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Biko - L’inno di Peter Gabriel

June 7th, 2010

peter_gabrielBIKO

PETER GABRIEL

1980

* per ascoltare clicca sul titolo della canzone

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Certe canzoni segnano delle tappe fondamentali nella storia della musica … da qualunque punto di vista le consideri.

Di certo per Peter Gabriel un brano come “Biko” ha rappresentato una svolta decisiva per la sua carriera sia per i valori musicali che racchiude, sia per i suoi profondi significati extra-musicali.

Dedicato alla memoria dell’attivista politico sudafricano Stephen Biko (morto torturato in carcere), il pezzo fu per molto tempo sottoposto a censura dal governo del Sudafrica, ma divenne in breve un vero e proprio inno internazionale contro l’apartheid.

L’ex Genesis racconta cosa lo ha spinto a scrivere il testo : “Le parole della canzone le ho realizzate leggendo le varie cronache dell’arresto di Biko. All’epoca, come molti altri, ero convinto che fosse sufficiente per proteggerlo. Fu un vero e proprio schock la notizia della sua morte. Non fu facile per me, in ogni caso, stabilire se era opportuno o no che entrassi nel mondo dei testi politicizzati. Parlai con i miei amici, discussi del fatto che dopotutto venivo da una media borghesia bianca inglese e avevo il retaggio culturale tipico della mia estrazione sociale. In pratica, non ero sicuro di venir preso sul serio. Alla fine però ero talmente convinto, credevo talmente tanto in ciò che scrivevo, che non ebbi più alcun dubbio. Fu una svolta determinante nella mia carriera di musicista e paroliere.”

Per quanto riguarda la musica, Peter Gabriel ha svolto un lavoro essenziale, perfettamente in linea con le parole. Costruisce un giro armonico che rimanda direttamente alla musica africana, lo introduce con un coro funebre in lingua xhosa (l’etnia di Biko) e tramite una strumentazione strategicamente ridotta all’osso ottiene un’atmosfera rarefatta e piena di forza ancestrale.

Su una base elementare di percussioni che proseguono incessanti lungo tutto il pezzo, intervengono brevi inserti di piano, meravigliose linee tratteggiate dalla cornamusa e una serie di splendidi cori africani che si intrecciano e salgono inesorabili verso il cielo.

Sulla falsariga di “Biko“, tutto l’album (il terzo di Peter Gabriel da solista) rappresenta per molti motivi un punto chiave della sua discografia. Per il minimalismo derivato dalla new wave, per l’utilizzo dell’elettronica e per le contaminazioni etniche che aprono alla cosiddetta world music.

Infatti cominciano da qui le idee che faranno di Gabriel un infaticabile ambasciatore delle musiche popolari provenienti da ogni angolo del mondo. Ma ci sono novità rilevanti anche nel suono della batteria che, completamente priva di piatti, non è mai stata così nitida e potente.

Ecco la traduzione in italiano del testo :

Settembre ‘77  /  Port Elizabeth, condizioni metereologiche buone

Era il solito lavoro  /  nella stanza della polizia 619.

Oh Biko, Biko, perché Biko  /  Oh Biko, Biko, perché Biko

Yihla Moja, Yihla Moja  (*)

L’uomo è morto.

Quando cerco di dormire, la notte  /  riesco a sognare solo in rosso

Il mondo fuori è bianco e nero  /  e solo uno di questi due colori è morto.

Oh Biko, Biko, perché Biko  /  Oh Biko, Biko, perché Biko

Potete spegnere una candela  /  ma non potete spegnere un fuoco

Una volta che le fiamme cominceranno ad attecchire  /  il vento le soffierà più in alto.

Oh Biko, Biko, perché Biko  /  Oh Biko, Biko, perché Biko

L’uomo è morto  /  e gli occhi del mondo  /  ora, lo stanno guardando  /  ora, lo stanno guardando.

(*)  Yihla Moja in lingua xhosa vuol dire “vieni spirito”.

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Il canzoniere | Posted by Francesco Potestà