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	<title>musicArmonica</title>
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	<description>Vivi l'essenza della musica</description>
	<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 14:19:05 +0000</pubDate>
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		<title>Essere donna oggi - Elio e le storie tese</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 14:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il canzoniere]]></category>

		<category><![CDATA[elio e le storie tese]]></category>

		<category><![CDATA[essere donna oggi]]></category>

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		<description><![CDATA[ESSERE DONNA OGGI
ELIO E LE STORIE TESE
1992
*per ascoltare clicca sul titolo della canzone
______
&#8220;Per gli argomenti trattati e il linguaggio utilizzato, questo prodotto può risultare sconveniente e offensivo. L&#8217;ascolto è sconsigliato ai soggetti più sensibili.&#8221;
E&#8217; questa la scritta che compare sul secondo album degli Elio e le storie tese, &#8220;Italyan, Rum Casusu Çikti &#8220;. Quindi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3219" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="elio_e_le_storie_tese" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/07/elio_e_le_storie_tese.jpg" alt="elio_e_le_storie_tese" width="303" height="414" /><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1I5JKIydHrs" target="_blank">ESSERE DONNA OGGI</a></strong></p>
<p><strong>ELIO E LE STORIE TESE</strong></p>
<p><strong>1992</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">*per ascoltare clicca sul titolo della canzone</span></p>
<p><span style="color: #000000;">______</span></p>
<p>&#8220;<em>Per gli argomenti trattati e il linguaggio utilizzato, questo prodotto può risultare sconveniente e offensivo. L&#8217;ascolto è sconsigliato ai soggetti più sensibili.</em>&#8221;</p>
<p>E&#8217; questa la scritta che compare sul secondo album degli <strong>Elio e le storie tese</strong>, &#8220;<em>Italyan, Rum Casusu Çikti </em>&#8220;. Quindi non dire che non sei stato avvisato/a.</p>
<p>Con Elio alla voce, Rocco Tanica alle tastiere, Cesareo alla chitarra, Faso al basso e il compianto Feiez (scomparso nel 1998) al sassofono e alle percussioni, la presa per il culo è garantita.</p>
<p>Attraverso la caricatura, la satira sociale, l&#8217;insolenza allegra e strafottente, le massicce dosi di citazionismo e la notevolissima perizia strumentale dei suoi componenti, il gruppo lombardo ha espresso la propria personalissima visione del mondo.</p>
<p>Il loro approccio irriverente e demenziale è il grimaldello per aprire (o chiudere, dipende solo da te!) la mente a un umorismo pregno di sottigliezze e sfumature liriche e musicali.</p>
<p>Attivi sin dai primi anni &#8216;80, Elio e soci hanno dato il meglio di sé nei &#8216;90 ottenendo consensi e notorietà sempre maggiori fino alla vittoria-fantasma del Festival di Sanremo. La loro acutissima e autoironica &#8220;<em>La terra dei cachi</em>&#8221; si piazzò seconda nel 1996, ma secondo le recenti indagini dei carabinieri la canzone avrebbe effettivamente vinto la manifestazione se non fosse stato per l&#8217;intervento di Pippo Baudo che si sarebbe adoperato per modificare i risultati finali. E così, con 60 anni dominati da penose e stereotipate canzonette (a parte le sporadiche eccezioni di Domenico Modugno, Alice e Giorgia), l&#8217;ingloriosa reputazione sanremese fu salva.</p>
<p>Ma ti dicevo di questo che è unanimemente riconosciuto come il loro lavoro migliore. Oltre alla delirante copertina che fa il verso ai Pink Floyd, l&#8217;album è impreziosito da svariate collaborazioni : si passa da Claudio Bisio a Diego Abatantuono, da Enrico Ruggeri a Riccardo Fogli, dai Chieftains ai Pitura Freska. Ma soprattutto contiene alcune pagine memorabili degli Elii : &#8220;<em>Servi della gleba</em>&#8220;, &#8220;<em>Uomini col borsello (ragazza che limoni sola)</em>&#8220;, &#8220;<em>Il vitello dai piedi di balsa</em>&#8220;, &#8220;<em>Supergiovane</em>&#8220;, &#8220;<em>La vendetta del fantasma formaggino</em>&#8220;.</p>
<p>Tra le tante si segnala &#8220;<strong><em>Essere donna oggi</em></strong>&#8220;, uno spassosissimo quadretto che tratta del ciclo mestruale e indaga sul rapporto della donna con la propria individualità.</p>
<p>Penso che la grandezza del brano deriva dal modo in cui la musica descrive e dà forza alle parole. Si apre con i gemiti di una donna e con il primo verso, lieve, intimista e con accompagnamento di  archi e tastiere che portano a un esplicito e liricissimo ritornello. L&#8217;arrivo delle mestruazioni è simboleggiato dal fragoroso rimbombare dei timpani.</p>
<p>Dopodiché giunge il momento della riscossa. Il secondo verso ha un sapore etnico e mischia batteria, percussioni, cori africani ed i virtuosismi di Faso al basso. Dopo il secondo ritornello, ecco che il ciclo mestruale si conclude in gloria com&#8217;è giusto che sia. E&#8217; davvero formidabile la serie di accordi che grazie al ritmo della chitarra acustica raggiungono una potenza devastante.</p>
<p>Una canzone così demistificante, rasserenante e gioiosa sull&#8217;essere donna la potevano concepire solo gli Elio e le storie tese. La loro musica ci ricorda che una bella risata può curare molti mali. <img src='http://musicarmonica.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>______</p>
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		<title>A caccia di Ep - Anytime anyplace anywhere (8a puntata)</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 18:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia ai tesori sepolti]]></category>

