcosa di interessante da offrire come pianista anche se mi sembra evidente che la fama di questo disco supera di gran lunga il suo valore artistico.

3 immagini che mi richiamano alla mente questa frase: “La musica è profetica e l’organizzazione sociale né è l’eco” (Jaques Attali, 1977).

Valore artistico e successo di massa hanno coinciso raramente, specie negli ultimi decenni. Nella popular music questo è un dato acquisito ormai da quasi un secolo. Il fatto è che “Evolution”  ha provocato questa reazione negli ambienti accademici perché si trova sugli scaffali della musica classica/colta. Ebbene sì, la musica scadente che vende non ha genere, né barriere.

La domanda che pongo è semplice: perché non utilizzare la curiosità e le critiche che ha suscitato il fenomeno Allevi  per orientare e promuovere un’educazione della musica?

Sono consapevole del sentimento di disagio e disgusto di molti degli addetti ai lavori, ma ritengo che usare un atteggiamento di apertura e tolleranza sia decisamente più costruttivo per tutti, nessuno escluso.

Si dovrebbe provare a considerare un disco del genere non come una minaccia ma come un’opportunità. Nonostante tutto, offre l’occasione a molte persone di avvicinarsi alla musica colta, magari per la prima volta. Se poi consideriamo la situazione attuale, la musica non ha proprio nulla da perdere.

A questo proposito, trovo lodevole l’iniziativa della rivista Classic Voice che, approfittando dell’occasione, a Marzo ha pubblicato in allegato un istant book dal titolo esplicito “Uto Ughi vs Giovanni Allevi : Beethoven non è Zucchero. La vera storia di un’aspra disputa”. E in appendice, ha aggiunto un utile glossario contenente 100 parole per capire la musica classica di domani.

In estrema sintesi, l’idea di fondo è che l’educazione non può essere una strada a senso unico. E’ un processo che prevede uno scambio, una compromissione reciproca. Educare serve a educarsi e contemporaneamente educarsi serve a educare. E questo è valido in ogni ambito, anche quello musicale.

La musicologia deve rinnovarsi dalle fondamenta se non vuole essere relegata nella triste condizione di un gigante mummificato buono solo per essere esposto al museo delle cere. E’ ora di aprirsi al confronto!!!

Siamo nel 21° secolo ed è tempo di mirare a ricomporre quella frattura ultrasecolare che esiste tra studio, pratica e consumo della musica. Il processo incontrovertibile della globalizzazione ci pone di fronte a questa sfida. Proprio perché la musica è un elemento onnipresente nella quotidianità di tutti noi, la musicologia deve essere un bene accessibile a tutti.

Inoltre non possiamo dimenticare che essa ha come scopo sociale primario ed irrinunciabile la diffusione di valori come il rispetto e la tolleranza. Valori che si possono riassumere con un semplice enunciato:

la musica non serve ad uniformare le diversità, ma ad unire le diversità“.

La parola chiave è proprio educazione. Ed è per questo che voglio segnalare un evento molto importante. Si terrà il 20 Novembre presso il Palazzo del Ghiaccio a Milano in occasione del 20° anniversario che celebra i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, col titolo “Ogni Uomo è un Educatore.

Un’iniziativa quanto mai appropriata!

______

  • Share/Bookmark
Educazione & Cultura, Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

Joy, il ritorno provvidenziale dei Phish

October 19th, 2009

joy-phish

Gioia!

Mi sento proprio come recita il titolo.

I Phish sono tornati insieme dopo 4 anni di pausa e il risultato è questo disco che mette di buonumore già dalla copertina. Evidentemente il periodo di digiuno ha fatto bene.

Disciolta nell’estate 2004 e tornata insieme nell’estate 2008, la band del Vermont ha pubblicato “Joy” lo scorso 8 settembre.

E’ il loro 11° album di studio, naturalmente escludendo dal conto la sovrabbondante produzione live e i bootleg circolati negli anni.

Un ritorno imprevisto dato che ogni membro del gruppo sembrava ormai dedicato esclusivamente alla propria carriera solista. Per fortuna non è stato così perché, a dispetto di tanti altri casi, questa reunion è stata una benedizione.

