
NIRVANA
1988
*per ascoltare clicca sul titolo del brano
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Quando nel Novembre del 1988 la Sub Pop pubblica il primo singolo dei Nirvana, nessuno può neanche lontanamente immaginare che nel giro di 3 anni quella band cambierà la storia del rock. Eppure (come sempre accade col senno di poi) quel primo acuto reca già tutti i segnali di una potenzialità artistica e commerciale pronta ad esplodere.
Segue l’apprezzabile disco d’esordio (”Bleach“) che viene pubblicato nel Giugno del 1989. Pur contenendo un’altra memorabile avvisaglia del futuro prossimo come “About a girl“, è un album impregnato di metal e ci fa sentire un Kurt Cobain che sta ancora prendendo confidenza con le proprie doti di compositore.
Ma in “Love buzz” sono già in primissimo piano la vena melodica, lo stile grezzo e semplice, il giusto mix tra punk, pop, hard-rock e distorsione psichedelica e naturalmente il canto ora tenue e ora urlato (ma sempre sofferente) del leader.
Trattandosi di un esordio, non c’è da stupirsi del fatto che la band si cimenta con una cover. Infatti si tratta di un brano realizzato nel 1967 dagli Shocking Blue, gruppo olandese attivo fino a metà anni ‘70.
La genesi di “Love buzz” è dovuta a Krist Novoselic e alla sua passione per gli lp usati che andava regolarmente a spulciare nei negozi di dischi. Fu in una di queste occasioni che fece conoscenza con la musica degli Shocking Blue. Al contrario di Krist, Kurt non né rimase granché impressionato ma ciononostante si mise al lavoro per trovare un arrangiamento soddisfacente a questo pezzo senza stravolgerne l’immediatezza. Per delucidazioni puoi ascoltare qui la versione originale.
Il risultato fu più che soddisfacente e la band cominciò a proporla dal vivo. Quando si trattò di registrare un singolo, fu il proprietario della Sub Pop Jonathan Poneman a consigliare il pezzo. Detto e fatto … quel primo singolo permise loro di farsi un nome nel circuito virtuoso delle band di Seattle. Pochi mesi dopo entrarono nuovamente in sala di registrazione e, per una spesa di appena 600 dollari, in sole 30 ore incisero “Bleach“.
E’ un disco volutamente grezzo ed ossessivo, che usa il rumorismo come tramite per esprimere l’inquietudine giovanile che lo caratterizza. 13 tracce in cui si possono cogliere i principali riferimenti (Melvins in primo luogo ma anche Black Sabbath, Led Zeppelin, Sonic Youth, Pixies, Husker Du ecc.).
Poi il lirismo di Kurt Cobain porterà i Nirvana al rivoluzionario “Nevermind“. In fondo, è soprattutto grazie a lui se oggi possiamo godere della musica di altre formidabili band del nord-ovest americano come Soundgarden, Screaming Trees, Pearl Jam, Alice in Chains e compagnia bella.
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