
P S I C H E D E L I A .
Una parolina suggestiva e sfuggente, usata (e abusata) in 1000 modi e nelle situazioni più disparate.
Ma nell’universo della musica è una parolina dalle proprietà magiche e rivelatorie.
Ecco in sintesi la sua origine, il suo significato e le sue caratteristiche.
ORIGINE
Il termine fu coniato per la prima volta nel 1956 dallo psichiatra Humphry Osmond che in una lettera ad Aldous Huxley lo utilizzò per definire le sostanze che “liberano il pensiero dalle sovrastrutture delle convenzioni sociali“.
Un termine che preso cosi com’è, sta a indicare il cosiddetto allargamento della coscienza. Ma nell’immaginario collettivo, vi è l’idea di una musica psichedelica che viene spesso associata o fatta derivare all’assunzione di sostanze allucinogene.
Se è vero che droga e psichedelia si sono incrociate molte volte, è altrettanto vero che la presenza dell’una non implica che ci sia anche l’altra e viceversa. Ci vuole un minimo di discernimento per non rischiare, come si usa dire, di gettare via il bambino con l’acqua sporca.
Comunque sia, storicamente parlando, da quel momento in poi questo ideale psichedelico si è esteso in molte discipline artistiche, prima tra tutte la popular music.
In particolar modo, la seconda metà degli anni ‘60 è stato un periodo d’oro per la musica psichedelica che partendo dalla Bay Area di San Francisco si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. Un periodo così ricco ed intenso, da influenzare pesantemente la popular music dei decenni successivi.
SIGNIFICATO
Se la nascita del termine è piuttosto recente, al contrario il suo significato profondo è antichissimo e probabilmente risale fino alle misteriose sorgenti della musica.
Lo si può comprendere dall’etimologia della parola. Psichedelia deriva dal greco (psiché - anima) e (delos - manifestare, rivelare).
Quindi, in sostanza, la psichedelia è esplorazione e osservazione del proprio spazio interiore attraverso la musica. Una musica che è compenetrata da elementi di spiritualità, psicologia e misticismo.
Perciò non si tratta né di un genere, né di uno stile. Non appartiene a nessun particolare tipo di musica e nemmeno a un particolare periodo storico. Molto più semplicemente, la psichedelia è un’attitudine.
Un’attitudine musicale in cui ci si propone di modificare la percezione abituale allo scopo di raggiungere livelli più profondi di coscienza. E questo vale per chi suona e soprattutto per chi ascolta.
CARATTERISTICHE
Trattandosi di un’attitudine, la psichedelia può manifestarsi a qualunque livello e in qualunque elemento della musica. E può essere ottenuta in tantissimi modi.
Può far parte della struttura della musica. Alcuni esempi sono l’utilizzo di particolari sequenze di accordi, le alterazioni delle scale armoniche, i cambi di ritmo, la dilatazione del brano e le sovrapposizioni melodiche.
Oppure può riguardare il suono. Possono esserci delle alterazioni nel timbro degli strumenti: distorsioni, filtri ed effetti di ogni genere. Ma possono esserci anche delle dissonanze, delle pulsazioni o i classici rumori di fondo.
E può essere ottenuta semplicemente tramite la parola. La troviamo nell’utilizzo di metafore e simbolismi ma anche nella maniera con cui viene interpretato un testo.
Ma, per la sua capacità di trasmetterci emozioni, il vero fattore chiave della psichedelia è il riverbero. Che cos’è il riverbero???
Detto in parole povere, il riverbero è il flusso del suono che si espande nell’ambiente circostante. Attraverso di esso siamo in grado di percepire la distanza che ci separa dalla sorgente sonora, la sua posizione e il tipo di ambiente in cui questo suono è stato generato.
E purtroppo è un fattore che, complice l’avvento del digitale, viene clamorosamente trascurato nella musica odierna.
RIFLESSI PSICHEDELICI
Più in generale possiamo dire che la musica psichedelica ci stimola a oltrepassare i vincoli della nostra logica ordinaria.
Musica che produce riflessi benefici sulla mente attraverso l’allargamento della prospettiva, i cambi di dimensione e le sperimentazioni dello spazio sonoro. E questi riflessi si estendono su ogni tipo di musica.
La puoi trovare ovunque!
… dalle opere di Richard Strauss ; per farti un’idea ascolta “Also sprach Zarathustra“.
… fino alle opere di Jimi Hendrix che una volta disse:
“Cerchiamo di fare della musica libera, dura, che picchia forte sull’anima, per fare in modo che si apra.”
E allora che sia psichedelia … per andare alla scoperta della nostra anima.
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