
JOHN COLTRANE
1963
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Che si parli di jazz o meno, chi non ha mai sentito nominare almeno una volta John Coltrane?
Chi non ha mai avuto il piacere di ascoltare questo gigante del jazz, capace di incidere in profondità su tutta l’arte del ‘900 passando con indifferente e geniale naturalezza dal bebop al jazz modale sino al free jazz? Autore e interprete di dischi fondamentali col suo sax (tenore e soprano), Coltrane era un uomo attratto dal misticismo indiano ed un esploratore a tutto tondo della materia sonora.
Bene, un’opera come”Ballads” è l’occasione giusta per sopperire a questa eventuale mancanza. Qui è in azione il suo quartetto storico : McCoy Tyner al piano, Jimmy Garrison al basso ed Elvin Jones alle percussioni. Tutti musicisti di altissima levatura e prestigio con cui ‘Trane’ ha condiviso gran parte della sua produzione nel corso degli anni ‘60.
Il brano che apre l’opera è “Say it (over and over again)“, una delle ballate più dolci e sensuali di sempre, dove sassofono e pianoforte si incastonano magnificamente. Prima è il sax che sviluppa la melodia ed il piano l’accompagnamento, poi è il piano ad eseguire il solo cedendo il passo al sax nella seconda parte.
A questo proposito, trovo particolarmente adorabile il modo con cui il basso e i piatti accentano la battuta creando un ritmo più ostinato sulla melodia secondaria … in questo modo riescono a dare ancora più slancio e intensità quando riprende il refrain principale.
Al pari di “Say it (over and over again)” tutto l’album è composto da 8 standard riarrangiati che concedono poco all’improvvisazione. Il sassofonista torrenziale, quello pieno di travolgenti e coinvolgenti soluzioni armoniche, qui si lascia condurre dalla lentezza delle ballate e condisce con rilassata delicatezza questo disco. Forse anche a causa del suo carattere insolito, un album come “Ballads” viene raramente citato tra i suoi capolavori.
Ma i suoi meriti sono molteplici. E’ uno di quei rari dischi che ti accarezzano e ti cullano senza mai abbandonarsi al melodramma e senza mai rinunciare alla sperimentazione e alla creatività che hanno sempre contraddistinto ‘Trane’ nel suo percorso musicale.
Insomma, un album ideale per chi approccia per la prima volta la musica jazz, per chi vuole dare un’atmosfera romantica alla sua serata, ed infine anche per chi chiede musica vibrante, di qualità, capace di soddisfare il puro ascolto.
Perché cari signori, qui si sta parlando di John Coltrane … e scusate se è poco!
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