Night bird flying - Il patrimonio postumo di Jimi Hendrix

November 17th, 2009

hendrix

NIGHT BIRD FLYING

JIMI HENDRIX

*per ascoltare clicca sul titolo della canzone

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Immagina una lampo che squarcia il cielo nella notte e lascia dietro di sé una scia indelebile.

E’ questo l’impatto che ha avuto Jimi Hendrix nella storia della musica. Un’apparizione fugace, ma dagli effetti devastanti.

In soli 4 anni di carriera ci ha lasciato in dote un patrimonio d’inestimabile valore: 3 album in studio, 1 dal vivo, una raccolta e una quantità di materiale inedito che ha solleticato l’avidità di molte gole.

Tutto ciò che è stato pubblicato dopo la sua morte è un esempio perfetto di delirio consumistico: patetici album taglia e cuci, demo incompleti, jam session inascoltabili, bootleg di ogni tipo. Insomma, uno scempio senza precedenti. Una speculazione selvaggia perpetrata per anni dall’industria discografica ai danni della sua musica.

Considerando tutto ciò, “First rays of the new rising sun” è certamente il riferimento più attendibile per ricostruire la realtà storica dell’ultimo Hendrix.

Il disco è uscito nel 1997 e tenta, per quanto è possibile, di tener fede alle volontà dell’autore. L’autorevolezza dell’operazione è confermata dalla presenza di Eddie Kramer, il suo fedelissimo ingegnere del suono.

Kramer racconta che all’epoca si stava lavorando a quella scaletta per la realizzazione di un doppio lp. Una lavorazione che procedeva a rilento anche perché Jimi sentiva la pesante responsabilità di dare un degno seguito a “Electric ladyland”.

Ebbene, i primi raggi del nuovo sole nascente citati nel titolo di copertina, trasmettono luce e calore anche se sono rimasti incompiuti. Soprattutto nel caso della maestosa “Hey baby (new rising sun)”e della lieve “Drifting”. E’ naturale chiedersi come sarebbero venute fuori se Jimi fosse rimasto in vita. La testimonianza di Eddie Kramer a questo proposito è esplicita.

Quando Jimi Hendrix era presente in studio, si riusciva sempre a ottenere qualcosa di più. Era una questione mentale. Se lui era lì, ti veniva spontaneo muovere i cursori in maniera diversa da quello che avresti fatto se fossi stato da solo. Era uno che ti ispirava molto“.

Di certo, sappiamo solo che Jimi aveva completato e approvato il master definitivo di 3 soli brani. Uno di questi è la sublime “Night bird flying“. Aveva in mente la struttura base del pezzo già un anno e mezzo prima della sua effettiva realizzazione. Il 16 giugno del 1970, in una memorabile seduta di registrazione agli Electric Lady Studios, venne fuori il master definitivo.

“Night bird flying” è un brano capace di coagulare blues, soul, r&b e funk mantenendo un perfetto equilibrio tra energia, dolcezza e intensità.

Non si può non menzionare l’esaltante prova alla batteria di Mitch Mitchell. E poi ancora lo splendido duello tra voce e chitarra elettrica e quei passaggi da brivido con armonia ascendente della seconda parte.

E poi, tanto e tanto altro ancora … così tanto che quando la canzone si dissolve e vedi che il timer dello stereo segna appena 3 minuti e 50 secondi, allora ti accorgi che il tempo è solo un’ipotesi della mente.

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Posted by Francesco Potestà

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