Zitti zitti (il silenzio è d’oro) - Aeroplanitaliani

December 14th, 2009

ZITTI ZITTI (IL SILENZIO E’ D’ORO)
AEROPLANITALIANI
1992

Silenzio

***

30 secondi incontaminati. Attimi di pura presenza.

E poi ricomincia la musica con Alessio Bertallot a rappare su sapienti versi che elogiano la più alta e nobile delle arti, il silenzio.

“E allora zitti zitti, non riflettere, non discutere, ma sentire col cuore, buttarsi a capofitto  /  E allora zitti zitti, dritti verso il centro, non fuori ma dentro, non rumore ma silenzio.”

Un progetto, quello degli Aeroplanitaliani, nato dall’incontro tra Alessio Bertallot (cantante e conduttore radiotelevisivo) e Roberto Vernetti (produttore, programmatore, compositore elettronico). Un’avventura che si concretizza in questa partecipazione al Festival di Sanremo e un album a cui sono seguiti 13 anni di esemplare ’silenzio discografico’.

Era il 1992. Ricordo benissimo quel momento. All’epoca avevo 14 anni ed ero davanti alla tv. Avevo già visto diversi Festival di Sanremo e quello sarebbe stato uno degli ultimi. Di lì a poco le sublimi delizie della musica mi avrebbero allontanato definitivamente dagli spettacoli d’intrattenimento.

Ma festival o non festival, un evento simile non l’avevo proprio previsto. Per la mia giovane mente fu uno choc! Una sorta di iniziazione alla musica, uno dei primi ricordi indelebili della mia giovinezza. Mi innamorai subito di questa canzone e da allora è stato il mio inno personale per diversi anni.

Quell’anno “Zitti zitti (il silenzio è d’oro)” vinse il premio della critica dopodiché finì presto nel dimenticatoio, come del resto anche gli Aeroplanitaliani. Ma io l’ho sempre portata in serbo ed ora è giunta l’ora di riportarla alla luce della conoscenza collettiva.

Questa canzone è uno dei primi esempi di rap italiano. Parte con un’introduzione frenetica fatta di ritmiche e versi ossessivi sottolineati dalla tensione degli archi. Poi qualche secondo provvidenziale di silenzio che danno più risalto e significato al seguito. I versi successivi sono un’ispirata ode al silenzio e poggiano su un ritmo più rilassato con il groove di basso e le percussioni in evidenza.

Un pezzo da ascoltare con attenzione mista a leggerezza per poter cantare come gli Aeroplanitaliani : “Nel silenzio finalmente sento!”.

Spargi la voce … che il silenzio contagi più persone possibili.

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Posted by Francesco Potestà

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