
Ricorda: “La mappa non è il territorio.”
Ecco in sintesi, uno dei principi base della musicologia.
A rendere famosa questa frase fu il filosofo, ingegnere e matematico polacco Alfred Korzybski (1879-1950), fondatore della ‘Semantica Generale’.Le sue ricerche erano orientate allo studio e allo sviluppo della coscienza dell’astrarre presenti in ogni essere umano.
In sostanza, le percezioni che abbiamo della realtà circostante sono limitate 1) dalla struttura del nostro sistema nervoso e 2) dalla struttura del nostro linguaggio. Quindi, possiamo sperimentare il mondo solo attraverso le nostre impressioni sensoriali e il nostro linguaggio.
“La mappa non è il territorio” è diventata la frase che meglio rappresenta i suoi studi ed oggi è uno dei principi fondamentali in metodologie molto diffuse come la PNL.
Naturalmente la mappa è un elemento essenziale per l’uomo, perchè gli serve per orientarsi e per comunicare con gli altri. Ma in ogni caso, le impressioni (non verbali) e i linguaggi (verbali) produrranno sempre una mappa che sarà più o meno equivocabile, distorta e ridotta rispetto all’oggetto o evento considerato.
Questo concetto ha validità universale. Ora vediamo nello specifico le possibili applicazioni in campo musicale.
LE IMPRESSIONI
Le impressioni sono determinate dalla sensibilità (= abilità dei sensi). Ma in realtà la nostra sensibilità è molto inferiore alle possibilità che le sono proprie, arrivando a volte fino al punto di annullarsi. Questo avviene quando l’ascolto reattivo prende il posto dell’ascolto attivo e cioè nella stragrande maggioranza dei casi.
Nell’ascolto reattivo, l’evento sonoro causa delle associazioni di pensiero automatiche nell’ascoltatore. Per questo motivo le sue impressioni sonore saranno pre-stabilite e limitate dai suoi processi mentali interni. L’ascolto reattivo è caratterizzato dal percorso mentale Associazione > Classificazione > Condizionamento.
Nell’ascolto attivo invece è l’ascoltatore che compie un atto di partecipazione all’evento sonoro. Pertanto le sue impressioni sonore saranno alimentate dall’attività dei sensi ed in uno stato di continua rielaborazione. L’ascolto attivo è caratterizzato dal percorso mentale Partecipazione > Elaborazione > Apprendimento.
Ad ogni modo, che si tratti del primo ascolto o del millesimo, che la musica ci piaccia o che non ci piaccia, non possiamo sottrarci alle impressioni. Abbiamo però la possibilità di muoverci tra questi due poli: uno fertile e l’altro sterile. Come dire: “Vivere la musica o sopravvivere alla musica”. La differenza che passa tra le due condizioni è abissale ma invisibile perché si manifesta e si consuma nell’attimo che scorre.
IL LINGUAGGIO
Come detto, la struttura del linguaggio verbale limita le nostre percezioni. Quando il linguaggio esterno diventa linguaggio interno, influenza e spesso sostituisce completamente le nostre percezioni.
Questo avviene perché il pensiero razionale ha la naturale tendenza a predisporsi e conformarsi al linguaggio parlato. Essendo sottoposta agli schemi mentali della parola, la realtà che riusciamo a percepire viene ulteriormente limitata e distorta.
Tale limitazione assume caratteri ancora più evidenti e paradossali in musica. Così, ad esempio, parlare di generi musicali può essere utile (a volte) per comunicare con gli altri mentre il pensare per generi musicali è semplicemente una forma di prigionia mentale. E il passaggio dalla parola al pensiero è davvero breve … inconsapevolmente breve.
Ma proprio sotto questo aspetto, la musica rappresenta un’attività formidabile. Infatti, il significato musicale trascende il significato semantico. Per sua stessa natura, la musica richiede e allo stesso tempo stimola nell’ascoltatore la capacità di discernere tra parola e percezione.
IL MESSAGGIO
In conclusione, “La mappa non è il territorio” è sintesi e simbolo di un messaggio più che mai attuale e più che mai pieno di significati.
Questo messaggio ci ricorda che la musica è la rappresentazione sonora di un insieme sterminato di elementi che si compenetrano e sono in continuo movimento. Ogni singolo brano ne contiene una quantità incredibile: elementi di carattere psicologico, fisico, emotivo, culturale, storico, sociale, estetico, linguistico e via via … ad libitum!
E ci ricorda che l’essenza della musica la possiamo trovare solo in noi stessi. Nel nostro intimo piacere di ascoltare.
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