
Sei pronto per un meraviglioso viaggio interstellare?
Se la risposta è si, allora salta sull’astronave Van der Graaf Generator. Buon per te se già li conosci, altrimenti ti consiglio vivamente di correre ai ripari.
Trattasi di una band inglese che suona progressive. “Pawn hearts” fu il loro vertice e risale al 1971. Non raggiunsero grande celebrità ma in ogni caso all’epoca non passarono inosservati specie tra il pubblico italiano. Fatto atipico, nel 1972 rimasero per 8 settimane in hit parade. Data la loro scarsa notorietà mi pare doveroso dare una rispolverata agli archivi.
Il capitano dell’astronave è Peter Hammill (voce, pianoforte e autore principale). Gli altri componenti dell’equipaggio rispondono ai nomi di David Jackson (sassofono e fiati), Hugh Banton (tastiere e basso) e Guy Evans (batteria). L’ospite di prestigio è Robert Fripp, il capitano dell’astronave King Crimson che è sempre rimasto affascinato dal loro sound alieno.
Bene … adesso allaccia le cinture e ascoltati questa “Man-Erg” che è una delle punte di diamante più luminose di tutti gli anni ‘70.
Il testo allude alla molteplicità interiore di ognuno di noi ed infatti le prime due strofe iniziano rispettivamente con :
“L’assassino vive dentro di me, riesco a sentirlo muovere… “
“Gli angeli vivono dentro di me, riesco a sentirli sorridere… “
A dispetto di altre formazioni coetanee come Genesis e Yes, i testi dei Van der Graaf Generator non sconfinavano mai nel fantastico. Peter Hammill aveva un approccio più drammaturgico e intimista e questo si rifletteva ovviamente anche nella musica.
“Man-Erg” in questo senso è esemplare.
Si parte subito con una linea di pianoforte distesa e la melodia liricissima di Hammill punteggiata dai sintetizzatori che fanno la parte solitamente eseguita dagli archi … poi entra la batteria ed il suono si fa corale … sontuoso Evans che con sottilissime variazioni ritmiche ci conduce fino ad un devastante cambio di tempo … i sassofoni, accompagnati da chitarra e tastiere, sono lanciati in una corsa furiosa, apocalittica … intanto il canto di Hammill si inasprisce e l’armonia si espande in uno spazio alieno e dissonante …
… dopo la tempesta si rallenta e l’organo di Banton ci conduce alla melodia secondaria (più sommessa ma altrettanto stupenda)… di sublime delicatezza l’assolo di sax di Jackson con in sottofondo la chitarra sempre minacciosa di Fripp … dopodiché si torna alla melodia principale che stavolta si dissolve in un coro epico … intanto si sovrappone nuovamente il furioso cambio di tempo che crea un meraviglioso intarsio di armonie … chiusura solenne sulla tonica ed eccoci alla fine … sono passati solo 10 minuti ma sembrano anni luce.
Che dire! Ascoltalo più e più volte! Spero che queste righe ti possano servire come introduzione al brano.
Il disco in questione include altri due capitoli tra i più belli dei VDG Generator : ”Lemmings” coi suoi splendidi intrecci ritmico-melodici e “A plague of lighthouse keepers” una suite di 23 minuti divisa in 10 parti che occupa tutto il lato B dell’album.
Dall’astronave VDG Generator, passo e chiudo!!!
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