I HEARD IT THROUGH THE GRAPEVINE
MARVIN GAYE
1968
*per ascoltare clicca sul titolo del brano
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Dove sta il confine tra libera espressione artistica ed esigenze economiche di una casa di produzione? E’ una domanda stimolante ed insolubile che nel corso della storia ha riservato non poche sorprese tra celebri sabotaggi e annose diatribe legali.
Di certo la vicenda artistica di Marvin Gaye, uno dei più grandi soulman di sempre, è emblematica di questo ineludibile confronto-scontro tra ‘disinteresse artistico’ e ‘interesse economico’.
La musica di Marvin Gaye è indissolubilmente legata all’etichetta Motown di Berry Gordy, una macchina economica capace di sfornare hit da classifica per oltre un decennio. In questo caso la collaborazione tra le parti in causa non si ruppe ma andò avanti tra mille difficoltà per quasi tutta la sua carriera.
Lo spirito indipendente ed il desiderio di libera espressione del nostro stridevano nettamente con la rigida struttura aziendale messa in piedi da Gordy. Parecchie volte vi furono scintille e, per nostra fortuna, Gaye riuscì nei primi anni ‘70 a conquistarsi l’indipendenza artistica necessaria per incidere capolavori come “What’s going on” e “Let’s get it on” che sono autentiche pietre miliari del ‘900 americano.
E così dal pop romantico e melenso degli anni ‘60 in tipico stile Motown, Marvin Gaye vira verso una musica ben più matura e profonda tanto nei suoni che nelle tematiche, senza per questo perdere una briciola del suo proverbiale appeal vocale.
“I Heard It Through The Grapevine” è la classica canzone a metà strada tra queste due fasi della sua carriera e per intensità e suggestione si eleva e si discosta nettamente dalle altre produzioni Motown dell’epoca. Scritta da Norman Whitfield e Barrett Strong nel 1966, ebbe una gestazione travagliata passando di mano in mano tra i vari artisti della scuderia, finché Marvin Gaye non la fece definitivamente sua. Venne pubblicata nel 1968 e, manco a dirlo, il successo fu clamoroso. E pensare che Berry Gordy non la riteneva adatta ad essere pubblicata.
Fu anche grazie a canzoni come questa che Marvin accumulò il credito necessario per svincolarsi dalle pressioni della casa discografica ed ottenere piena libertà d’azione.
Questa versione è tratta dal concerto di Montreaux del 1980, ovvero una delle sue performance migliori. Un concerto pulsante, carico di adrenalina, in cui risaltano le percussioni e con uno stile funkeggiante in bella evidenza. E’ reperibile su dvd e doppio cd targati Eagle Records.
In questo pezzo reso lussureggiante dalla nutritissima quantità di strumentisti e coristi, Gaye gioca e improvvisa sul formidabile groove di base riuscendo ad affrontare gli sbalzi dall’acuto al falsetto con la sicurezza e la classe che lo hanno sempre contraddistinto. Solo lui sa rendere il senso di inquietudine e confusione che traspare dal testo.
Per concludere mi concedo un’ultima nota di colore : la giacca rossa che Marvin indossa nel video è davvero favolosa! La voglio anch’io!
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