
14-18 Maggio 2009 - Lingotto di Torino - Fiera Internazionale del Libro : la più grande manifestazione italiana dedicata all’ editoria, alla lettura e alla cultura.
Una visione d’insieme il più estesa possibile sulla realtà editoriale italiana. A partire dalle piccole case editrici che escono dal guscio fino ai grandi colossi del mercato.
Come si dice: “Piatto ricco, mi ci ficco!”. Così ieri (17 Maggio) sono andato a fare una bella visita. E di certo ne è valsa la pena.
Per prima cosa, ho trovato il tema conduttore della fiera particolarmente ispirato e ispirante. Un invito alla possibilità di una comunicazione reale, partecipativa ed empatica. Un tema che rimanda alle parole di Italo Calvino: “La conoscenza del prossimo ha questo di speciale : passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.”
La fiera dicevamo! Certamente uno degli eventi più importanti e fertili per quanto riguarda la formazione musicale. Per farsene un’idea basta fare un breve elenco di musicisti e musicologi ospiti alla fiera quest’anno : Franco Battiato, Claudio Baglioni, Francesco Guccini, Lucio Dalla, Paolo Conte e Franco Fabbri.
Il libro è lo strumento più efficace a nostra disposizione per muoverci verso una comprensione dell’universo musicale. In questo momento, è la letteratura il vero elemento trainante della musicologia.
Da questo punto di vista, il web non è all’altezza perché non ha ancora acquisito la capacità fecondante che è in grado di dare un libro. Se è vero che internet offre possibili scenari ancora da esplorare, è altrettanto vero che per il momento è regnato da caos e dispersione.
E perciò avere tra le mani un buon libro è ancora il modo migliore per abbracciare ed espandere in maniera armonica i diversi campi del sapere musicale. E tanto di guadagnato se si coltiva la buona abitudine di leggere. Dunque, lunga vita alla lettura!
Oggi più che mai, ricordo con grande piacere una frase che il mio maestro delle elementari ripeteva spesso. Una frase che mi ha seminato. Mi diceva: “Francesco, un buon libro non è stato scritto per farti leggere, ma per farti meditare.”
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