		<category><![CDATA[plan 9]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220; Extended Play (o EP) è il nome dato nel settore discografico ai dischi in vinile o ai cd la cui durata sia superiore a un singolo e inferiore a un album. E&#8217; una specie di terra di mezzo. Un formato solitamente molto difficile da reperire sul mercato, ma che ci ha lasciato spesso tesori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3199" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="plan9_anytime_anyplace_anywhere" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/07/plan9_anytime_anyplace_anywhere.jpg" alt="plan9_anytime_anyplace_anywhere" width="210" height="210" /></p>
<p><em><span style="color: #ff0000;">&#8220;<strong> Extended Play</strong> (o <strong>EP</strong>) è il nome dato nel settore discografico ai dischi in vinile o ai cd la cui durata sia superiore a un singolo e inferiore a un album. E&#8217; una specie di terra di mezzo. Un formato solitamente molto difficile da reperire sul mercato, ma che ci ha lasciato spesso tesori da salvaguardare. E&#8217; giunto il momento di dargli la caccia! &#8220;</span></em></p>
<p><em></em></p>
<p><strong>ANYTIME  ANYPLACE  ANYWHERE  (1986)</strong></p>
<p><strong>PLAN 9</strong></p>
<p><strong><a href="http://musicarmonica.com/caccia-ai-tesori-sepolti/a-caccia-di-ep-explosions-in-the-glass-palace-7a-puntata/" target="_self">&lt;puntata precedente&gt;</a></strong></p>
<p>Ragazzi, è buio pesto!!!  Si brancola nelle tenebre più scure!</p>
<p>Mi è accaduto di ascoltare un capolavoro rarissimo di una band che è già di per sé semisconosciuta ed ora lo sto cercando su vinile o cd, poco importa.</p>
<p>Si tratta dei <strong>Plan 9</strong> e del loro Ep &#8220;<strong><em>Anytime anyplace anywhere</em></strong>&#8220;, ma si sa che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. E poi questo è un disco che regala soddisfazioni a iosa ed è per questo che te ne voglio parlare.</p>
<p>La loro attività si è sempre svolta al di fuori dei consueti canoni commerciali e questo lo si evince a partire dal nome del gruppo che è tratto dal B-movie &#8220;<em>Plan 9 from outer space</em>&#8221; (1959) di Ed Wood, celebre e strampalato regista di pellicole a basso costo.</p>
<p>Band di culto di ben 8 elementi guidati dal chitarrista Eric Stumpo, i Plan 9 hanno arricchito la scena indipendente americana con ottimi dischi come &#8220;<em>Dealing with the dead</em>&#8221; (1983) e &#8220;<em>Keep your cool and read the rules</em>&#8221; (1985), entrambi caratterizzati dai fumetti trash delle copertine.</p>
<p>Ma il mio disco preferito è questo mini-lp del 1986. Dalle scarse informazioni che sono riuscito a ricavare, con questo lavoro la band propone una rilettura audace di 6 polverosi e semisconosciuti pezzi anni &#8216;50. D&#8217;altronde la copertina e il brano che dà il titolo a questo album rendono esplicite le sue radici. Questa è psichedelia impastata di punk, garage-rock, blues, new wave e rock&#8217;n'roll.</p>
<p>Almeno 3 i brani da antologia. Il primo è &#8220;<strong><em>Green animals</em></strong>&#8221; che vive sul magico e sottile equilibrio tra lo stralunato organetto da chiesa di Deborah De Marco ed i fantasiosi e devastanti ritmi di basso e batteria.</p>
<p>Poi c&#8217;è &#8220;<strong><em>Coloring in the dark</em></strong>&#8220;, brano scandito da tempi veloci e punkeggianti. Dopo 2 minuti sembra avviarsi verso una lenta ed inevitabile conclusione ma nel ritorno alla tonica, laddove qualunque band ordinaria porrebbe fine al pezzo, i Plan 9 si fanno geniali. Inseriscono una lunga digressione rallentata, metafisica, che non lascia scampo e con una tensione crescente scandita dal dialogo chitarra-batteria, colorano il buio come annunciato dal titolo.</p>
<p>Mentre è una chitarra pigra (e apocalittica) quella che definisce l&#8217;introduzione di &#8220;<strong><em>Opium night</em></strong>&#8220;. Qui lo strumento che da movimento e colore all&#8217;atmosfera è il basso. La strepitosa capacità di composizione diventa evidente sia nell&#8217;intermezzo in ¾ condito con una vaga melodia jazz, sia nel finale risolto con un folgorante assolo di chitarra in riverbero.</p>
<p>E così, nonostante le difficoltà di reperibilità, ammaliato da tanto splendore continuo a seguire le loro tracce.</p>
<p>Please &#8230; vuoi darmi una mano nella caccia al tesoro?</p>
<p>______</p>
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		<item>
		<title>Una storia giamaicana: nascita ed evoluzione del reggae</title>
		<link>http://musicarmonica.com/cultura-musicale/una-storia-giamaicana-nascita-ed-evoluzione-del-reggae/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/cultura-musicale/una-storia-giamaicana-nascita-ed-evoluzione-del-reggae/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 12:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura musicale]]></category>

