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Superstition - Stevie Wonder

June 25th, 2010

stevie_wonderSUPERSTITION

STEVIE WONDER

1972

* per ascoltare clicca sul titolo della canzone

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Ci sono certi groove che ti si incollano addosso e non ti mollano più. Sono linee armonico/melodiche che si autorigenerano ad ogni giro e potrebbero andare avanti per ore senza mai stancare.

E’ proprio quello che succede con la contagiosissima “Superstition“.

Completamente scritto, arrangiato, suonato e prodotto da Stevie Wonder, fu il singolo che lanciò l’album “Talking Book“. Con questo disco l’ancor giovane musicista, che all’epoca aveva appena 22 anni, comincia ad affermarsi come uno dei più grandi geni di sempre in ambito soul.

Siamo nel 1971 e, seguendo la scia di colleghi già affermati come Isaac Hayes e Marvin Gaye, il ragazzo prodigio stipula un nuovo contratto con la Motown che gli permette finalmente di assumersi tutte le responsabilità sul proprio operato.

Senza più ostacoli di fronte a sé, Wonder può sprigionare la sua ispirazione in una serie di sommi capolavori della musica soul aggiungendovi di volta in volta funk, pop, elettronica, musica latina e quant’altro. Poi, con placida e compiaciuta rilassatezza continuerà a produrre ma senza più lo spirito e la verve che gli avevano permesso di polverizzare gli anni ‘70.

Superstition” è uno dei brani simbolo del musicista. Il memorabile giro funky venne fuori da una ispirata session in coppia con Jeff Beck. Stevie ricambierà generosamente il favore firmando due splendidi pezzi in un album del chitarrista (”Blow by blow“).

Ma oltre alle enormi capacita compositive, l’artista americano è anche un favoloso polistrumentista. Spesso e volentieri registrava da sé tutte le parti di un pezzo. Qui ad esempio, a parte la tromba e il sax, ha registrato personalmente tutti gli strumenti (voce, piano elettrico, basso e batteria).

Il modo particolarissimo di suonare la batteria è uno dei segreti del pezzo : Stevie è bravissimo nel mantenere sia il ritmo che la tensione. Ascolta la parte di charleston che risulta ogni volta diversa per intensità, durata e numero di colpi.

L’orchestrazione e l’arrangiamento dei fiati sono a dir poco illuminanti così come il fatto che in certi punti il basso ne ripete la melodia nota su nota. L’atmosfera è resa ancora più incandescente dal clavinet, il caratteristico piano elettrico dai sapori funky di cui Stevie è uno dei più grandi interpreti.

Si potrebbe andare avanti per ore a suonare e danzare su questo groove, ma con uno come Stevie Wonder bisogna prestare attenzione anche ai testi.

Desidero lasciarti con le parole del ritornello perché fanno riflettere!!!

” Quando credi nelle cose che  non puoi capire

   esse ti fanno soffrire.

   La superstizione non è la soluzione.”

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Il canzoniere | Posted by Francesco Potestà