
Sin dalla sua prima pubblicazione nel 1975 venne da molti definita la Bibbia del jazz. Fu un’accoglienza entusiastica : comprensibile considerando che qui in Italia è sempre scarseggiata la traduzione e la pubblicazione di saggi musicali.
Sto parlando di “Jazz - La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana“, ad oggi il libro più completo ed autorevole disponibile in lingua italiana su questo argomento. Le numerose ristampe che si sono susseguite negli anni, confermano il valore e l’importanza di quest’opera che qualunque jazzofilo, ma anche chi vuole avvicinarsi alla materia, non può lasciarsi sfuggire.
Ma prima di presentare il libro, è d’obbligo qualche cenno sull’autore. Arrigo Polillo (1919-1984) è stato giornalista, critico, storico musicale ed organizzatore di molti importanti festival jazz nel nostro paese. E’ stato inoltre cofondatore, caporedattore e direttore della rivista “Musica Jazz” nata nel lontano 1945. Insomma un curriculum davvero notevole, specie tenendo conto del periodo storico in cui ha iniziato la sua attività (ovvero nella prima fase di sviluppo del jazz, perlomeno in Europa).
Questo libro rappresenta un pò la summa delle conoscenze e dei pensieri musicali di Polillo. Tra i molti pregi di “Jazz“, l’aspetto che maggiormente ho apprezzato è la sua suddivisione in 2 parti che, a conti fatti, rende più chiara e fruibile la materia. In questo modo Polillo ha evitato gran parte delle dispersioni che solitamente affliggono i libri di una certa lunghezza ed appropriatamente lascia al lettore il compito di “ricomporre se vorrà avere un quadro abbastanza completo della storia e dei valori del jazz“.
Più di 800 pagine dunque, di cui 300 circa per narrare la vicenda e altre 500 per descrivere il percorso artistico dai suoi principali protagonisti attraverso 48 schede monografiche (34 più le 14 aggiunte in seguito da Fayenz).
La prima parte è ricca di fascino grazie al modo in cui riesce ad evocare l’atmosfera dei tempi. Ci si immerge così tra le strade della New Orleans di inizio ‘900 per poi migrare verso le città industriali del nord (Chicago, New York, Kansas City). Partendo dalle radici del blues, dello spiritual e delle musiche bandistiche si segue la maturazione di nuove forme come lo swing, il bebop, l’hard bop e il free jazz. Gran parte della vicenda è trattata con una proprietà di analisi davvero fuori dal comune. Poi, una volta giunti agli anni ‘60, la capacità critica dell’autore segna il passo a causa di un’ideologia che oggi appare retrograda. Ma fa comunque piacere rilevare il suo appassionato sforzo di integrare l’ultimo periodo trattato col resto dell’opera.
Altrettanto valida e scorrevole risulta la seconda parte, in cui si traccia la biografia dei principali protagonisti del jazz (si parte da Jelly Roll Morton e si arriva ad Ornette Coleman) e si cerca di valutare il personale contributo che ciascuno di loro ha fornito alla vicenda narrata in precedenza. Anche qui Polillo si distingue per l’estrema bravura con cui riesce a condensare con minuziosa precisione e fluidità di scrittura gli aspetti umani con quelli puramente musicali, la vita privata con la carriera artistica.
L’edizione odierna (pubblicata nel 1997) si giova degli aggiornamenti curati da Franco Fayenz che riprende e completa la narrazione delle monografie degli artisti ancora viventi al momento della pubblicazione del libro aggiungendovi inoltre quelle di Gil Evans, Bill Evans e Keith Jarrett.
Ma forse il suo contributo più sentito ed efficace è il breve saggio critico dal titolo “Il secolo del jazz” dove opportunamente contestualizza e rivaluta l’opera. Qui Fayenz mette in risalto alcune idee fondamentali per l’epoca che stiamo vivendo. Concentrandosi sull’idea di “musica totale”, mette in guardia sulla possibilità di approdare a qualcosa di piuttosto inquietante ed asettico. Piuttosto, auspica l’avvento di un “ascoltatore totale” capace di un approccio privo di pregiudizi (e per questo più consapevole) verso tutte le musiche del mondo in modo da essere in grado di trarne il massimo del contenuto emozionale.
E di certo, un libro come questo ci mette sulla buona strada.
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