
Prova ad immaginare un basso elettrico liberato da ogni vincolo e capace di tirar fuori un arsenale di suoni come non s’erano mai uditi prima.
E’ su uno scenario del genere che Augusto Gentili (compositore, bassista e insegnante) ha posto le basi per il suo primo disco “Musiche per il proprio tempo“.
Un’opera dove il basso elettrico, anzi, i bassi elettrici s’accompagnano all’elettronica e si muovono verso possibilità espressive inesplorate. Di fatto, non esistono precedenti simili nella storia delle pubblicazioni italiane.
Una novità ghiotta sia per bassisti, sia per musicisti d’ogni latitudine o semplici appassionati. L’album, fresco di stampa, è pubblicato dalla casa editrice Abeat records for jazz. Cliccando qui puoi ascoltare un’anteprima dal vivo in occasione di una presentazione del disco a cui ho assistito pochi giorni fa.
Ma dicevamo del disco! In “Musiche per il proprio tempo” si procede verso nuove frontiere in gran parte sconosciute dato che il basso raramente viene lasciato libero di sprigionare tutte le sue potenzialità. Anzi spesso finisce per svolgere un ruolo molto limitato anche se si tratta di un lavoro quasi sempre basilare all’interno delle strutture musicali ordinarie.
Ed allora, ecco finalmente uno strumento che affronta il suo viaggio in solitario pur moltiplicandosi nelle sue numerose varianti : a 4 e 6 corde, fretless, fretted, effettati. Di grande interesse anche il modo in cui viene sfruttato il suono prodotto dall’e-bow, l’archetto elettronico che fa vibrare le corde dello strumento.
Lungo tutto il disco viene fuori la gran cura per la purezza dei timbri. Un lavoro certosino ottenuto con la collaborazione di Vittorio Mazzola in studio di registrazione e con l’ausilio dell’elettronica. E’ un’elettronica dosata e lieve, mai invasiva, capace di far sentire il proprio peso e di esaltare l’insieme svolgendo un ruolo di accompagnamento e armonizzazione fra le parti.
Nel lavoro di Augusto Gentili si può sentire un’esaltazione e un superamento dell’idea di basso elettrico. Le composizioni rimandano alla musica indiana, a quella colta contemporanea, ad atmosfere pinkfloydiane, a suggestive rivisitazioni dedicate a Jaco Pastorius, a letture tratte del poeta espressionista austriaco Georg Trakl e tanto tanto altro ancora.
Un musicista da seguire con interesse (http://www.augustogentili.it/) ed un album da scoprire e gustare con lentezza (questo il sito della casa editrice).
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