		<category><![CDATA[origini reggae]]></category>

		<category><![CDATA[significato reggae]]></category>

		<category><![CDATA[storia del reggae]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fa un certo effetto pensare che una musica così importante come il reggae possa essere fiorita in uno stato così piccolo come la Giamaica.
La sua nascita e il suo sviluppo sono indissolubilmente legati alla storia di quest&#8217;isola caraibica che si estende per  11.000 km² e conta circa 2 milioni e mezzo di abitanti.
Jimmy Cliff, uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3179" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="sound_system_giamaica" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/07/sound_system_giamaica.jpg" alt="sound_system_giamaica" width="370" height="280" /></p>
<p>Fa un certo effetto pensare che una musica così importante come il <strong>reggae</strong> possa essere fiorita in uno stato così piccolo come la Giamaica.</p>
<p>La sua nascita e il suo sviluppo sono indissolubilmente legati alla storia di quest&#8217;isola caraibica che si estende per  11.000 km² e conta circa 2 milioni e mezzo di abitanti.</p>
<p>Jimmy Cliff, uno dei principali pionieri del reggae spiegò così la sua origine popolare : <em>&#8220;La musica proviene dalla coscienza del popolo. Al tempo dell&#8217;indipendenza, quella musica era costruita su ritmi veloci perché tutti si sentivano in movimento: fu chiamata ska. Poi la gente si è stabilizzata, ha iniziato a chiedersi il significato dell&#8217;indipendenza: la musica è diventata più lenta, più rilassata e ha preso il nome di rocksteady. Infine il popolo ha capito che l&#8217;indipendenza non rappresentava tutto. Ha cominciato a cercare le proprie radici africane: è nato il reggae.&#8221;</em></p>
<p>Ripercorriamone brevemente il suo meraviglioso cammino &#8230; nel secondo dopoguerra, pur essendo ancora colonia inglese, la Giamaica possiede una cultura musicale propria ed indipendente rispetto alle altre isole centro-americane. La prima forma musicale riconoscibile trova ampia diffusione negli anni &#8216;50 : è il <strong>mento</strong>, parente stretto del calypso ma con sonorità più ruvide e legate alle radici africane.</p>
<p>Nei primi anni &#8216;60, soprattutto grazie alle potenti stazioni radio di New Orleans e Miami, la musica statunitense comincia a esercitare la sua influenza. E così dall&#8217;incrocio fecondo tra mento, rhythm &amp; blues e jazz nasce un nuovo genere denominato <strong>ska</strong>. Fondamentale per la sua diffusione furono i <strong>sound system</strong> (vedi foto), impianti stereofonici ideati in Giamaica e destinati alla circolazione ambulante della musica. Con un incedere veloce e ballabile e col suo tipico ritmo in levare, lo ska domina la scena per tutta la prima metà del decennio e fa da colonna sonora all&#8217;indipendenza dal colonialismo inglese ottenuta nel 1962.</p>
<p>Il passaggio dallo ska al <strong>rocksteady</strong> è qualcosa che appartiene alla mitologia e al folclore. Pare che l&#8217;estate del 1966 fosse particolarmente calda e così a causa del troppo sudare durante il ballo, i dj col consenso del pubblico rallentarono la musica. Comunque sia andata, è in quell&#8217;anno che si afferma il rocksteady. Rispetto allo ska, il cambiamento è notevole perché oltre a rallentare notevolmente il ritmo, toglie predominanza ai fiati, esalta le armonie soul e presenta testi più maturi.</p>
<p>L&#8217;era del rocksteady si esaurisce nel breve volgere di due stagioni (66-67) ed è a questo punto che fa la sua comparsa il <strong>reggae</strong> vero e proprio. Ora il suono è più corposo, il ritmo si fa più spezzato, il basso fornisce la linea guida e diviene lo strumento dominante mentre la chitarra accompagna e accentua notevolmente i movimenti in levare (il 2° e 4° movimento di un 4/4).</p>
<p>Sull&#8217;origine etimologica della parola reggae esistono le più disparate versioni. Gran parte del merito va ai <strong>Toots &amp; the Maytals</strong> che nel 1968 incisero un brano chiamato &#8220;<em>Do the Reggay</em>&#8220;, dove &#8216;reggay&#8217; indicava una danza giamaicana che nulla aveva a che fare con la musica in questione. Secondo alcuni il termine deriva da &#8216;ragga&#8217; che significa grezzo, per altri deriva  da &#8216;ragtime&#8217; il genere diffuso in America all&#8217;inizio del secolo e per altri ancora deriva da &#8216;regular&#8217; che in Giamaica sta a indicare la gente comune. Mentre secondo l&#8217;interpretazione di Bob Marley la parola ha origine spagnola e significa &#8216;la musica del re&#8217; in riferimento a Jah Ras Tafari.</p>
<p>In ogni caso, alla fine degli anni &#8216;60 il reggae è pronto a conquistare il mondo. Una nutrita schiera di gruppi (Maytals, Wailers, Pioneers, Melodians, Ethiopians) ne diffonde il verbo su scala nazionale con il contributo determinante di produttori decisi a puntare sul nuovo sound come <strong>Leslie Kong</strong> e <strong>Lee &#8220;Scratch&#8221; Perry</strong>. Nel frattempo il vento caldo del reggae comincia a soffiare forte anche all&#8217;estero, specie in Inghilterra coi singoli di Desmond Dekker (&#8221;<em>Israelites</em>&#8220;, 1969) e Jimmy Cliff (&#8221;<em>Wonderful world beautiful people</em>&#8220;, 1970).</p>
<p>Nei primi anni &#8216;70 il nuovo sound trova ampia diffusione grazie soprattutto a due dischi. Il primo esce nell&#8217;estate del &#8216;72 ed è la colonna sonora del film &#8220;<em>The harder they come</em>&#8221; con <strong>Jimmy Cliff</strong> nella doppia veste di attore e musicista principale e con la preziosa partecipazione di Toots &amp; the Maytals. Il secondo esce nel 1973 quando con &#8220;<em>Catch a fire</em>&#8220;, <strong>Bob Marley &amp; the Wailers</strong> fanno il loro esordio internazionale prodotti dalla Island di Chris Blackwell. Con il suo talento, il suo carisma e le sue idee legate alla religione rastafari, Bob Marley si rivelerà ben presto l&#8217;artista più significativo e prolifico del reggae contribuendo a conferirgli un suono più rilassato ed ipnotico oltre a tematiche sociali che esplorano anche la politica e il misticismo.</p>
<p>Gli anni &#8216;70 sono il momento di massimo splendore per questa musica che in breve tempo fa sentire la sua influenza anche in altri generi (rock, pop, punk, soul, jazz). Eserciterà un forte ascendente in particolare sul punk e più in generale su tutta la musica inglese. Il caso più emblematico è rappresentato dai <strong>Police</strong> che verso la fine degli anni &#8216;70 ottengono un successo spaventoso attraverso un&#8217;originale commistione tra reggae, pop e rock.</p>
<p>La morte di Bob Marley avvenuta nel 1981 segna di fatto la conclusione dell&#8217;epoca del reggae classico. Ma nel corso del decennio la sua evoluzione proseguirà attraverso il <strong>dub</strong>, una nuova forma stilistica con cui musicisti e tecnici del suono sperimentano con i loro mixer versioni strumentali e alternative di brani reggae. Va detto che il dub esisteva già prima degli anni &#8216;80, ma con l&#8217;adozione del reggae estende di molto la sua popolarità.</p>
<p>Nella seconda metà degli anni &#8216;80 nascono altri due sottogeneri del reggae. Uno è il <strong>raggamuffin</strong>, miscela esplosiva tra reggae ed hip hop che contagia moltissimi dj americani. L&#8217;altra è il <strong>reggaeton</strong>, variante del reggae che ai suoni dell&#8217;hip hop aggiunge i ritmi latino americani (salsa, bomba, plena) e si diffonde soprattutto tra Porto Rico e Panama.</p>
<p>Questo è solo il breve riassunto di una musica che col suo fascino e la sua influenza è partita dalla Giamaica e si è diffusa in ogni angolo del pianeta. Una storia che certamente merita di essere approfondita.</p>
<p>______</p>
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		<item>
		<title>Aladdin Sane - David Bowie</title>
		<link>http://musicarmonica.com/il-canzoniere/aladdin-sane-david-bowie/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/il-canzoniere/aladdin-sane-david-bowie/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il canzoniere]]></category>

		<category><![CDATA[aladdin sane]]></category>

		<category><![CDATA[david bowie]]></category>

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		<description><![CDATA[
ALADDIN SANE
DAVID BOWIE
1973
* per ascoltare clicca sul titolo del brano
______

Quando apparve Aladdin Sane, David Bowie si era già consacrato tra i grandi dell&#8217;olimpo musicale.
Non poteva essere altrimenti per un artista intelligente, magnetico ed enigmatico che ha dato il meglio di sé nei &#8216;70 ma che riuscirà comunque a manifestare lungo tutta la carriera la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3128" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="aladdin_sane" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/07/aladdin_sane.jpg" alt="aladdin_sane" width="235" height="240" /></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=q2y9inP4CqE" target="_blank">ALADDIN SANE</a></strong></p>
<p><strong>DAVID BOWIE</strong></p>
<p><strong>1973</strong></p>
<p>* <span style="color: #ff0000;">per ascoltare clicca sul titolo del brano</span></p>
<p><span style="color: #000000;">______</span></p>
<div>
<p>Quando apparve Aladdin Sane, <strong>David Bowie</strong> si era già consacrato tra i grandi dell&#8217;olimpo musicale.</p>
<p>Non poteva essere altrimenti per un artista intelligente, magnetico ed enigmatico che ha dato il meglio di sé nei &#8216;70 ma che riuscirà comunque a manifestare lungo tutta la carriera la sua personalità musicale ed extramusicale ricca di idee e risorse. Dopo i primi brucianti squilli rock (&#8221;<em>Space oddity</em>&#8221; e &#8220;<em>The man who sold the world</em>&#8220;), dopo un sigillo di limpida bellezza come &#8220;<em>Hunky dory</em>&#8221; e dopo l&#8217;ascesa e la caduta dell&#8217;alieno &#8220;<em>Ziggy Stardust</em>&#8220;, ecco discendere sulla terra un altro bizzarro personaggio : &#8220;<strong><em>Aladdin Sane</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Aladdin Sane è l&#8217;ideale erede di Ziggy Stardust con l&#8217;unica differenza che questa volta cambia il luogo della narrazione. Concepito durante il tour americano, &#8220;<em>Aladdin Sane</em>&#8221; è contaminato sia nei testi che nelle musiche degli umori tipici d&#8217;oltreoceano.</p>
<p>Accanto al trasformista Ziggy/Aladdin/Bowie, ci sono ancora gli <strong>Spiders from Mars</strong> (Mick Ronson, Trevor Bolder e Mick Woodmansey) ed alcuni elementi nuovi, tra cui spicca il pianista<strong> </strong>Mike Garson che nel nuovo disco si rivela un importantissimo valore aggiunto.</p>
<p>Con il titolo dell&#8217;album Bowie sfrutta un doppio senso, lasciando libertà d&#8217;interpretazione all&#8217;ascoltatore. &#8220;<em>Aladdin Sane</em>&#8221; infatti vuol dire &#8220;<em>il Sano Aladino</em>&#8220;, ma durante la canzone si può benissimo sentire come &#8220;<em>a lad insane</em>&#8221; che vuol dire l&#8217;esatto opposto ovvero &#8220;<em>un ragazzo pazzo</em>&#8220;.</p>
<p>Ho sempre considerato la canzone omonima come una delle più belle del suo repertorio.</p>
<p>Giocato sulla tonalità minore, si parte con un&#8217;atmosfera sognante e distesa (che meraviglia i passaggi iniziali del basso!!!). Poi subentra la melodia tratteggiata dalla voce drammaturgica del &#8216;duca bianco&#8217; e finemente decorata da un pianoforte che ne ripete i passaggi e qua e là accompagna con scale ascendenti.</p>
<p>Poi ecco che il paesaggio sonoro muta di colpo: la tonica passa dal Si minore al Sol minore e chitarra e basso tengono gli accordi su un ostinato che nella seconda parte regala frutti sublimi. Ora è il pianoforte di Garson che ruba la scena e lascia cadere un libidinoso scroscio di note con brevissimi e velati accenni di altri brani. Il suo incedere è vorticoso e folle, strabordante di energia fino alla fine.</p>
<p>La follia di Aladino da vita a una musica fascinosissima ed estenuante &#8230; uno degli spunti più originali e suggestivi di Mister Bowie.</p>
<p>P.S. La figura sopra è un&#8217;inedita stilizzazione colorata al neon della splendida copertina che ha fatto storia.</p>
<p>______</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Round midnight : come può suonare uno standard jazz?</title>
		<link>http://musicarmonica.com/ascolto-attivo/round-midnight-come-puo-suonare-uno-standard-jazz/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/ascolto-attivo/round-midnight-come-puo-suonare-uno-standard-jazz/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 16:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ascolto attivo]]></category>