La qualità dei singoli musicisti è davvero notevole. Ma insieme, Trey Anastasio (chitarra), Mike Gordon (basso), Jon Fishman (batteria) e Page McConnell (tastiere) formano un quadrilatero strepitoso.

Un disco fatto apposta per chi non li ha mai ascoltati e capace di entusiasmare già dopo un paio di ascolti. I toni jazz e funky sono più stemperati rispetto al passato, ma i pezzi sono davvero ispirati. Addirittura in certi passaggi richiama alla mente “Junta”, il primo lavoro uscito giusto vent’anni fa.

In ogni caso sembra di ascoltare un condensato della loro carriera. Con più di una punta di diamante.

Mi riferisco a “Joy”, splendido esempio di ballata lenta. Ma soprattutto a “Light”, una vera perla di psichedelia con un’armonia illuminata da melodie concatenate tra loro, un tratto così caratteristico della band.

“Stealing time from the faulty plan” e “Twenty years later” sono autentiche rivelazioni di un’abilità rara: quella di unire la potenza all’armonia. Semplicemente deliziose “Sugar shack” e “Ocelot” che ci raccontano di ritmi latino-americani e accenti in levare.

“Time turns elastic” dimostra la predisposizione alle lunghe jam session e soprattutto la bravura nell’elaborazione di un tema. Una mini-opera di 13 minuti dai sapori lirici e con una serie di movimenti collegati tra loro, partoriti dalla mente sempre fertile di Trey Anastasio.

E poi l’amore per il blues reso esplicito nell’intermezzo pianistico di “I been around”, nel contagioso bluegrass “Backwards down the number line” e nel r&b serrato di “Kill devil falls”

I suoni asciutti e calibrati e le pochissime sovraincisioni sono il risultato dell’ottimo lavoro in produzione di Steve Lillywhite che aveva già lavorato (e bene) con la band su “Billy breathes” del 1996.

Un album davvero tosto, senza punti deboli. Alla fin fine è uno dei migliori della loro carriera che tradotto significa manna dal cielo, specie in periodi di carestia come questo.

A buon intenditor …

______

  • Share/Bookmark
Eventi & News | Posted by Francesco Potestà

Il Blues To Bop e le notti magiche di Lugano

August 31st, 2009

blues_to_bop_2009

Immersa nell’incantevole paesaggio del Canton Ticino e bagnata dal lago, l’atmosfera di Lugano regala sempre piacevoli momenti.

Ma ogni anno, verso fine agosto, il piacere raddoppia perché la città diventa il palcoscenico del Blues to Bop una delle manifestazioni musicali più interessanti dell’estate. Sabato sera ero lì a godermi lo spettacolo.

Giunto alla sua 21a edizione, quest’anno il festival si è tenuto tra il 27 e il 30 agosto. Il programma prevede concerti all’aperto giovedì, venerdì e sabato sera mentre per domenica pomeriggio chiusura con un concerto gospel nella cattedrale di San Lorenzo.

Tutti i concerti sono gratuiti. Gli artisti si esibiscono nelle diverse piazze del centro cittadino che, data la loro particolare conformazione, si trasformano in auditorium a cielo aperto.

Per un week-end, Lugano celebra il blues e tutte le musiche ad esso collegate: rhythm’n blues, boogie, soul, gospel, spiritual, funk, rock, country, fusion, jazz, swing e be-bop.

E’ l’occasione giusta per conoscere musicisti ignorati dai mass-media, per fare un giro tra le stradine e per farsi una bella scorpacciata di buona musica.

E poi, come da tradizione, gran finale in piazza della Riforma con una super jam session di oltre un’ora con tutti i protagonisti della manifestazione ad avvicendarsi sul palco (vedi foto sopra).

Un’orgia finale di musica e danza a base di funk con cover di Parliament, Sly & the Family Stone, James Brown e tanta improvvisazione.

La festa si prolunga fin quasi alle 3 di notte quando i riflettori si spengono e la piazza si svuota lentamente accompagnata dalle note suadenti di “Moanin’“.

Si torna a casa appagati … è stata una gran bella serata!!!

Il Blues to Bop è certamente uno di quegli appuntamenti da segnare sul calendario. Ecco il sito dell’evento.

Prendi nota! A fine agosto a Lugano si respira aria di grande musica!

______

  • Share/Bookmark
Eventi & News | Posted by Francesco Potestà