
BOB MARLEY & THE WAILERS
1978
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Quando penso a Bob Marley non posso fare a meno di notare l’incredibile qualità e quantità della sua carriera discografica. In 8 anni passati al servizio della Island di Chris Blackwell sono usciti 10 album tutti di altissimo livello.
La sua inesauribile vena creativa, è sempre stata proverbiale fino all’ultimo giorno. Quando ad esempio tra Gennaio ed Aprile del 1977 entrò in studio di registrazione con i Wailers, ne venne fuori con materiale sufficiente per la pubblicazione di 2 dischi. E si parla di 2 dischi strepitosi e non semplicemente validi.
Il primo, “Exodus” uscì quello stesso anno. Il secondo, “Kaya” l’anno successivo.
“Kaya” in particolare è l’album più solare e disteso della discografia di Marley e si chiude in bellezza con “Time will tell“. Come un colpo di fulmine, questa canzone mi ha conquistato sin dal primo ascolto.
E’ un brano un po’ atipico rispetto al modo di suonare dei Wailers. Prima di tutto il pezzo si segnala subito per l’assenza della chitarra in levare che è una delle caratteristiche più abituali del reggae. Inoltre, con la sua forte radice gospel è probabilmente il brano più soul che Bob abbia mai inciso.
Strumentazione ridotta all’osso con percussioni, basso, chitarra, tastiere e naturalmente la voce di Bob e il coro dei Wailers: il risultato d’insieme è visionario, profondo … e soprattutto rilassatissimo.
Sarà per quel pizzicato nitido della chitarra, sarà per il battito delle percussioni, sarà per quell’armonia soul così lieve e distensiva, fatto sta che amo incondizionatamente questo pezzo.
Time will tell??? Se è vero che il tempo ci dirà, è anche vero che il tempo ci ha già detto molto. Ci ha detto anzitutto che questa canzone non teme lo scorrere del tempo. A quasi 30 anni dalla scomparsa di Marley, “Time will tell” sale pian piano sempre di più nell’indice di gradimento generale.
In effetti è già stata citata e celebrata in diverse occasioni come nel 1990 quando Bunny Wailer l’ha usata per dare il titolo ad un album tributo. Ma anche 2 anni dopo quando i Black Crowes ne hanno fatto una bella cover mettendola in chiusura dello splendido “The Southern Harmony and Musical Companion“.
Comunque, con il profeta del reggae si va sempre sul sicuro. Pesca tranquillamente a caso tra quei 10 dischi e in ogni caso non sbaglierai. La sua musica è una garanzia!
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