		<category><![CDATA['round midnight]]></category>

		<category><![CDATA[standard jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il jazz è come un&#8217;araba fenice. Risorge dalle sue ceneri con una facilità che ha dell&#8217;incredibile.
Basta pensare a uno degli aspetti più ricorrenti e importanti nella sua storia : lo standard.
Lo standard jazz è un frutto spontaneo che si è radicato e diffuso in questo genere proprio per il suo carattere che fa dell&#8217;improvvisazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3124" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="thelonious-monk" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/thelonious-monk.jpg" alt="thelonious-monk" width="300" height="311" /></p>
<p>Il jazz è come un&#8217;araba fenice. Risorge dalle sue ceneri con una facilità che ha dell&#8217;incredibile.</p>
<p>Basta pensare a uno degli aspetti più ricorrenti e importanti nella sua <a href="http://musicarmonica.com/cultura-musicale/breve-storia-del-jazz-lessenziale-dalle-origini-ad-oggi/" target="_self">storia</a> : lo standard.</p>
<p>Lo <strong>standard jazz</strong> è un frutto spontaneo che si è radicato e diffuso in questo genere proprio per il suo carattere che fa dell&#8217;improvvisazione e della rielaborazione di un dato tema uno dei suoi cardini principali.</p>
<p>I primi standard nacquero negli anni &#8216;20 e &#8216;30. Inizialmente furono canzoni tratte da autori di musical e opere teatrali (George Gershwin, Cole Porter, Irving Berlin, ecc.). Spinti anche dall&#8217;egemonia editoriale dell&#8217;epoca, gli standard si diffusero a macchia d&#8217;olio tra gli arrangiatori e gli esecutori di jazz. Estendendosi al blues e oltre, ai giorni nostri qualunque brano musicale può potenzialmente diventare uno standard.</p>
<p>Al contrario della cover che è una versione occasionale di un brano, lo standard è una vera e propria pratica che si manifesta soprattutto negli spettacoli dal vivo. Intimamente connessa con lo spirito del jazz, né rappresenta un momento fondamentale perché è facilmente riconoscibile e si presta perciò ad un&#8217;interpretazione più libera ed improvvisata.</p>
<p>Per esempio, a qualunque jazzista prima o poi sarà capitato di misurarsi con &#8220;<strong><em>Round midnight</em></strong>&#8220;. Per numero di versioni e per popolarità è forse lo standard jazz per eccellenza. Thelonious Monk lo compose nei primi anni &#8216;40 e da allora fu ripreso da una sterminata schiera di artisti. Persino il cinema lo ha utilizzato come tema centrale in un film di Bertrand Tavernier del 1986 intitolato per l&#8217;appunto &#8220;<em>Round Midnight - A mezzanotte circa</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;abbondantissima quantità di interpretazioni di questa composizione allinea fior fior di musicisti e splendide versioni. Prova ad ascoltare questi 5 casi!</p>
<p>Il primo che ti propongo è una versione targata 1963 dello stesso <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=vU1cfjVyc5Q" target="_blank">Thelonious Monk</a></strong>. Rispetto alla prima edizione del 1947 (rintracciabile sul cd &#8220;<em>Genius of modern music volume One</em>&#8220;), qui si nota benissimo la sua evoluzione stilistica in 20 anni di carriera. Quel suo modo di suonare deliziosamente obliquo fatto di enigmatici spostamenti ritmico-armonici, con le note che in apparenza sembrano fuori posto eppure fanno parte di un preciso disegno.</p>
<p>Altra versione tra le più belle e famose di sempre è quella di <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=td3SE3zEVP0" target="_blank">Miles Davis</a></strong> nel suo primo disco per la Columbia, &#8220;<em>Round about midnight</em>&#8220;. Col suo magico quintetto degli anni &#8216;50, John Coltrane (sax tenore) Red Garland (pianoforte) Paul Chambers (contrabbasso) e Philly Joe Jones (batteria), il trombettista offre un saggio memorabile di liricità con l&#8217;uso innovativo della sordina mentre la sezione ritmica offre gustosissimi stacchi al termine di ogni frase.</p>
<p>Che dire poi di <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XvyLUfEZIfY&amp;feature=related" target="_blank">Wes Montgomery</a></strong> che ne ha fatto una meravigliosa riduzione chitarristica. Sembra di essere raggiunti da una cascata soffice e rinfrescante di note singole. Ciò che più stupisce di Montgomery è la sua impareggiabile destrezza nel suonare veloce e pulito nei pezzi lenti senza mai perdere l&#8217;atmosfera né cadere in inutili virtuosismi.</p>
<p>In un certo senso è più classicheggiante la versione per tromba e voce con <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QoiY8HJFbfw&amp;feature=related" target="_blank"><strong>Dizzy Gillespie</strong> e <strong>Sarah Vaughan</strong></a>. Dizzy (che all&#8217;epoca fu responsabile della celebre introduzione che divenne di uso comune) galleggia rilassato sull&#8217;armonia con la sua consueta classe, mentre lei sacrifica le parole ed esalta la sonorità con un&#8217;ottima sequenza di note basse.</p>
<p>Il testo (che fu composto da Bernie Hanighen poco tempo dopo la musica) viene invece valorizzato da <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=lFoV69rmqAo&amp;feature=related" target="_blank">Cassandra Wilson</a></strong>. Qui l&#8217;esecuzione si fa più swingante e Cassandra interpreta da par suo allungando e accorciando la melodia a piacimento. Tutto da godere il dialogo tra basso,piano e batteria.</p>
<p>Sono solo alcuni dei tanti meravigliosi modi con cui il jazz ridà forma e vita a una composizione.</p>
<p>______</p>
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		<title>Il simbolismo musicale nell&#8217;esplorazione dell&#8217;inconscio</title>
		<link>http://musicarmonica.com/educazione-musicale/il-simbolismo-musicale-nellesplorazione-dellinconscio/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/educazione-musicale/il-simbolismo-musicale-nellesplorazione-dellinconscio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 21:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Educazione musicale]]></category>

