CREAM
1968
*per ascoltare clicca sul titolo del brano
______
Oggi ho voglia di qualcosa di buono!
Decido di usare il giradischi … ogni tanto va usato altrimenti prende polvere e si arrugginisce.
Dopo aver gettato un rapido sguardo al reparto vinili scelgo i Cream … il piatto comincia a girare … la puntina scorre.
S’odono una viola e una chitarra intrecciate in un unico indissolubile suono … e dei timpani che scandiscono il tempo a intervalli regolari … sembra l’inizio di una sinfonia.
Poi un colpo deciso di grancassa ed ecco che parte un portentoso hard blues … potente e suggestiva come non mai, la contaminazione tra i generi non era mai stata così audace e ben amalgamata.
Ascolto e penso che oltre ad aprire nel migliore dei modi lo strepitoso doppio album “Wheels of fire” (1968), “White room” è anche un palcoscenico ideale per esaltare le doti di Eric Clapton, Jack Bruce e Ginger Baker, 3 autentici fuoriclasse dei rispettivi strumenti.
Eric Clapton, cresciuto a pane e blues, tira fuori un paio di assolo memorabili condendo il tutto con gli effetti ottenuti dalla pedaliera wha-wha. Jack Bruce fa del basso un secondo strumento solista creando le fondamenta con linee melodiche di qualità superlativa, mentre il suo canto offre un vigore ed una duttilità che son cosa assai rara. Infine Ginger Baker alla batteria completa il quadro con il suo stile jazzistico, i timbri secchi ed una innata propensione alla sperimentazione libera.
I Cream furono un triangolo equilatero perfettamente bilanciato, i cui fragili equilibri interni furono la forza ed il limite di una breve ed irripetibile stagione. Dopo tre anni d’attività, l’addio venne ufficializzato in un concerto tenuto alla Royal Albert Hall il 26 novembre 1968.
Sospesa tra blues e hard-rock, sempre colma di riferimenti psichedelici, la loro arte rappresenta una delle vette di quest’ultimo secolo di musica.
Un rifugio sicuro se ti viene voglia di qualcosa di buono!
______










Ultimi commenti