Old man - Neil Young dal vivo

March 23rd, 2010

neil_young_old_manOLD MAN

NEIL YOUNG

1971 (dal vivo al Massey Hall)

*per ascoltare clicca sul titolo della canzone

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Il voler considerare un musicista in base a una raccolta o un greatest hits può rivelarsi un’azione fuorviante oltreché limitante. Ebbene, per uno come Neil Young  un’ipotesi del genere risulta persino offensiva.
 
A guardare la qualità, la quantità e la continuità del suo percorso artistico non si può far altro che restare ammirati di fronte a tanto splendore.
 
Il suo è stato un percorso ondivago, incurante del mercato e dei suoi vassalli, insofferente alle proposte di facile consumo. Un percorso che proprio per questo motivo gli ha consentito di raggiungere numerosissimi ed insuperabili picchi.
 
Nella storia del cantautorato americano, solo Bob Dylan e in parte Bruce Springsteen sono stati in grado di reggerne il confronto. Al contrario degli altri 2, Neil Young non ho mai avuto occasione di vederlo in azione dal vivo. Ma la sua discografia … beh, quella sì … quella dovrebbe masticarla chiunque si interessa di quella disciplina chiamata musica.
 
La sua voce sottile, esile ma risoluta, dai tratti quasi infantili è specchio fedele del misto di innocenza e saggezza con cui ha sempre approcciato la musica.
 
Con la schiettezza, con l’autoironia, con la vena surreale. Con la sua poetica ora delicata ed intimista ora grezza ed abrasiva. E con quel naturale eclettismo con cui riesce ad abbracciare gli opposti, ad essere se stesso anche in situazioni musicali estreme, dalle lievissime ballate alle sferzate elettriche che han fatto impallidire i paladini del grunge.
 
Negli ultimi anni, stanno cominciando ad uscire come se piovesse numerose testimonianze live disseminate nel corso dei decenni. Una di queste è il “Live at Massey Hall 1971“, lo storico concerto in veste acustica che tenne nella sua Toronto.
 
Qui lo ritroviamo ritratto in una dimensione intima, intento a sgranare le perle di quella stagione dorata. “Old man” oltre ad essere una delle sue canzoni più conosciute è anche una delle più belle ed immacolate del repertorio younghiano.
 
Certo, forse mi manca un suo concerto ma si può rimediare (e alla grande) con questa esibizione del ‘71. Una sedia di legno, una chitarra folk capace di magnifici arrangiamenti, una canzone dalle morbide sfumature country e uno spirito indomito e solitario che colora di espressione ogni singola nota. Per uno come Neil, basta e avanza!!!
 
Nonostante l’assenza del banjo, in questa versione per sola voce e chitarra acustica la canzone non perde nemmeno un briciolo del suo magnetismo sonoro. Anzi, se possibile risaltano con ancora più forza i versi disincantati e lucidi del cantautore canadese, come sempre portatore di melodie piene di consapevolezze esistenziali:
 
Vecchio, guarda la mia vita / somiglio molto a com’eri tu
 
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Posted by Francesco Potestà

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