		<category><![CDATA[musica e inconscio]]></category>

		<category><![CDATA[musica e subconscio]]></category>

		<category><![CDATA[simbolismo musicale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Cosa rimane di tutto il nostro vissuto, di tutte le impressioni accumulate nella nostra esistenza?
E che cosa si trova nella nostra memoria?
Difficile dirlo, ma al riguardo abbiamo più di un indizio.
Secondo le più recenti ricerche pare che i dati dell&#8217;inconscio superino per oltre 10 milioni ad 1 quelli del nostro conscio.
Partendo da una premessa del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3088" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="musica-e-inconscio" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/musica-e-inconscio.jpg" alt="musica-e-inconscio" width="350" height="226" /></p>
<p>Cosa rimane di tutto il nostro vissuto, di tutte le impressioni accumulate nella nostra esistenza?</p>
<p>E che cosa si trova nella nostra memoria?</p>
<p>Difficile dirlo, ma al riguardo abbiamo più di un indizio.</p>
<p>Secondo le più recenti ricerche pare che i dati dell&#8217;inconscio superino per oltre 10 milioni ad 1 quelli del nostro conscio.</p>
<p>Partendo da una premessa del genere è facile intuire qual è la nostra reale condizione: <strong>siamo ignoti a noi stessi</strong>.</p>
<p>Simile ad un&#8217;ombra, il nostro inconscio è qualcosa che ci appartiene ma al tempo stesso ci sfugge. Sappiamo che esiste ma non riusciamo quasi mai a sentirlo.</p>
<p>Comunque sia, è possibile metterci in relazione con esso e certamente la musica può farci questo dono. Essa è in grado di mettere in contatto sensazione e pensiero, due funzioni che sono in rapporto indissolubile tra loro, dato che la confusione dell&#8217;uno porta alla confusione dell&#8217;altro e viceversa la conoscenza dell&#8217;uno porta alla conoscenza dell&#8217;altro.</p>
<p>Tutto inizia con un profondo coinvolgimento che può valere tanto per il musicista, quanto per colui che ascolta. A quel punto, nulla più della musica è capace di provocare un&#8217;alterazione di coscienza e farci penetrare nei meandri più oscuri della nostra psiche. Naturalmente, perché ciò accada serve la musica appropriata (non è una questione di genere o di stile, ma di attitudine e orientamento).</p>
<p>L&#8217;essenza della musica ci richiede una forma di conoscenza diversa dal semplice sapere. Infatti, trascendendo il linguaggio verbale, i suoni si collegano direttamente col mondo del simbolismo e delle emozioni. Il simbolo è quel qualcosa che va oltre il significato immediato e ci apre un insieme di riferimenti più ampi ed indefinibili ma capaci per l&#8217;appunto di recarci forti emozioni.</p>
<p>Potremmo visualizzare il nostro inconscio come un inesauribile &#8220;<em>oceano di indefinito</em>&#8221; che pulsa e vive senza che ci sia dato di sapere come e quanto profondamente agisce in noi. D&#8217;altronde, la vita è stracolma di innumerevoli cose che non possono essere comprese dall&#8217;integrità del nostro essere (mente, cuore, corpo) né tantomeno capite ed essere spiegate con la parola.</p>
<p>Ecco allora che l&#8217;universo musicale è ciò che abbiamo di più utile e prezioso per navigare questo oceano. Oltre ad avere proprietà rigeneratrici e curative, ci dà la possibilità di scavare a fondo, di  visitare &#8216;luoghi&#8217; inesplorati e sconosciuti.</p>
<p>Condizione indispensabile è la nostra volontà. Attraverso la completa dedizione saremo in grado di arrenderci al silenzio, acquisire il sapore dell&#8217;ascolto e ottenere così le grazie dell&#8217;armonia musicale. Ho trattato diffusamente di questi temi nell&#8217;essential book &#8220;<strong><em><a href="http://www.musicarmonica.it/" target="_blank">I semi dell&#8217;armonia musicale</a></em></strong>&#8220;.</p>
<p>Ascoltiamola e penetriamola con fondata fiducia, senza remore, perché essa in cambio ci farà evocare, individuare e sviluppare il nostro vero sé.</p>
<p>Così come ci ricorda John Cage :</p>
<p><em>&#8220;Ci sono due componenti principali in ogni persona: la mente cosciente e quella inconscia, e queste, nella maggior parte di noi, sono divise e disperse in infiniti modi e direzioni. La funzione della musica, come quella di ogni altra salutare attività, è quella di aiutare a riportare a unità queste parti separate. La musica fa questo fornendo un momento in cui, essendo smarrita la consapevolezza della spazio e del tempo, viene integrata la molteplicità degli elementi che costituisce un individuo, ed egli è Uno.&#8221;</em></p>
<p><em>______</em></p>
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		<title>Superstition - Stevie Wonder</title>
		<link>http://musicarmonica.com/il-canzoniere/superstition-stevie-wonder/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/il-canzoniere/superstition-stevie-wonder/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 16:33:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il canzoniere]]></category>

