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A caccia di EP - An ideal for living (6a puntata)

January 13th, 2010

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Extended Play (o EP) è il nome dato nel settore discografico ai dischi in vinile o ai cd la cui durata sia superiore a un singolo e inferiore a un album. E’ una specie di terra di mezzo. Un formato solitamente molto difficile da reperire sul mercato, ma che ci ha lasciato spesso tesori da salvaguardare. E’ giunto il momento di dargli la caccia! “

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AN IDEAL FOR LIVING

JOY DIVISION

1978

<puntata precedente>

Dicembre 1977. Un gruppo chiamato Warsaw (nome preso da un brano strumentale di David Bowie) entra in studio di registrazione e incide 4 tracce. Non potendo fare altrimenti, i 4 componenti della band si autoproducono.

Nel frattempo cambiano nome in Joy Division e con una versione 7 pollici pubblicata nel giugno del 1978 in edizione limitata a 1000 copie e una versione a 12 pollici in settembre, cambiano anche la storia del rock.

L’Ep si intitola “An ideal for living” con in copertina il disegno di un ragazzo della Gioventù Hitleriana intento a suonare il tamburo. Testimonianza delle atrocità dei campi di sterminio, parte da qui il viaggio senza ritorno di Ian Curtis tra le desolazioni dell’animo umano.

E’ solo un Ep autoprodotto, ma la musica della band inglese non ha bisogno di accorgimenti particolari per spiccare il volo. E così sarà!

Se qualcuno nutre dubbi sulle radici del gruppo, con questo EP non può di certo sbagliare.”An ideal for living” è punk in senso stretto. Trattandosi dei Joy Division, è a tinte dark, ma è pur sempre punk e pure di gran pregio.

Il rock’n'roll è ancora ben udibile tra le 4 tracce. I ritmi sono nervosi e veloci e la chitarra di Bernard Sumner suona tagliente e senza orpelli secondo i canoni del periodo. La voce di Ian Curtis grezza ed insofferente, a tratti irriconoscibile, non ha ancora i toni profondi e apocalittici che seguiranno ma è perfetta per questi brevi schizzi di angoscia e ribellione.

Dulcis in fundo, la sezione ritmica di Peter Hook (basso) e Stephen Morris (batteria) che ti dà i brividi lungo la schiena a ogni passaggio già in questo debutto. “An ideal for living” mette in gran risalto il loro lavoro.

Sono poco più di 12 minuti, ma tanto basta. “Warsaw” con i suoi accordi discendenti tipici del punk inglese e “Failures” con uno Stephen Morris da favola sono i pezzi più veloci e stabiliscono nuovi vertici espressivi del punk fine anni ‘70.

Mentre il dark fa capolino in “Leaders of men” con linee di basso inquiete e la voce echeggiante di Ian Curtis e in “No love lost” con le sue fascinose dinamiche tra rullante e charleston e un ostinato di chitarra che è uno dei tratti più geniali del sound Joy Division.

Un piccolo gioiello da non perdere specie per un gruppo che, per cause di forza maggiore, è stato attivo nel breve e intenso volgere di 3 anni.

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Caccia ai tesori sepolti | Posted by Francesco Potestà