Guarda che luna - Fred Buscaglione

October 9th, 2009

GUARDA CHE LUNA
FRED BUSCAGLIONE
1959

 

Domenica scorsa c’era una splendida luna piena che rendeva il cielo particolarmente luminoso.

Una di quelle notti che ti fanno venire voglia di cantare alla luna.

Per associazione ho cominciato a intonare i versi di “Guarda che luna“, un celebre pezzo del grande Fred Buscaglione. Uno dei musicisti più importanti e innovativi della musica italiana, troppo spesso dimenticato da critica e pubblico.

Ci vuole proprio un bell’articolo da dedicare a questo artista di Torino che ha illuminato la scena degli anni ‘50. Cresciuto a pane e jazz, Buscaglione ha dato un contributo fondamentale affermando lo swing nella canzone italiana.

Assieme all’inseparabile amico e paroliere Leo Chiosso e agli Asternovas (gruppo formato in Sardegna durante la seconda guerra mondiale), ha firmato pagine memorabili.

Canzoni in miniatura, assolutamente rivoluzionarie ed ironiche. Fred era bravissimo nell’interpretare la parte del gangster spietato che però finisce sempre nei guai andando dietro alle donne e all’alcool.

Dietro al personaggio che gli ha dato tanto successo,c’era un musicista a tutto tondo con una sensibilità e una capacità d’adattamento fuori dal comune. Il 3 febbraio del 1960, all’alba del nuovo decennio, un incidente automobilistico se lo porterà via prematuramente. Aveva solo 38 anni.

Oltre a “Guarda che luna”, in soli 4 anni ha sfornato una strepitosa sfilza di brani come”Eri piccola così”, “Whisky facile”, “Che bambola”, “Teresa non sparare”, “Love in Portofino”, “Il dritto di Chicago”, “Criminalmente bella” e tanti tanti altri.

Questa canzone è un esempio indelebile di come Fred ‘il duro’ e i suoi compagni se la sapevano cavare benissimo anche nelle ballate lente.

L’introduzione è semplicemente incantevole con il piano che ricalca la sonata n°14 di Beethoven, conosciuta per l’appunto come ‘Moonlight’ o ‘Chiaro di luna’.

E poi le spazzole della batteria che accarezzano, la tromba che con tre note punteggia ogni frase, il solo di sax che ripete pari pari la parte vocale. E la voce di Buscaglione che sul finale si riverbera nello spazio prima di dissolversi.

… che lunaaaaa …

Grazie Ferdinando!

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Posted by Francesco Potestà

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