		<category><![CDATA[stevie wonder]]></category>

		<category><![CDATA[superstition]]></category>

		<category><![CDATA[talking book]]></category>

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		<description><![CDATA[SUPERSTITION
STEVIE WONDER
1972
* per ascoltare clicca sul titolo della canzone
______
Ci sono certi groove che ti si incollano addosso e non ti mollano più. Sono linee armonico/melodiche che si autorigenerano ad ogni giro e potrebbero andare avanti per ore senza mai stancare.
E&#8217; proprio quello che succede con la contagiosissima &#8220;Superstition&#8220;.
Completamente scritto, arrangiato, suonato e prodotto da Stevie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3065" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="stevie_wonder" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/stevie_wonder.jpg" alt="stevie_wonder" width="365" height="274" /><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2OJsYwLs7yE&amp;feature=related" target="_blank">SUPERSTITION</a></strong></p>
<p><strong>STEVIE WONDER</strong></p>
<p><strong>1972</strong></p>
<p>* <span style="color: #ff0000;">per ascoltare clicca sul titolo della canzone</span></p>
<p>______</p>
<p>Ci sono certi groove che ti si incollano addosso e non ti mollano più. Sono linee armonico/melodiche che si autorigenerano ad ogni giro e potrebbero andare avanti per ore senza mai stancare.</p>
<p>E&#8217; proprio quello che succede con la contagiosissima &#8220;<strong><em>Superstition</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Completamente scritto, arrangiato, suonato e prodotto da <strong>Stevie Wonder</strong>, fu il singolo che lanciò l&#8217;album &#8220;<strong><em>Talking Book</em></strong>&#8220;. Con questo disco l&#8217;ancor giovane musicista, che all&#8217;epoca aveva appena 22 anni, comincia ad affermarsi come uno dei più grandi geni di sempre in ambito soul.</p>
<p>Siamo nel 1971 e, seguendo la scia di colleghi già affermati come Isaac Hayes e Marvin Gaye, il ragazzo prodigio stipula un nuovo contratto con la Motown che gli permette finalmente di assumersi tutte le responsabilità sul proprio operato.</p>
<p>Senza più ostacoli di fronte a sé, Wonder può sprigionare la sua ispirazione in una serie di sommi capolavori della musica soul aggiungendovi di volta in volta funk, pop, elettronica, musica latina e quant&#8217;altro. Poi, con placida e compiaciuta rilassatezza continuerà a produrre ma senza più lo spirito e la verve che gli avevano permesso di polverizzare gli anni &#8216;70.</p>
<p>&#8220;<em>Superstition</em>&#8221; è uno dei brani simbolo del musicista. Il memorabile giro funky venne fuori da una ispirata session in coppia con Jeff Beck. Stevie ricambierà generosamente il favore firmando due splendidi pezzi in un album del chitarrista (&#8221;<em>Blow by blow</em>&#8220;).</p>
<p>Ma oltre alle enormi capacita compositive, l&#8217;artista americano è anche un favoloso polistrumentista. Spesso e volentieri registrava da sé tutte le parti di un pezzo. Qui ad esempio, a parte la tromba e il sax, ha registrato personalmente tutti gli strumenti (voce, piano elettrico, basso e batteria).</p>
<p>Il modo particolarissimo di suonare la batteria è uno dei segreti del pezzo : Stevie è bravissimo nel mantenere sia il ritmo che la tensione. Ascolta la parte di charleston che risulta ogni volta diversa per intensità, durata e numero di colpi.</p>
<p>L&#8217;orchestrazione e l&#8217;arrangiamento dei fiati sono a dir poco illuminanti così come il fatto che in certi punti il basso ne ripete la melodia nota su nota. L&#8217;atmosfera è resa ancora più incandescente dal clavinet, il caratteristico piano elettrico dai sapori funky di cui Stevie è uno dei più grandi interpreti.</p>
<p>Si potrebbe andare avanti per ore a suonare e danzare su questo groove, ma con uno come Stevie Wonder bisogna prestare attenzione anche ai testi.</p>
<p>Desidero lasciarti con le parole del ritornello perché fanno riflettere!!!</p>
<p><strong><em>&#8221; Quando credi nelle cose</em></strong><strong> <em>che  non puoi capire</em></strong></p>
<p><strong><em>   esse ti fanno soffrire.</em></strong><strong></strong></p>
<p><strong><em>   La superstizione non è la soluzione.&#8221;</em></strong></p>
<p>______</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fmusicarmonica.com%2Fil-canzoniere%2Fsuperstition-stevie-wonder%2F&amp;linkname=Superstition%20-%20Stevie%20Wonder"><img src="http://musicarmonica.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Breve storia della musica elettronica</title>
		<link>http://musicarmonica.com/cultura-musicale/breve-storia-della-musica-elettronica/</link>
		<comments>http://musicarmonica.com/cultura-musicale/breve-storia-della-musica-elettronica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 16:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cultura musicale]]></category>

		<category><![CDATA[storia degli strumenti elettronici]]></category>

		<category><![CDATA[storia della musica elettronica]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lo sviluppo della tecnologia è stato certamente un fattore decisivo nella storia della popular music.
Ma si sa &#8230; tutto ciò che riguarda la musica è sempre determinato dalle tecniche con cui viene trasmessa. E d&#8217;altronde, come spiego nell&#8217;essential book &#8220;I semi dell&#8217;armonia musicale&#8220;, fai un enorme salto di qualità nell&#8217;ascolto quando riesci a comprenderne la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3027" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="leon_theremin" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/leon_theremin.jpg" alt="leon_theremin" width="234" height="402" /></p>
<p>Lo sviluppo della tecnologia è stato certamente un fattore decisivo nella <a href="http://musicarmonica.com/cultura-musicale/viaggio-al-centro-della-popular-music/" target="_self">storia della popular music</a>.</p>
<p>Ma si sa &#8230; tutto ciò che riguarda la musica è sempre determinato dalle tecniche con cui viene trasmessa. E d&#8217;altronde, come spiego nell&#8217;essential book &#8220;<strong><em><a href="http://www.musicarmonica.it/" target="_blank">I semi dell&#8217;armonia musicale</a></em></strong>&#8220;, fai un enorme salto di qualità nell&#8217;ascolto quando riesci a comprenderne la trasmissione.</p>
<p>Tra i vari generi possibili e immaginabili, nulla più della <strong>musica elettronica</strong> è così strettamente collegabile allo sviluppo tecnologico/industriale. Le loro storie sono inestricabilmente collegate fra loro, passo dopo passo.</p>
<p>Quando parliamo di musica elettronica, ci riferiamo alla presenza completa, o comunque dominante, degli strumenti elettronici. L&#8217;elettronica quindi non viene utilizzata solo per la registrazione e la diffusione di musica, ma fa parte del contenuto stesso del brano.</p>
<p>Gli strumenti elettronici non sono da confondere con quelli elettrici o elettromeccanici il cui suono è determinato dalle variazioni del campo magnetico presente in natura. Anche se va detto che gli strumenti elettronici nacquero dalla graduale evoluzione degli strumenti elettrici.</p>
<p>Il primo lontano antenato non ebbe fortuna. Si trattava del telharmonium, un mastodontico macchinario di 200 tonnellate simile ad un organo, inventato da Tadddheus Cahill nel 1897. Ma fu negli anni &#8216;30 che fecero la loro comparsa i primi strumenti elettrificati come il piano, la chitarra e l&#8217;organo Hammond.</p>
<p>Sono i primi passi verso la musica elettronica anche se forse il primo vero progenitore fu il <strong>theremin</strong>, progettato da Leon Theremin nel 1917 (vedi foto). Per l&#8217;epoca si trattò di uno strumento decisamente rivoluzionario e con esso il fisico russo incantò prima l&#8217;Europa e poi l&#8217;America per oltre 15 anni. Funziona tramite due antenne con cui è possibile tradurre il campo elettromagnetico in suono e controllarne sia l&#8217;altezza che l&#8217;ampiezza attraverso il movimento delle mani. Fu un&#8217;invenzione lungimirante e duratura dato che oggi il theremin è più che mai vivo e vegeto.</p>
<p>Con gli anni &#8216;40 si assiste all&#8217;avvento dei transistor e dei primi elaboratori elettronici. Si tratta di strumenti  molto costosi e difficili sia da reperire che da utilizzare. Per questo motivo durante gli anni &#8216;50 e &#8216;60 la musica elettronica si diffonde attraverso i compositori d&#8217;avanguardia (Stockhausen, Cage, Varèse, Schaeffer, Reich, Berio, Nono, Maderna). Sono tutti musicisti che hanno la possibilità di lavorare presso enti statali e istituzioni radiofoniche provviste delle strumentazioni necessarie.</p>
<p>Ma negli anni &#8216;60 si ha una svolta decisiva : entrano in scena i sintetizzatori analogici e i primi campionatori. Nell&#8217;anno di grazia 1964 si realizzano due importanti strumenti come il <strong>moog</strong> (il primo sintetizzatore a tastiera) e il <strong>mellotron </strong>(il primo campionatore che suona spezzoni di nastro preregistrato). Grazie a queste nuove invenzioni, la musica elettronica comincia a lasciare le sue tracce anche nella popular music.</p>
<p>A partire dai primi anni &#8216;70, la diffusione degli strumenti elettronici si fa consistente. Nasce il <strong>minimoog</strong>, strumento leggero ed economicamente accessibile che permette ai musicisti di suonarlo anche in concerto. Nascono i primi <strong>sequencer</strong> che permettono di memorizzare dei suoni e determinarne la sequenza. Nascono le <strong>drum machine</strong> che creano una base ritmica costante imitando il suono di diversi strumenti a percussione. E nasce il versatilissimo <strong>synclavier</strong>, primo strumento digitale che permette di integrare la sintetizzazione e il campionamento del suono attraverso un unico software.</p>
<p>Contemporaneamente si affermano le prime correnti musicali che adottano l&#8217;elettronica come base per le proprie sperimentazioni. L&#8217;epicentro di tutti questi nuovi fermenti è la Germania. Da un lato abbiamo la kosmiche musik, stile etereo ed ossessivo che si fa strada attraverso l&#8217;opera di gruppi come Tangerine Dream, Can, Faust e Popol Vuh. Dall&#8217;altro lato si creano i presupposti per la nascita di ulteriori generi come il techno-pop (Kraftwerk), l&#8217;ambient e la new age (Brian Eno), il rock elettronico e la new wave (la trilogia berlinese di David Bowie).</p>
<p>Con l&#8217;inizio degli anni &#8216;80 la musica elettronica si impone in ogni ambito e contagia un po&#8217; tutti anche grazie al diffondersi dei primi personal computer. Ma la complessità e il numero sempre maggiore di strumenti elettronici rendono necessario un linguaggio comune. Nel 1983 nasce così il primo <strong>MIDI</strong> (Musical Instrument Digital Interface), un protocollo standard che permette di mettere in comunicazione qualsiasi strumento digitale. Come si può immaginare, questo ha rappresentato un salto di qualità e di quantità determinante per la musica elettronica.</p>
<p>Tra gli anni &#8216;80 e &#8216;90 si formano così nuovi stili musicali che traggono linfa sia dall&#8217;ambient che dalla dance (techno, house, industrial, trip hop, drum &#8216;n&#8217; bass, chill out, jungle) o che colorano di sfumature elettroniche linguaggi già affermati da anni come il jazz, il rock, il pop, il soul e quant&#8217;altro.</p>
<p>Oggi la musica elettronica è a portata di tutti. Ma non solo! Con l&#8217;avvento di internet anche la distribuzione di musica è diventata elettronica. Alle consuete etichette discografiche si vanno man mano sovrapponendo e sostituendo le <strong>netlabel</strong>, etichette che distribuiscono la musica online in formato digitale.</p>
<p>E&#8217; l&#8217;ultima frontiera (per ora!) di una storia in bilico tra musica e tecnologia.</p>
<p>_____</p>
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		<title>In viaggio sull&#8217;astronave Van der Graaf Generator</title>
		<link>http://musicarmonica.com/caccia-ai-tesori-sepolti/in-viaggio-sullastronave-van-der-graaf-generator/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 15:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia ai tesori sepolti]]></category>

