Da Leonardo al piccolo principe: la musica e le vibrazioni del cosmo

September 15th, 2009

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” A le stesse leggi obbediscono le onde sia dell’acqua, sia del suono e della luce”

Quel genio di Leonardo da Vinci, grazie al suo intuito, aveva colto in pieno il senso del principio universale che regna su ogni cosa.

Oggi, a 500 anni di distanza, possiamo proprio dire che la vita è una questione di vibrazione.

Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, tutto nell’universo è vibrazione. Ogni sostanza vibra secondo la propria frequenza e ad ogni frequenza corrisponde un suono.

Naturalmente anche la terra ha la sua vibrazione. Nel 1952 Winfried Otto Schumann la calcolò in 7,83 Hz, un infrasuono che è un’ottava sotto alla capacità uditiva dell’uomo.

Ma ciò che più conta per noi è comprendere che ogni attività umana (movimenti, pensieri, sentimenti, immaginazione, battito cardiaco) pulsa in risonanza col suono madre del nostro pianeta. Anche il nostro DNA risponde a delle frequenze modulate.

Siamo dipendenti da forze più grandi di noi, a cui non possiamo sottrarci.

Bisogna prendere distanza da quell’idea ultramillenaria radicata nell’essere umano di sentirsi al centro dell’universo. La nostra mente non è qualcosa di autonomo e indipendente dalle leggi cosmiche.

Ecco perché viene detto che l’unico vero pericolo da cui ogni uomo deve stare in guardia è se stesso.

Quando riusciamo a liberarci da questa forza opprimente, otteniamo una maggiore consapevolezza di noi stessi, della nostra relatività e delle meravigliose possibilità che abbiamo come esseri umani.

E pian piano anche la scienza si sta orientando in questa direzione.

Per cominciare, possiamo fare riferimento al principio di indeterminazione di Werner Heisenberg che ci dice che ciò che accade dipende dal nostro modo di osservarlo e dal fatto che noi l’osserviamo. In ogni istante della nostra vita, osservatore, osservato e osservazione fanno parte dello stesso sistema.

Le scoperte scientifiche più recenti mostrano che le micro particelle sottoposte ad un’apparecchiatura d’indagine, ruotano e si dirigono tutte dalla parte dell’osservatore. Allora dovremmo pensare che anche le micro particelle sono pensanti, intelligenti, coscienti?

Chissà, perché no? Spirito e materia non sono forse soggette alla stesse leggi cosmiche? Alla medesima vibrazione universale? E non siamo forse noi stessi a creare la nostra realtà?

Domande profonde, certo!  Ma che portano con sé il rischio di inutili masturbazioni intellettuali.

E così, prima che i nostri pensieri si disperdano futilmente tra gli spazi siderali, ecco che ci viene in soccorso la Musica. Lei, la più evanescente di tutte le arti, ideale anello di congiunzione fra materia e spirito.

Già gli antichi greci ritenevano che la funzione della Musica fosse quella di mettere unione e armonia nell’intera natura. Oggi sappiamo che qualsiasi parte del nostro corpo e dell’intero universo è composto da particelle o elementi minimi detti fononi (dal greco phonos = suono) che hanno frequenze elevatissime.

La Musica può aprire le porte alla coscienza dei suoni. Può mettere in comunicazione il mondo materiale con quello spirituale. Tu ci metti la dedizione e l’intensità e Lei ti mostra che ciò che è visibile è subordinato a ciò che è invisibile.

Non è un mistero. E’ semplicemente un altro livello di conoscenza che affonda le sue radici nell’ascolto interiore, nell’intelligenza del cuore.

“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”

E così può davvero risuonare di un nuovo significato ciò che la volpe disse al piccolo principe nel celebre romanzo di Antoine de Saint-Exupéry .

Già!!!  La Musica ci rivela l’essenziale!!!

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Posted by Francesco Potestà

2 Responses

  1. sandro flora says:

    Ottimo post Francesco complimenti!
    Chi ascolta con attenzione, lentamente si accorge come il corpo immerso nella musica si comporta come uno strumento risuonatore, cioè risponde ai suoni da cui è investito con suoni propri.
    Entra in risonanza come un diapason sollecitato da un altro diapason. Questo lo porta all’ascolto di sé e a prendere coscienza che il corpo è ritmo, è suono, è musica.
    Un abbraccio

  2. sandro flora says:

    “La musica è meditazione: meditazione cristallizzata in una particolare dimensione. La meditazione è musica: musica che si dissolve nell’assenza di dimensione.

    Ami la musica perché intorno ad essa senti accadere la meditazione. Ne sei assorbito, inebriato. Qualcosa dell’ignoto inizia a discendere in te, Dio inizia a bisbigliare. Il tuo cuore batte a un ritmo diverso: sei in sintonia con l’universo. All’improvviso sei immerso in un profondo orgasmo col Tutto. Una danza sottile penetra nel tuo essere, una soglia chiusa da sempre inizia ad aprirsi. Una nuova brezza scorre in te, spazzando via la polvere di secoli. Hai la sensazione di esserti lavato, è un bagno spirituale; sei stato sotto una doccia e ne sei uscito rinfrescato, pulito, vergine.

    La musica è meditazione; la meditazione è musica. Si tratta di due soglie per avvicinare lo stesso fenomeno.” Osho

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