1967
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“The piper at the gates of dawn” ovvero “Il pifferaio alle porte dell’alba” : così recita il titolo del primo album dei Pink Floyd, vero e proprio disco cardine del ‘900.
Leader, compositore, guida morale e spirituale di questo leggendario esordio è Syd Barrett, uno degli artisti più visionari nella storia del rock, capace di illuminanti squarci di fantasia psichedelica. Barrett è stato ed è tuttora un punto di riferimento per una foltissima schiera di musicisti.
La sua attitudine stralunata e ipnotica gli ha consentito di comporre brani di clamoroso impatto emotivo anche se lo ha portato a un precocissimo abbandono dalle scene a causa della sua stessa fragilità psichica.
Anticipato pochi mesi prima dagli splendidi singoli “Arnold Layne” e “See Emily play”, l’album si apre con “Astronomy Domine” uno dei primi e più folgoranti esempi di musica cosmica che siano mai stati incisi su disco.
E’ un paesaggio astrale meraviglioso, da vivere in prima persona, anche nella splendida e dilatata versione live presente in “Ummagumma” del ‘69.
La canzone narra di un viaggio interstellare, parla di pianeti e di stelle, del suono che circonda gelide acque sotterranee e riecheggia della voce lontana di un astronauta.
La melodia è maestosa e straniante con un canto a 2 voci che procedono ad intervalli di terza e poi si lanciano in una vorticosa discesa di semitono in semitono.
Dotato di un’incredibile sensibilità nei riverberi, Barrett ci catapulta negli spazi siderali col suo stile chitarristico sognante e avventuroso. Formidabile il sostegno di Dave Mason alla batteria, di Richard Wright all’organo e di Roger Waters che con continue pulsazioni di basso aumenta a dismisura le vibrazioni cosmiche.
Costretti ad allontanare Barrett dal gruppo per la sua precaria salute mentale e a sostituirlo con David Gilmour, i Pink Floyd continueranno con tenacia e intelligenza a reggere all’assenza del suo genio e si sposteranno gradatamente verso un sound altrettanto originale e profondo.
La psichedelia eccentrica e favolosa degli esordi vira man mano verso sonorità più distese e progressive ottenendo nel corso degli anni un successo di pubblico di dimensioni spaventose. Nonostante le difficoltà iniziali, la parabola artistica della band mostra come Waters, Gilmour , Wright e Mason siano riusciti a mantenere in vita un po’ della vena visionaria del ‘pifferaio magico’.
Una leggenda, quella dei Pink Floyd, che parte dalla psiche folgorata e folgorante di Syd e continua la sua trionfale cavalcata per almeno un decennio.
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