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Vecchio frack - Domenico Modugno

March 29th, 2011

domenico_modugno

VECCHIO FRACK

DOMENICO MODUGNO

1955

*per ascoltare clicca sul titolo del brano

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Spesso all’estero lo chiamavano ‘Mister Volare’ per via del celebre ritornello che gli recò fama planetaria. Ma, in ogni caso vien da chiedersi cosa ne sarebbe stato della musica italiana senza Domenico Modugno.

E’ stato lui il primo vero grande cantautore ad affermarsi nel dopoguerra e, a dirla tutta, è stato anche uno dei più grandi in assoluto.

Il suo repertorio musicale, poco conosciuto per via della scarsa considerazione generale di quel periodo storico e di una non semplice reperibilità del suo catalogo, ha poco o nulla da invidiare a quello di qualsiasi collega italiano o straniero

Di lui giustamente De André ha detto : “Per quello che mi riguarda, a darmi la carica per scrivere la mia prima canzone (”Nuvole barocche” che è del ‘58) è stato Domenico Modugno. E’ stato lui a dare il via al rinnovamento della canzone italiana, a far lievitare i cantautori.

Ciò è talmente vero al punto che è difficile immaginare come si sarebbe evoluta la scena italiana del dopoguerra senza il suo contributo. A oltre mezzo secolo di distanza, non si può non riconoscere a Modugno un ruolo centrale nel rifondare la popular music italiana moderna, e questo a prescindere dalla mitica “Nel blu dipinto di blu” che è la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi.

I suoi brani hanno coniugato con esemplare naturalezza la tradizione popolare italiana con quella americana. I suoi testi hanno attinto dai cantastorie e spesso dal dialetto (salentino, napoletano e siciliano). Domenico faceva tutto da sé ma a volte, per la stesura dei testi, collaboravano con lui Franco Migliacci e l’amico, attore e scrittore Riccardo Pazzaglia per le canzoni in napoletano.

Il suo talento poliedrico gli ha permesso di cimentarsi anche nel cinema (il suo primo amore), in teatro e in televisione. Complice il susseguirsi degli impegni, la vena musicale pian piano si è inaridita fino a deteriorarsi e a divenire stucchevole negli anni ‘70. Ma a quell’epoca ormai Modugno aveva già dato tanto, tantissimo alla canzone italiana.

Voglio ricordarlo qui con una canzone intramontabile come “Vecchio frack“. Questo brano si ispira alla vicenda di un principe, tale Raimondo Lanza di Trabia (marito dell’attrice Olga Villi), che si era suicidato nel novembre del 1954, all’età di trent’anni, gettandosi dalla finestra del suo palazzo in via Sistina a Roma.

Modugno ne ricava un testo che è uno dei più delicati, sensibili e profondi della musica di casa nostra. E’ formidabile il modo quasi cinematografico con cui descrive la scena così come la ricchezza delle metafore che creano un’atmosfera sospesa ed enigmatica.

Nell’accompagnamento di chitarra (che mi mette i brividi ogni volta) svolge anche la parte ritmica battendo la mano sulle corde e tambureggiando sulla cassa. Nel video si vede benissimo: un accordo accennato e poi due battiti. Una formula semplicissima eppure così incredibilmente suggestiva e irripetibile.

Domenico Modugno è stato grande soprattutto in questo: nel far sembrare semplice ciò che non lo è affatto.

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Il canzoniere | Posted by Francesco Potestà

Gli elementi base di una canzone

January 11th, 2009

In questo articolo voglio mostrare i principali elementi che compongono una canzone.  Per una migliore comprensione utilizzerò come esempio la mitica “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno (nella versione originale su 45 giri).

Tutti i termini inglesi per descrivere le varie parti di una canzone (song), solitamente derivano dal teatro musicale. Vediamo i più utilizzati tenendo sempre presente che si tratta di uno schema teorico generalizzato.

Intro - Ovviamente si tratta dell’introduzione ed è presente nella stragrande maggioranza delle canzoni. Solitamente è di tipo strumentale e può anche essere ottenuta con un semplice fade-in, ossia con un aumento graduale del volume. Nel caso preso in esame, il brano viene introdotto da un pianoforte che esegue quattro periodi di otto note ciascuno con un accompagnamento di archi.

Verse - Corrisponde alla nostra strofa e deriva dalla parte recitativa del teatro musicale. Di solito si tratta della parte narrativa e perciò non viene ripetuta nel corso della song. Qui è la parte cantata che recita ”Penso che un sogno così non ritorni mai più…” fino a “…nel cielo infinito” ed è composta da 4 versi.

Chorus - In italiano equivale grossomodo al ritornello e solitamente corriponde alla parte più semplice da memorizzare per l’ascoltatore. Lo schema classico prevede che segua sempre ad un verse. Si tratta della parte che inizia con ”Volare, ooh… Cantare, oooh…” fino a “…felice di stare lassù” e anche questa è composta di 4 versi.

Bridge - Tradotto significa ‘ponte‘ ed è una parte contrastante da verse e chorus, spesso di tipo strumentale. E’ chiamata così perchè serve da collegamento tra le altri parti della canzone. Ma va detto che un buon bridge può fare la differenza. Come in questo caso dove il bridge inizia con “e volavo volavo felice…”, prosegue per 12 battute e serve come collegamento tra un chorus e l’altro.

Coda - La parte conclusiva di un brano. Può essere utilizzata la classica sfumatura (fade-out). Oppure una vera parte finale che può chiudere in modo esclamativo, celebrativo o trasmettendo un senso di apertura, di irrisolto. Qui la coda è brevissima e netta. Solo due note su cui Modugno canta “…con - te”.

Hook - Si tratta del gancio, l’elemento memorabile di un brano. La frase musicale o il momento che attira maggiormente l’ascoltatore. Di solito si trova nel chorus e spesso corrisponde al titolo della canzone. In questo pezzo il gancio è naturalmente “Volare, ooh”. Si trova all’inizio del chorus e non corrisponde al titolo.

Queste sono le parti più studiate e più in vista di un brano musicale ma chiaramente ogni brano fa storia a sè. In un brano musicale queste parti possono essere tutte presenti o mancare del tutto.  In realtà non esistono regole ed è proprio in questo che sta la bellezza della musica.

Vi sono infatti tantissimi altri elementi che non possono essere schematizzati come ad esempio lo sviluppo di un tema, l’improvvisazione, i cambi di ritmo progressivi, le alterazioni dinamiche, le sfumature … e così via.

Ad ogni modo, in musicologia l’elemento della ripetizione è un parametro centrale per esaminare lo svolgimento di una canzone e per definire le sue parti.  Spero che questo post ti sia stato utile per chiarire alcuni aspetti della nomenclatura musicale e di come è fatta una canzone.

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Ascolto attivo, Educazione & Cultura | Posted by Francesco Potestà