
Musica cruda, veloce, aggressiva, ribelle e nichilista. Stile grezzo, privo di qualunque tecnicismo e sofisticazione. Chitarre distorte, riff semplici, basso e batteria belli potenti e via, il gioco è fatto!
Nella storia della musica, il punk fu una rivoluzione, una specie di nuovo inizio che scrollò il rock dalle fondamenta per restituircelo in tutto il suo splendore. Una rivoluzione che tra il 1976 e il 1979, recupero la spontaneità, la carica travolgente e in parte anche le sonorità del primo rock ‘n’ roll.
E proprio come il primo rock ‘n’ roll, durò una breve quanto fondamentale stagione.
I GERMI DI UN SUONO RIBELLE
Come per tanti altri generi musicali, l’origine etimologica del termine è oscura. Si sa comunque che ‘punk’ era un aggettivo utilizzato per descrivere teppisti, gangster o più in generale persone poco raccomandabili. Ma è nel corso degli anni ‘70 che la parola viene associata sempre più spesso ad un certo tipo di musica.
Già a partire dagli anni ‘60 sono molti i gruppi che, pur facendo del rock ‘n’ roll (ma anche garage rock, hard rock, glam rock, noise rock), mostrano stile e suoni tipici del punk. Ed anche se il punk vero e proprio non esiste ancora, ci sono molti indizi della suo futuro prossimo.
In America ci sono le garage band come i Kingsmen che spopolano con “Louie Louie“, una canzone dal suono profetico. In Inghilterra ci sono i mod ben rappresentati dall’esuberanza musicale di Who e Kinks. Ed anche dalla Germania giungono i suoni grezzi, distorti e stralunati dei Monks, 5 militari americani residenti a Francoforte.
Tra la fine degli anni ‘60 e la prima metà dei ‘70, i germi del punk si propagano sempre di più, specialmente in America con band seminali come i Velvet Underground di Lou Reed, gli Stooges di Iggy Pop, gli MC5 ed i New York Dolls. Sarà proprio dalla scena newyorkese che prenderà il via la rivoluzione punk.
1977 E DINTORNI : RIVOLUZIONE!
Nel bel mezzo dei ‘70, il rock americano langue stritolato dalle logiche industriali e dalla diffusa mancanza di idee. In questo scenario, New York diviene teatro di un sommovimento intellettuale ed artistico non indifferente. Tra le selve oscure del sottobosco rock si fa strada una nuova generazione guidata da Patti Smith Group, Television, Talking Heads, Heartbreakers, Ramones. Seppure solo questi ultimi possano ritenersi propriamente punk, i segnali di rottura e re-invenzione della musica rock sono evidenti. Il ‘quartier generale’ di tutti questi musicisti è l’ormai storico CBGB, piccolo ma attivissimo locale di Manhattan.
Nel novembre del 1975 esce “Blitzkrieg Bop“, primo singolo dei Ramones e primo vagito dell’era punk. Il brano è un grezzo e semplicissimo esemplare di rock ‘n’ roll primitivo, eppure è qualcosa di fottutamente innovativo e col senno di poi necessario per le sorti della musica. Solo due mesi dopo (gennaio ‘76) esce il primo numero della fanzine ‘Punk magazine’ : il dado è tratto!
Ma a dispetto delle circostanze iniziali, fu il Regno Unito la patria per eccellenza del ‘punk 77′, così chiamato perché in quell’anno si diffusero con rapidità fulminea una moltitudine di gruppi punk. Va detto che oltre all’aspetto musicale, a Londra e dintorni si vennero formando anche una cultura, un look e degli ideali associati al punk.
Nel ‘76 fa la sua comparsa ‘Sniffin’ Glue’, fanzine che si fa portavoce del movimento ed intanto nascono diverse etichette indipendenti, indispensabili per dare la spinta iniziale alle punk-bands. L’uomo che accende la miccia è Malcom McLaren, ex-manager dei New York Dolls che tornato a Londra comincia a tenere audizioni per un nuovo progetto che ha in mente. Nascono così i Sex Pistols, forse poco significativi dal punto di vista musicale, ma certamente decisivi nell’imporre e sdoganare il nuovo genere.
Sulla scia dei Pistols si formano una quantità spropositata di band non solo a Londra ma in tutto il Regno Unito. Clash, Damned, Adverts, Siouxsie and the Banshees, Buzzcocks, Joy Division, Jam, Sham 69, Stiff Little Fingers sono alcuni tra i protagonisti di una scena musicale dalle dimensioni impressionanti. Nel frattempo, anche in Australia, il punk trova validissimi esponenti come Saints e soprattutto Radio Birdman.
L’ONDA LUNGA DEL PUNK DAGLI ANNI ‘80 IN POI
Come detto, la rivoluzione del ‘77 è stata fulminea ma profondamente influente. Una rivoluzione cheè partita da New York, è esplosa nel Regno Unito, ed ora per la legge del contrappasso torna in America ma stavolta sulla costa occidentale. A cavallo tra ‘70 e ‘80, a Los Angeles e dintorni fanno la loro comparsa nuovi epigoni come Germs, Circle Jerks e X. Portatori di un sound più aggressivo, sono loro a traghettare il suono anarchico e nichilista del punk nel nuovo decennio. Si creano così le premesse per l’hardcore che, estremizzando i toni ed i concetti del punk, sarà uno dei motivi dominanti della scena underground americana anni ‘80 (Black Flag, Bad Religion, Social Distortion, Husker Du, Minutemen, Minor Threat e tanti altri).
Ma l’influenza del punk sarà fortissima in tanta e tanta buona musica per almeno altri due decenni. A partire dalla new wave che, pur presentando al suo interno differenze stilistiche a volte estreme, traccerà nel corso degli anni ‘80 un proprio inconfondibile segno distintivo. Ma new wave a parte, tutte le band nate a cavallo tra ‘70 e ‘80 hanno il punk nel loro DNA. Per rendersene conto basta ascoltare gli esordi di gruppi come Cure, Sonic Youth, R.E.M., U2, XTC e via dicendo … l’elenco sarebbe lunghissimo.
Il punk sarà udibile anche in tutte le band che dalla seconda metà degli anni ‘80 in poi daranno vita ad un altro movimento fondamentale passato alla storia sotto il nome di grunge. Ed ancora oggi, dopo aver superato incolume il millennio, fa sentire la sua presenza nelle più svariate forme e generi musicali.
Una storia che continua mantenendo fede alle parole di Joe Strummer : “Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei suoi singoli elementi. Soprattutto in qualcosa di più del semplice punk di tre accordi “.
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