CineMusica - Mozart, Salieri e la mediocre invidia

February 14th, 2010

amadeus-scena

Vagando tra i sentieri del cinema, a volte capita di imbattersi in film particolari, dove la musica è fonte d’ispirazione vitale, dove c’è molto da vedere e molto da ascoltare.

Amadeus  (USA - 1984)

Regia : Milos Forman

Cosa accade a un essere umano quando si trova di fronte alla bellezza, alla forza e alla semplicità del genio? Può succedere qualunque cosa, dipende tutto da lui. Nel peggiore dei casi si può essere erosi dall’invidia.

E’ proprio questo il tema principale di “Amadeus“, versione cinematografica di Milos Forman tratta dell’opera teatrale di Peter Schaffer. Accompagnandoci con le musiche senza tempo di Mozart, il regista ceco produce uno dei suoi maggiori capolavori. Da segnalare la splendida interpretazione di Fahrid Murray Abraham nel ruolo di Salieri con cui si aggiudicherà l’Oscar al miglior attore protagonista.

Ambientato sul finire del ‘700, il film racconta la storia del compositore italiano Antonio Salieri negli anni in cui presta servizio alla corte dell’impero asburgico. Tutto fila liscio fino a quando non incontra Wolfgang Amadeus Mozart, di cui egli riconosce immediatamente il genio creativo restandone profondamente scioccato. Impaurito dalla possibilità di essere soppiantato e colpito nella propria vanità, Salieri tenta di distruggere con ogni mezzo Mozart.

Prima di tutto è d’obbligo riscattare la memoria del povero Salieri. Infatti, la vicenda narrata prende spunto da una leggenda alimentata nel corso degli anni dalla letteratura, ma nella realtà è priva di qualsiasi fondamento. Alcuni arrivarono persino ad affermare che Mozart fu avvelenato da Salieri con l’arsenico. Ma oltre a non essere mai stata dimostrata, tale presunta rivalità è piuttosto improbabile, anche perché nelle corti viennesi dell’epoca le opere di Salieri ricevevano un maggiore apprezzamento rispetto a quelle di Mozart.

Film profondo e meraviglioso nel mostrare le dinamiche e le conseguenze dell’invidia. Salieri è risentito nei confronti di un Dio ingiusto e crudele, colpevole di averlo condannato ad essere un artista mediocre.

Nella sua cecità, Salieri non è capace di apprezzare il proprio talento : quello raro e sublime di distinguere il genio musicale al primo ascolto e spesso anche di fronte all’indifferenza generale. Egli non riesce a godere della propria sensibilità musicale e della vera bellezza, quella che non ha interessi né fini egoistici. Il suo Ego è una forza opprimente che gli impedisce di godere dell’altro.

Ci vengono così svelate le origini dell’invidia che nasce sempre dall’errata interpretazione degli avvenimenti. Una visione distorta che viene alimentata dalle sue credenze come quella (assurda) che non gli permette di accettare il fatto che creazioni così divine possano conciliarsi con la personalità di un uomo che egli ritiene immaturo e volgare.

Salieri demanda la sua felicità a un Dio idealizzato ma così facendo si autocondanna a una vita mediocre. Egli è per se stesso la sua più grande punizione.

Ecco quello che secondo me è uno dei momenti più toccanti e significativi della pellicola, dove si può percepire l’enorme potere della musica. La scena in cui Mozart, malato e sul punto di morire, detta a Salieri il “Confutatis” del suo “Requiem” opera che rimarrà incompiuta. Qui Salieri appare completamente avvinto dalla bellezza della composizione musicale, reso partecipe dell’esperienza creativa che si sta manifestando davanti ai suoi occhi incantati.

Osserva come di fronte all’elaborazione del genio egli finalmente dimentica tutte le sue ansie e i suoi tormenti! Come si arrende! Come si lascia condurre! Come si carica di energia!

Per un attimo, egli è libero dalla sua prigione interiore. E alla fine si compie l’incredibile paradosso : è Mozart a chiedere perdono a Salieri.

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Posted by Francesco Potestà

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