BOSTON
1976
*per ascoltare clicca sul titolo della canzone
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Non sarà mica che la copertina del primo album dei Boston mi ha suggestionato troppo? Chissà!
In ogni caso se un giorno qualche extraterrestre dovesse venire a chiedermi di spiegargli cos’è il rock, so già cosa gli farei ascoltare:
“More than a feeling” dei Boston.
A dire il vero, i Boston sono stati forse una delle band più pacchiane della storia. Basta ascoltare l’album d’esordio per rendersene conto o anche limitarsi a prendere visione dei testi. Guidati dal compositore, chitarrista e tastierista Tom Scholz, il gruppo ha cavalcato uno pomposo hard rock radiofonico da classifica. Correvano gli anni ‘70 e si era all’inizio di un periodo di speculazione commerciale dell’hard rock (vedi anche Foreigner, Toto, Journey) che si estinguerà solo nei primi anni ‘90.
Ma in questo disco puoi apprezzare la capacità compositiva di Tom Scholz nell’esibizione opulenta ma comunque notevole di “Foreplay/Long Time“. O in alternativa puoi passare direttamente al frutto più gustoso, quella “More than a feeling” che merita davvero un discorso a parte.
Si presenta come una gradevole ballata introdotta dall’acustica. E poi nemmeno il tempo di terminare il primo verso ed ecco il lampo illuminante : un ingegnoso cambio di registro sposta il centro tonale una quarta sopra ed ecco che parte una sequenza di accordi che non lascia scampo.
Un riff di chitarra roccioso, limpido e solare che fa di questa canzone un classico fra i classici. La sintesi più immediata e rappresentativa di cosa può essere l’energia del rock allo stato puro.
Fai attenzione anche al pregevole passaggio dell’ultimo verso con la voce mostruosa di Brad Delp che vola su toni acutissimi prima di lasciar spazio al celebre riff.
Un brano praticamente indistruttibile, capace di resistere alle ingiurie del tempo. Anche Kurt Cobain dei Nirvana ha confidato di essersi ispirato al ritornello di “More than a feeling” per comporre l’altrettanto celebre “Smells like teen spirit“. E come dargli torto?
Che magnificenza! E così, nonostante tutto, anche i narcisisti Boston si ritagliano un pezzettino di cielo tutto per loro.
Nel frattempo restiamo in attesa che ci faccia visita qualche extraterrestre curioso di sapere cos’è il rock.
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