Posts Tagged ‘dormono sulla collina’

3 canzoni da ascoltare … e da leggere

January 30th, 2010

musica-e-letteratura

Ho sempre amato leggere perché con un libro (o anche un e-book) puoi conoscere le cose in una maniera che non ha paragoni e che nessuna altra attività è in grado di darti.

Nella lettura tutto dipende da te. Sei tu e non altri a stabilire e mantenere il ritmo mentale da dare alla lettura. Hai la possibilità di fermarti a verificare, di riflettere e approfondire … insomma sei solo. Non c’è niente e nessuno che stabilisce per te come procedere e a che velocità andare.

Musica e letteratura sono sempre andate a braccetto e le loro commistioni hanno spesso dato risultati entusiasmanti.

Quando la letteratura ha preso ispirazione dalla musica sono venute fuori grandi opere come la “Sonata a Kreutzer“, il romanzo di Lev Tolstoj tratto dall’omonima sonata di Beethoven oppure “Mexico City Blues” di Jack Kerouac che si rifà ampiamente al jazz. Ma più spesso è stata la musica a trarre ispirazione dalla letteratura.

Un esempio di insuperata poeticità è “Non al denaro, non all’amore né al cielo” l’album di Fabrizio De Andrè tratto dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. In questa raccolta di poesie, l’autore americano racconta la vita di alcune persone morte e sepolte in un cimitero su una collina di un piccolo paese di provincia.

Lo stile semplice, creativo e spietatamente sincero di Masters unito alla pionieristica traduzione in italiano di Fernanda Pivano pubblicata nel 1943, periodo in cui vigeva ancora la censura del regime fascista, fecero innamorare di questi versi il giovane De André.

Con la preziosa collaborazione di Nicola Piovani, questo è uno dei dischi più belli di tutto il suo repertorio sotto ogni punto di vista. “Dormono sulla collina” è il brano d’apertura e ti conquista subito con le sue melodie morriconiane, gli splendidi inserti di flauto e violoncello e le chitarre folk su cui Faber scandisce il ricordo dei protagonisti di Spoon River.

Sempre nel 1971 esce un’altra opera fondamentale della musica italiana perché rappresenta una svolta verso i nuovi temi stilistici del rock progressivo. Si tratta di “Caronte” il secondo album dei Trip, una band fondata a Londra con suono e testi tipicamente inglesi ma i cui membri sono italianissimi.

Il titolo dell’album cita il traghettatore Caronte, uno dei personaggi principali della “Divina Commedia” di Dante Alighieri. Qui il tema dantesco dei maledetti condannati ad attraversare il fiume, viene ripreso, attualizzato e traslato sulle figure di Jimi Hendrix e Janis Joplin.

L’ultima ora” è uno dei pezzi più evocativi con le sue variazioni di ritmo e quel memorabile inciso di basso che fa da tema conduttore del brano. Le tastiere di Joe Vescovi sono in grande evidenza e lungo tutto il disco soffia forte il vento del movimento progressive che sta prendendo piede in Italia.

Infine ti voglio segnalare un’altra grande opera nella storia della letteratura ovvero “1984” di George Orwell. Romanzo apocalittico che merita una lettura approfondita, con una storia ingegnosa ed inquietante capace come poche altre di far riflettere sui concetti relativi di libertà e di pensiero indipendente.

David Bowie ne trae ispirazione per alcune canzoni di “Diamond dogs“, album del 1974 a metà strada tra il periodo del glam rock caricaturale (”Ziggy Stardust”, “Aladdin Sane”) e la fase del soul elettronico (”Young americans”, “Station to station”).

Contiene la splendida e omonima “1984” che ha un effetto timbrico di chitarre che ricalca in pieno il mitico Isaac Hayes di “Shaft”. Il tema trattato è valorizzato dalle forti sfumature drammaturgiche e da un amore per l’operetta teatrale che diventa palese nel coro “come see, come see, remember me“.

3 canzoni da ascoltare … e da leggere, perché da sempre le grande musica promuove la lettura.

______

  • Share/Bookmark
Ascolto attivo | Posted by Francesco Potestà