SAFE EUROPEAN HOME
CLASH
1978
Dopo un pezzo come “The joke” ci vogliono riflessi pronti e sangue freddo per passare direttamente a “Safe European Home” dei Clash. Ma è proprio quello che ci vuole per compensare e completare la mia personale colonna sonora vacanziera.
Il brano è tratto dal loro secondo album “Give ‘em enough rope“. Un disco poco celebrato, considerato di passaggio tra l’esordio e il successivo “London calling”. Nonostante tutto è uno splendido lavoro … fossero tutti così i dischi di passaggio!!!
Ci sarebbe un intero esercito di band che farebbe carte false per scrivere canzoni come questa o come “Tommy gun“, “Last gang in town“, “Guns of the roof” e “All the young punks (new boots and contracts)“. Ascoltatevele una per una, ne vale davvero la pena!
Disco importante anche perchè segna l’ingresso nel gruppo di quel fantastico batterista di nome Topper Headon al posto di Tory Crimes. Il suo contributo sarà fondamentale da qui in avanti. Ora i Clash sono al completo, nella formazione classica che marchierà a fuoco la storia della popular music.
E in questo disco partono subito alla grandissima con questo brano che narra le disavventure di Strummer e Jones durante il loro breve soggiorno giamaicano.
Ma soprattutto è un brano che mette bene in risalto la loro bravura nel comporre e intrecciare melodie. Una delle tante qualità che fa dei Clash il gruppo capofila del punk inglese.
Partenza fulminante in perfetto stile punk con una melodia avvincente che Joe Strummer (voce e chitarra ritmica) e Mick Jones (voce e chitarra solista) suonano all’unisono. Ancor più geniale la discesa sulle note basse al termine di ogni verso per dare slancio a quello successivo.
Verso metà brano cambia tutto; solo l’armonia di base resta intatta. Il basso di Paul Simonon scandisce il tempo con note più lunghe mentre la chitarra di Jones suona in levare, tanto per ribadire l’amore per il reggae che ha sempre contraddistinto i Clash.
Nel frattempo si sovrappongono due nuove linee melodiche che realizzano uno splendido gioco d’insieme tra prima voce e coro. E Topper Headon effettua una serie di rullate indispensabili per colorare il paesaggio e certificare l’inconfondibile marchio del gruppo.
Niente da fare, i primi 5 album dei Clash sono da avere sempre e comunque. Anche questo è un disco che zampilla di invenzioni ad ogni traccia. Se per caso ti manca all’appello, è meglio rimediare in fretta.
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