		<category><![CDATA[man-erg]]></category>

		<category><![CDATA[pawn hearts]]></category>

		<category><![CDATA[van der graaf generator]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sei pronto per un meraviglioso viaggio interstellare?
Se la risposta è si, allora salta sull&#8217;astronave Van der Graaf Generator. Buon per te se già li conosci, altrimenti ti consiglio vivamente di correre ai ripari.
Trattasi di una band inglese che suona progressive. &#8220;Pawn hearts&#8221; fu il loro vertice e risale al 1971. Non raggiunsero grande celebrità ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2999" style="margin-left: 15px; margin-right: 15px;" title="pawn_hearts_cover" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/pawn_hearts_cover.jpg" alt="pawn_hearts_cover" width="284" height="284" /></p>
<p>Sei pronto per un meraviglioso viaggio interstellare?</p>
<p>Se la risposta è si, allora salta sull&#8217;astronave <strong>Van der Graaf Generator</strong>. Buon per te se già li conosci, altrimenti ti consiglio vivamente di correre ai ripari.</p>
<p>Trattasi di una band inglese che suona progressive. &#8220;<strong><em>Pawn hearts</em></strong>&#8221; fu il loro vertice e risale al 1971. Non raggiunsero grande celebrità ma in ogni caso all&#8217;epoca non passarono inosservati specie tra il pubblico italiano. Fatto atipico, nel 1972 rimasero per 8 settimane in hit parade. Data la loro scarsa notorietà mi pare doveroso dare una rispolverata agli archivi.</p>
<p>Il capitano dell&#8217;astronave è Peter Hammill (voce, pianoforte e autore principale). Gli altri componenti dell&#8217;equipaggio rispondono ai nomi di David Jackson (sassofono e fiati), Hugh Banton (tastiere e basso) e Guy Evans (batteria). L&#8217;ospite di prestigio è Robert Fripp, il capitano dell&#8217;astronave King Crimson che è sempre rimasto affascinato dal loro sound alieno.</p>
<p>Bene &#8230; adesso allaccia le cinture e ascoltati questa &#8220;<strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JEeZoChPX74" target="_blank">Man-Erg</a></em></strong>&#8221; che è una delle punte di diamante più luminose di tutti gli anni &#8216;70.<em></em></p>
<p>Il testo allude alla molteplicità interiore di ognuno di noi ed infatti le prime due strofe iniziano rispettivamente con :</p>
<p><em>&#8220;L&#8217;assassino vive dentro di me, riesco a sentirlo muovere&#8230; &#8220;</em></p>
<p><em>&#8220;Gli angeli vivono dentro di me, riesco a sentirli sorridere&#8230; &#8220;</em></p>
<p>A dispetto di altre formazioni coetanee come Genesis e Yes, i testi dei Van der Graaf Generator non sconfinavano mai nel fantastico. Peter Hammill aveva un approccio più drammaturgico e intimista e questo si rifletteva ovviamente anche nella musica.</p>
<p>&#8220;Man-Erg&#8221; in questo senso è esemplare.</p>
<p>Si parte subito con una linea di pianoforte distesa e la melodia liricissima di Hammill punteggiata dai sintetizzatori che fanno la parte solitamente eseguita dagli archi &#8230; poi entra la batteria ed il suono si fa corale &#8230; sontuoso Evans che con sottilissime variazioni ritmiche ci conduce fino ad un devastante cambio di tempo &#8230; i sassofoni, accompagnati da chitarra e tastiere, sono lanciati in una corsa furiosa, apocalittica &#8230; intanto il canto di Hammill si inasprisce e l&#8217;armonia si espande in uno spazio alieno e dissonante &#8230;</p>
<p>&#8230; dopo la tempesta si rallenta e l&#8217;organo di Banton ci conduce alla melodia secondaria (più sommessa ma altrettanto stupenda)&#8230; di sublime delicatezza l&#8217;assolo di sax di Jackson con in sottofondo la chitarra sempre minacciosa di Fripp &#8230; dopodiché si torna alla melodia principale che stavolta si dissolve in un coro epico &#8230; intanto si sovrappone nuovamente il furioso cambio di tempo che crea un meraviglioso intarsio di armonie &#8230; chiusura solenne sulla tonica ed eccoci alla fine &#8230; sono passati solo 10 minuti ma sembrano anni luce.</p>
<p>Che dire! Ascoltalo più e più volte! Spero che queste righe ti possano servire come introduzione al brano.</p>
<p>Il disco in questione include altri due capitoli tra i più belli dei VDG Generator : &#8221;<em>Lemmings</em>&#8221; coi suoi splendidi intrecci ritmico-melodici e &#8220;<em>A plague of lighthouse keepers</em>&#8221; una suite di 23 minuti divisa in 10 parti che occupa tutto il lato B dell&#8217;album.</p>
<p>Dall&#8217;astronave VDG Generator, passo e chiudo!!!</p>
<p>______</p>
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		<title>Noise!!! Quando il rumore diventa musica.</title>
		<link>http://musicarmonica.com/ascolto-attivo/noise-quando-il-rumore-diventa-musica/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 20:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Potestà</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ascolto attivo]]></category>

