Posts Tagged ‘biologia vista e udito’

L’equilibrio biologico nel rapporto tra vista e udito

January 9th, 2010

3scimmie

E’ sempre bene ricordarcelo : la musica è rivelatoria.

Perché ci consente non solo di sapere ma anche di essere ciò che si sa. E ci dà la possibilità di approfondire un senso, quello dell’udito, in grado di dirci tantissimo su noi stessi e sul mondo che ci circonda.

Accade spesso che i dati raccolti dall’udito vengano trascurati o, cosa ancora più grave, male intesi. Ma proprio la musica ci consente di accedere a quell’equilibrio biologico che sta alla base della nostra armonia.

Il primato della vista nella vita dell’uomo pare non essere in discussione, specie nelle civiltà occidentali. Basta pensare alla cultura indotta dalla notazione musicale, una tradizione millenaria che è stata ed è certamente importantissima e utilissima. Ma anche un segno di come la percezione visiva sia riuscita a penetrare e ad imporsi in un campo che è uditivo per eccellenza.

Per questo è importante riscoprire e rivalutare ciò che si ode. Infatti, è tramite l’udito che possiamo captare l’energia vibrazionale intorno a noi nella maniera più precisa e completa. Sotto il profilo della discrezionalità, l’orecchio dimostra delle capacità comunicative di livello superiore sui nostri centri nervosi. Per esempio, esso è l’organo più adatto a cogliere le minime differenze cronologiche.

“E’ noto che, quando due pendoli rintoccano l’uno vicino all’altro, con l’orecchio si riesce ad essere precisi fino a circa 1/200 di secondo, e a stabilire se i loro battiti coincidono o no. L’occhio invece, se dovesse decidere tra la simultaneità o meno di due lampi di luce, fallirebbe già ad 1/24 di secondo o anche a frazioni di secondo molto maggiori”

Così scrive Hermann von Helmholtz, fisico e fisiologo tedesco dell’800 che ha portato un contributo fondamentale sulla conoscenza umana dell’udito. Effettuò studi pionieristici sulla risonanza, sui suoni armonici, sull’anatomia dell’orecchio e sulla fisiologia dell’udito.

Tutta l’energia elettromagnetica, (e con essa anche il nostro cervello) funziona e si muove attraverso la luce e il suono, espressi anche dalle loro unità minime, i fotoni e i fononi.

Quindi l’udito sta alla base delle nostre percezioni tanto quanto la vista. Sarebbe meglio dire che essi si completano a vicenda e svolgono funzioni complementari e reciproche.

Il loro rapporto rispetta un equilibrio naturale e matematico. Se guardo le righe di carreggiata al centro di una strada esse appariranno ai miei occhi sempre più piccole man mano che aumenta la distanza. Al contrario quando ascolto in successione tutte le note la sulla tastiera del pianoforte esse mi sembreranno alla stessa distanza l’una dall’altra.

Ma la realtà fisica ci dice tutto il contrario, perché sappiamo che le linee della carreggiata hanno la stessa lunghezza mentre i la del pianoforte seguono una progressione esponenziale ovvero ciascuno ha una frequenza doppia rispetto all’altra (55,110,220,440,880,1760 Hertz e così via).

Quindi possiamo dire che l’occhio vede in prospettiva ciò che è equidistante mentre l’orecchio ode equidistante ciò che è in prospettiva. Ma ci sono anche altre caratteristiche di complementarietà.

L’occhio può dare una direzione al suo sguardo e può chiudersi a piacimento mentre l’orecchio può accogliere tutto senza discriminare, anche mentre dormiamo. Queste caratteristiche sono dovute al tipo di movimento con cui i nostri sensi percepiscono l’energia vibrante.

L’udito è un senso multidirezionale ed ha un movimento centrifugo che abbraccia ed integra. La vista è un senso unidirezionale ed ha un movimento centripeto che discerne e focalizza. Allargando la prospettiva, possiamo comprendere che l’orecchio è un organo inclusivo, abile nel cogliere l’insieme mentre l’occhio è un organo selettivo abile nel cogliere il particolare.

Il rapporto tra vista e udito mantiene un equilibrio biologico basilare, ma ci sono anche gusto, olfatto e tatto. E’ bene tenere in considerazione tutti i sensi di cui disponiamo, senza trascurare nulla di ciò che percepiamo. Dandogli il giusto spazio e trattandoli con cura, automaticamente faremo altrettanto con noi stessi.

______

  • Share/Bookmark
Educazione & Cultura | Posted by Francesco Potestà