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Song of the wind - Santana

November 30th, 2011

santana_band

SONG OF THE WIND

SANTANA

1972

*per ascoltare clicca sul titolo del brano

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E’ una serata piuttosto tranquilla (o quasi) e sono impegnato a raggruppare un po’ di dischi in previsione di un imminente trasloco.

Nel bel mezzo di questa dolce fatica l’occhio cade su “Caravanserai” un album dei Santana. Mi soffermo un secondo e penso che con una copertina come quella a chiunque verrebbe voglia di ascoltarlo. E per tutti quelli come me che l’hanno già ascoltato, la voglia raddoppia.

In un lampo so già quel che farò, conscio di quanto sia inutile opporre resistenza alla musica quando mi chiama a sé. Metto su il disco e traccia dopo traccia mi rendo conto di quale sarà la prossima mossa : un bell’articoletto per musicArmonica.

La mia scelta è caduta su “Song of the wind“, una vera primizia. Canzone davvero splendida con lo scintillante suono della Gibson di Carlos Santana, le evocative svisate dell’organo, la fascinosa selva di percussioni e le preziose tessiture di un basso mai domo. Un pezzo che fa da collante tra il Santana più conosciuto, quello delle prime produzioni, e il Santana del periodo ‘mistico’ che idealmente comincia proprio con quest’album.

Siamo nel 1972 e questo è il momento in cui il gruppo riesce a fondere con innegabile fascino e irripetibile maestria le diverse influenze a cui è soggetto : il rock, il jazz, la musica latina, africana, araba e un approccio misticheggiante figlio dei nuovi interessi religiosi del suo leader. Dopo l’ascolto di “Caravanserai“, sembra superfluo aggiungere che Santana non si ripeterà mai più su questi stratosferici livelli.

Con quest’opera, la band si riallaccia al discorso musicale intrapreso da John Coltrane sul versante jazzistico e contribuisce a dare un nuovo impulso a quella contaminazione che più avanti porterà ad altri movimenti artistici come la world music e la new age. Ma ciò che più conta è che qui il virtuoso musicista messicano ci regala una delle sue gemme più preziose e rare.

E ora, dopo esser stato testimone dei poteri emanati da quella specie di sciamano dei suoni, posso riprendere la mia dolce fatica più felice di prima.

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Il canzoniere | Posted by Francesco Potestà