		<category><![CDATA[ben harper]]></category>

		<category><![CDATA[john cage]]></category>

		<category><![CDATA[noise rock]]></category>

		<category><![CDATA[piano preparato]]></category>

		<category><![CDATA[significato musica noise]]></category>

		<category><![CDATA[sonic youth]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tuoni, fruscii, ronzii &#8230; che rimbombano acuti, striduli,sordi o fragorosi. Rumori su rumori su rumori &#8230; che volenti o meno, sono i nostri compagni di vita quotidiana.
Tante volte basta un semplice ed innocuo rumore per far partire una musica. Sì, perché a volte ci dimentichiamo che dal rumore può scaturire musica sublime.
L&#8217;idea di inserire il rumore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2970" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="piano-preparato" src="http://musicarmonica.com/wp-content/uploads/2010/06/piano-preparato.jpg" alt="piano-preparato" width="421" height="277" /></p>
<p>Tuoni, fruscii, ronzii &#8230; che rimbombano acuti, striduli,sordi o fragorosi. Rumori su rumori su rumori &#8230; che volenti o meno, sono i nostri compagni di vita quotidiana.</p>
<p>Tante volte basta un semplice ed innocuo rumore per far partire una musica. Sì, perché a volte ci dimentichiamo che dal rumore può scaturire musica sublime.</p>
<p>L&#8217;idea di inserire il rumore in ambito musicale è iniziata nei primi anni del &#8216;900 anche grazie al contributo di pionieri laboriosi e &#8217;sfortunati&#8217; come <a href="http://musicarmonica.com/cultura-musicale/la-storia-di-luigi-russolo-il-pioniere-dellarte-dei-rumori/" target="_self">Luigi Russolo</a>. Gente che si è adoperata per dare dignità e valore a suoni generalmente bistrattati e ritenuti sgradevoli.</p>
<p>In inglese si dice noise. Quando si parla di <strong>noise</strong> <strong>music, </strong>si fa riferimento a una musica che si propone di fare del rumore un mezzo espressivo al pari di tutti gli altri suoni tonali. Scientificamente parlando possiamo dire che il rumore è un concetto della nostra mente con cui indichiamo un evento fisico-sonoro. Ma le nostre idee al riguardo sono poco chiare. Solo 2 fatti sono certi.</p>
<p>Il primo è che sul rumore abbiamo tanti preconcetti perché viene spontaneo associarlo a qualcosa di fastidioso o comunque di indesiderabile. Queste valutazioni preventive, che sono incise nella nostra memoria, limitano le nostre capacità d&#8217;ascolto.</p>
<p>Il secondo è che non esiste confine tra musica e rumore dato che fanno parte entrambi del mondo sonoro. Il più delle volte non facciamo caso a come i rumori possano risultare gradevoli e a quanto frequentemente essi siano parte integrante della musica.</p>
<p>Riflettendoci su, si può dire che nel rumore c&#8217;è una presa di coscienza immediata della materia che lo produce. Nel suono musicale invece tutto questo non conta o conta poco, perché la presa di coscienza appartiene a una dimensione spirituale che va oltre. E non vi è niente di più facile di un passaggio da una dimensione del rumore a una dimensione musicale.</p>
<p>Senti alcuni esempi di come rumore e musica possano benissimo coesistere in uno stesso suono.</p>
<p>Il primo è una sonata di <strong>John Cage</strong> tratta dalle sue sonate e interludi per <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=pUTXNxFvjDw&amp;feature=related" target="_blank">piano preparato</a></strong>. Nei pezzi per piano preparato (vedi foto) si inseriscono tra le corde del pianoforte svariati oggetti (bulloni, pezzi di gomma, pezzi di plastica e noci). Con queste opere, Cage inizia i suoi studi sulla casualità. In pratica il musicista può decidere come preparare lo strumento ma non può avere pieno controllo sul risultato sonoro della sua opera.</p>
<p>Qui puoi ascoltare due melodie speculari. Le note alte della melodia eseguita con la mano sinistra sono pulite mentre quelle eseguite con la mano destra sono piene di rumori inaspettati e di dissonanze sorprendenti che offrono un&#8217;inedita base ritmica e danno un sapore tutto particolare alla composizione.</p>
<p>Di tutt&#8217;altro tipo di musica si occupano i <strong>Sonic Youth</strong>, sperimentatori assidui sul versante rumoristico. E&#8217; stato il gruppo che meglio di chiunque altro ha promosso la ricerca e lo sviluppo del <strong>noise rock</strong>. Nella sua carriera, quel genio di Thurston Moore è stato capace di estrarre dalla chitarra rumori d&#8217;ogni tipo trovando tantissime soluzioni per dare valore aggiunto alla musica.</p>
<p>In questo breve pezzo intitolato &#8220;<strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2zkxsVRnSt0" target="_blank">Drunken butterfly</a></em></strong>&#8221; (FAI ATTENZIONE AL VOLUME!!!) i rumori risaltano dappertutto. Dalla devastante introduzione di ogni strofa con la chitarra elettrica che conduce un assalto parossistico e atonale (proprio appunto di una &#8216;farfalla ubriaca&#8217;) fino al glissato che da colore e profondità alla parte intermedia.</p>
<p>Naturalmente anche nella musica dal vivo il rumore ha una valenza importantissima. In questo concerto del 1996, <strong>Ben Harper</strong> ricalca le orme di Jimi Hendrix attraverso l&#8217;utilizzo ispirato e innovativo della lap steel guitar, strumento che viene suonato tenendolo appoggiato sulle ginocchia. Il pezzo, &#8220;<strong><em><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3ycYc5Ll2No" target="_blank">Ground on down</a></em></strong>&#8220;, è uno dei più belli della sua carriera e contribuisce a gettare ulteriore benzina sul fuoco.</p>
<p>Qui abbiamo un classico esempio di conclusione concertistica con il <strong>feedback </strong>di chitarra, ovvero il circolo perpetuo del suono attraverso gli amplificatori. Il feedback di chitarra è il rumore/suono per eccellenza dell&#8217;universo rock. Per il suo particolare potere onirico, è da considerare come parte integrante di una composizione musicale. Il finale è da pelle d&#8217;oca &#8230; lo strumento è lasciato sul palco come protagonista solitario e il suo suono ci conduce alla catarsi.</p>
<p>Come li vogliamo chiamare tutti questi suoni? Rumori? Certo, ma si tratta di rumori di sublime musicalità. Perché ciò che fa la differenza, come sempre, è l&#8217;attitudine e la disponibilità di colui che ascolta.</p>
<p>______</p>
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