HOW THE WEST WAS WON AND WHERE IT GOT US
ANNO - 1996
*versione live cliccando sul titolo
Oggi ti voglio proporre un brano che trovo tanto bizzarro ed altrettanto stupendo. Ascoltando canzoni come queste, ci si può rendere conto di quanto spesso sia inutile e fuorviante parlare di generi musicali.
Di certo si tratta di qualcosa di inusuale per i R.E.M. e forse proprio per questo è stato scelto come pezzo di apertura di New adventures in hi-fi (1996, il loro decimo album).
Già, perchè in How the west was won and where it got us convivono la ballata folk, le sonorità trip-hop, i ritmi a metà strada tra reggae e hip-hop e non solo. Il brano possiede anche le tipiche atmosfere alla Ennio Morricone e i R.E.M. saggiamente gli rendono omaggio citando il “fischio di Ennio” tra i crediti.
Tutto è nato durante le prove del ‘Monster Tour’ mentre Bill Berry stava improvvisando alla batteria. La particolarissima scansione ritmica è la caratteristica dominante e gli altri membri della band lavorano per valorizzarla ulteriormente. Il pianoforte di Mike Mills esegue 5 note di accompagnamento ed è parte integrante del ritmo. Lo stesso vale per Peter Buck che suona una chitarra minimale ed un basso profondo e ben amplificato. La voce di Michael Stipe è dimessa e si mantiene su tonalità gravi.
Poi nel chorus tutto si apre in un giro armonico che squarcia l’orizzonte e Stipe libera il canto fino alla fatidica domanda: “Come fu conquistato il west e dove ci ha portato tutto ciò?”. Mike Mills risponde a modo suo col piano al termine del secondo verso, con un inserimento jazzistico strepitoso.
Uno dei brani più strani ed affascinanti della band georgiana che riescono a unire con semplicità e naturalezza elementi apparentemente così distanti tra loro.
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How The West Was Won And Where It Got Us (Album Version)




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